F1. "Messaggio errato per un bug". Ecco perché la FIA ha bloccato la Safety Car a Silverstone fregando Hamilton

F1. "Messaggio errato per un bug". Ecco perché la FIA ha bloccato la Safety Car a Silverstone fregando Hamilton
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Il giallo del finale a Silverstone: la direzione gara ordina il rientro, ma la Safety Car resta in pista. Dietro il congelamento delle posizioni c'è un clamoroso blackout informatico ammesso dalla stessa Federazione
5 luglio 2026

Silverstone non smentisce mai la sua fama di culla del motorsport, capace di regalare pagine di epica sportiva miste a colpi di scena drammatici, ma l'edizione 2026 del Gran Premio di Gran Bretagna rischia di passare alla storia per ragioni che vanno ben oltre il talento dei piloti in pista. Sotto la bandiera a scacchi sventola il trionfo rosso di Charles Leclerc, autore di una prova maiuscola e solida, ma il podio e l'ordine d'arrivo finale sono rimasti congelati in un limbo di incertezza, avvolti da due giganteschi gialli regolamentari che hanno lasciato il paddock con il fiato sospeso e gli ingegneri a consultare freneticamente i monitor della direzione gara.

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L'atmosfera si è surriscaldata al trentanovesimo giro, quando l'Audi di Nico Hulkenberg si è spenta improvvisamente nella percorrenza della velocissima curva Copse. Le inevitabili bandiere gialle hanno innescato il primo dramma della domenica: Lewis Hamilton, nel pieno del suo sforzo davanti al pubblico di casa, è finito sotto investigazione per non aver rallentato a sufficienza nel settore incriminato. Per il redivivo numero 44, una potenziale penalità di cinque secondi significherebbe la perdita immediata di un podio conquistato con i denti, trasformando gli applausi delle tribune in un coro di amarezza.

Ma il vero capolavoro del caos si è consumato nei passaggi conclusivi. L'impatto violento della Red Bull di Max Verstappen alla curva 15, avvenuto al giro 48, ha costretto la direzione gara a spedire in pista la Safety Car per ripulire la traiettoria dai detriti e mettere in sicurezza la zona. A quel punto, gli strateghi della Ferrari hanno intravisto l'opportunità perfetta, richiamando Hamilton ai box per montare le mescole soft, convinti dalla stessa comunicazione ufficiale della FIA che la SC sarebbe rientrata al penultimo passaggio per concedere un ultimo, infuocato giro di gara. La procedura di sdoppiamento era stata completata, i piloti erano pronti al corpo a corpo, e sul monitor dei tempi era persino apparso il fatidico avviso "Safety Car Ends In This Lap". Poi, il nulla. La Safety Car è rimasta in pista, congelando le posizioni, azzerando le chance di Hamilton di attaccare George Russell e spegnendo la corsa in una sfilata malinconica.

A fare chiarezza su un finale che ha rasentato il grottesco è stata la stessa Federazione Internazionale, che ha dovuto ammettere un clamoroso passo falso tecnico attraverso una nota ufficiale inviata ai media presenti nel paddock, tra cui noi di Automoto.it: "Il regolamento sul periodo di Safety Car, Articolo B5. 13.5, stabilisce che deve essere completato un giro a seguito della procedura di sdoppiamento (unlapping). Questo processo è stato seguito dalle Operazioni di Gara. Il messaggio 'Safety Car In This Lap' è stato visualizzato erroneamente a causa di un errore del software

Dietro il freddo linguaggio burocratico della nota si nasconde la realtà di un Gran Premio parzialmente falsato da un bug informatico. Gli uomini della direzione gara hanno applicato alla lettera l'articolo del codice sportivo, ma il sistema di messaggistica automatica ha tradito scuderie e tifosi, inducendo il muretto di Maranello a una scelta strategica aggressiva rivelatasi poi una trappola inevitabile. Resta la gioia di Charles Leclerc, che mette la firma su una Silverstone mai così bizzarra, ma restano soprattutto i volti tirati degli uomini FIA e la delusione di Hamilton, doppiamente beffato tra le pieghe dell'asfalto di casa e le righe di un codice software difettoso.

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