Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il blu delle ceramiche di Delft prende il posto dell’arancione come elemento dominante, trasformando l’equipaggiamento di Max Verstappen e Isack Hadjar in un omaggio alla cultura olandese. Red Bull ha presentato caschi, tute e stivali realizzati appositamente per il Gran Premio d’Olanda 2026, destinato a chiudere la permanenza di Zandvoort nel calendario di Formula 1. Un appuntamento dal forte valore simbolico, soprattutto per il quattro volte campione del mondo e per il pubblico che ha reso il circuito una delle tappe più riconoscibili degli ultimi anni.
Il casco di Verstappen adotta il classico abbinamento tra bianco e blu delle Delftware, le celebri ceramiche decorate legate alla tradizione dei Paesi Bassi. La grafica comprende motivi floreali elaborati e il leone olandese collocato sulla parte superiore. Il risultato conserva l’identità sportiva del pilota, ma la rilegge attraverso un linguaggio visivo profondamente nazionale, pensato per salutare il suo Gran Premio di casa.
Il campione olandese indosserà anche una tuta speciale con dettagli arancioni lungo la gamba, completata da stivali coordinati al casco. Non si tratta soltanto di un’operazione estetica: il disegno celebra il rapporto costruito da Verstappen con le tribune di Zandvoort e ricorda le sue tre vittorie consecutive nel GP d’Olanda, ottenute nel 2021, 2022 e 2023.
La personalizzazione scelta per Isack Hadjar racconta invece una storia più recente. Il suo casco riprende lo stile Delft Blue del trofeo assegnato nel Gran Premio d’Olanda 2025, gara nella quale il francese conquistò il primo podio della carriera in Formula 1 con il terzo posto. Quella prestazione lo rese anche il più giovane pilota francese a salire sul podio nella storia del Mondiale.
Tra le decorazioni compaiono le immagini del trofeo rotto, un riferimento ironico ai festeggiamenti seguiti a quel risultato. Hadjar ha così trasformato un episodio rimasto legato al suo primo piazzamento tra i primi tre in un elemento grafico da portare nuovamente in pista. Anche la sua tuta e i suoi stivali seguiranno lo stesso tema cromatico.
Nel progetto non manca uno dei tratti personali ricorrenti dei caschi di Hadjar: il suo personaggio in stile anime. Questa volta viene raffigurato mentre celebra il primo podio in Formula 1, collegando la passione del pilota per l’animazione giapponese al ricordo sportivo di Zandvoort. È un dettaglio meno legato alla tradizione olandese, ma utile a distinguere il suo casco da quello del compagno di squadra all’interno di un’impostazione grafica coordinata.
L’uscita di Zandvoort dal calendario dopo l’edizione 2026 conferisce all’iniziativa un significato che supera il consueto cambio di livrea dell’equipaggiamento. Il circuito è diventato il punto di riferimento della marea arancione che accompagna Verstappen e ha riportato stabilmente la Formula 1 nei Paesi Bassi dopo il ritorno del GP nel 2021. Per Red Bull, l’ultima gara su questa pista chiude quindi un capitolo strettamente intrecciato ai successi e alla popolarità del suo pilota di punta.
Caschi e tute celebrativi sono ormai parte del racconto visivo della Formula 1, soprattutto negli appuntamenti di casa o nelle gare con un valore storico particolare. A Zandvoort la scelta di Red Bull evita una semplice ripetizione dei colori nazionali e punta su un simbolo culturale immediatamente riconoscibile. Verstappen ringrazia il pubblico e celebra le sue vittorie; Hadjar riporta in pista il ricordo del risultato che ha segnato l’inizio della sua storia sul podio. Due interpretazioni diverse per salutare, con la stessa trama bianca e blu, l’ultima presenza del circuito olandese nel Mondiale.