F1, "Se devo essere onesto, così non lotterò per il titolo": lo sfogo shock di George Russell dopo il podio a Silverstone

F1, "Se devo essere onesto, così non lotterò per il titolo": lo sfogo shock di George Russell dopo il podio a Silverstone
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Un secondo posto insperato nel GP di Gran Bretagna non basta a far sorridere George Russell, protagonista di un'analisi brutalmente onesta nel post-gara. Nonostante il podio fortunato, propiziato dal ritiro di Verstappen e dal pasticcio software sotto Safety Car, il britannico lancia l'allarme sui problemi di velocità della Mercedes.
5 luglio 2026

Un secondo posto arrivato nel modo più inaspettato, quasi "regalato" dagli eventi e dalle strategie altrui, che però lascia l'amaro in bocca. George Russell sale sul secondo gradino del podio nel Gran Premio di casa a Silverstone, ma le sue dichiarazioni nel post-gara sanno tutt'altro che di festa. Un’analisi brutalmente onesta, quella del pilota Mercedes, che preferisce guardare in faccia la realtà dei problemi tecnici piuttosto che cullarsi su un trofeo arrivato grazie alla fortuna.

Scattato dalla quarta piazzola sulla griglia di partenza, la domenica di Russell è stata fin da subito una complessa battaglia per agguantare la zona podio. Tra i problemi iniziali, compresa una foratura lenta e un pit stop che lo avevano fatto precipitare fino alla settima posizione, la rimonta sembrava un miraggio.

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A stravolgere i piani ci ha pensato prima la pista, con il ritiro di Max Verstappen e i problemi geometrici alle sospensioni e al posteriore che hanno tagliato fuori dai giochi il suo compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, e poi la strategia. Il colpo di scena decisivo è arrivato sotto regime di Safety Car, con Lewis Hamilton che è stato richiamato ai box per montare le gomme soft, una mossa pensata per l'assalto finale negli ultimi giri. Una ripartenza che tuttavia non è mai avvenuta a causa di un clamoroso bug del software della Direzione Gara, che ha congelato le posizioni fino alla bandiera a scacchi, congelando così anche la seconda piazza del giovane britannico.

Intervistato al termine della corsa, Russell ha ammesso il fattore fortuna senza troppi giri di parole. "Dopo la foratura lenta, il pit stop e il crollo fino al settimo posto, se mi avessi detto che sarei arrivato secondo ti avrei risposto che era impossibile. Non sarei stato nemmeno in grado di comprendere come si sarebbero potuti evolvere gli eventi. Penso che il terzo posto sarebbe stato probabilmente il risultato che meritavamo sul campo, dietro a Kimi e Charles”. Il pilota di King's Lynn ha poi analizzato i duelli in pista, riconoscendo il valore degli avversari. "Ovviamente ero davanti a Lewis. Stavo lottando con Max, e sì, Max è un rivale davvero tosto. Penso che a un certo punto lo avrei superato".

L’attenzione di Russell si è subito spostata sulle evidenti lacune prestazionali della sua monoposto, sollevando un pesante campanello d'allarme per il team. "È importante continuare a lottare. Ma la verità è che questo fine settimana ci sono state un sacco di cose che non abbiamo capito bene. Abbiamo avuto problemi di velocità in rettilineo sia venerdì che sabato. Credo che oggi sia andata un po' meglio, ma la prestazione generale non è stata sufficiente".

Il britannico però non vuole accontentarsi di un exploit isolato. "Se devo essere brutalmente onesto, non lotterò per il campionato se le prestazioni continuano a essere queste. Quindi non me ne vado da questo weekend soddisfatto. Mi tengo il risultato, ma probabilmente ero più soddisfatto quando mi sono dovuto ritirare mentre ero in testa in Canada rispetto a oggi che sono sul secondo gradino del podio. Questo solo perché in Canada probabilmente meritavo la vittoria, mentre oggi non meritavo di trovarmi dove mi trovo". Le parole di Russell tracciano la linea per la seconda parte di stagione: per sognare in grande serve molto di più della sola benevolenza della Dea Bendata.

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