F1, "Ho seguito l'intuito, copiare Hamilton era un'opzione ma ho scelto la mia strada": Leclerc ritrova il feeling a Silverstone

F1, "Ho seguito l'intuito, copiare Hamilton era un'opzione ma ho scelto la mia strada": Leclerc ritrova il feeling a Silverstone
Pubblicità
Charles Leclerc ritrova il sorriso e la prima fila a Silverstone dopo il periodo grigio iniziato in Canada. Il pilota della Ferrari rivela il retroscena sul setup della SF-26 e il bivio tecnico tra il copiare lo stile di Hamilton o seguire l'istinto: "Ho scelto la seconda opzione e ha pagato. Domani serve un miracolo contro Kimi".
4 luglio 2026

Charles Leclerc aveva accennato post Sprint Race a un importante lavoro di setup svolto dietro le quinte per cucirsi meglio la SF-26 addosso, cercando di uscire da un periodo grigio che sta condizionando la sua performance dalla tappa in Canada della Formula 1. Un percorso fatto di piccoli passi, ma come promesso andando nella direzione giusta per le qualifiche di Silverstone, con un cambiamento filosofico sulla vettura per adattarla di più allo stile di guida del monegasco. Un taglio sartoriale che sembra calzare piuttosto a pennello al numero sedici del Cavallino, capace di portare a casa la seconda posizione al termine della sessione di qualifiche nella cornice di Silverstone, anticipando il compagno di squadra Lewis Hamilton.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Un passo in avanti evidente che lo stesso Leclerc ha commentato con sollievo e lucidità ai microfoni dei media nel ring delle interviste. Al pilota della Ferrari è stato subito fatto notare il netto cambio di passo rispetto alle sessioni precedenti, chiedendogli quanto fosse felice di questa prima fila ritrovata e delle sensazioni avute in pista. "Sono felice perché, voglio dire, ero partito secondo anche in Austria ma onestamente non ero davvero contento, perché il feeling non era granché" – ha esordito Leclerc. “Anche questo weekend le sensazioni ieri non sono state ottime, ma ho analizzato molti dati e, a poco a poco, inizi a capire meglio il quadro della situazione: capisci perché fatichi e quali sono le cose che devi cambiare. Sono andato nella direzione che il mio intuito mi suggeriva essere quella giusta per cercare di adattare la macchina alla mia guida, e oggi ha funzionato molto bene".

Una rinascita sul giro secco che mancava da tempo, ma che richiede comunque i piedi ben piantati a terra in vista del Gran Premio. “Mi sono sentito molto meglio in qualifica, il che è un'ottima cosa. Era da tanto tempo che non mi sentivo così, ma dobbiamo anche stare attenti: è molto facile farsi trascinare dall'entusiasmo quando hai un buon sabato, ma la cosa più importante è riuscirci regolarmente. Mettere la vettura nella giusta finestra di utilizzo sarà fondamentale. Comunque sento di aver capito alcune cose questo fine settimana che mi saranno molto utili per il futuro, quindi questo è un aspetto positivo e fa semplicemente bene".

Il monegasco ha poi rivelato un interessante retroscena sul bivio tecnico affrontato insieme ai suoi ingegneri per uscire dal momento difficile. “Sì, in questo genere di momenti è complicato e avevo due opzioni: una era fondamentalmente cambiare il mio stile di guida e copiare Lewis, visto che per lui sembra funzionare molto bene; la seconda era mantenere il mio stile di guida e cercare di trovare una soluzione lavorando sulla macchina. Ho scelto la seconda opzione e oggi ha pagato, spero che pagherà anche domani".

In vista della corsa domenicale, l'asticella si alza. Interpellato sul fatto se domani sarà realisticamente possibile dare battaglia a un solido Kimi per la vittoria o se sia una richiesta eccessiva, il ferrarista ha risposto con grande pragmatismo. "Non lo so, non lo so. Stamattina sembrava fortissimo, quindi non saprei. Se hanno mantenuto lo stesso passo o se noi non siamo migliorati, sarà complicato. Io mi sento molto meglio in macchina, quindi spero solo che questa sensazione rimanga anche in gara. Se sarà così, spero che potremo fare un miracolo, altrimenti per ora mi prenderò i lati positivi di un weekend come questo, ovvero le lezioni apprese. Ma, ripeto, la gara è la cosa più importante ed è lì che impareremo di più”.

Pubblicità