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Un giro capolavoro e una prima fila che alla vigilia sembrava un miraggio. Lewis Hamilton firma una delle prestazioni più solide del suo weekend estraendo il massimo potenziale dalla vettura e conquistando una insperata seconda piazzola in griglia, subito alle spalle di un inafferrabile Max Verstappen.
Un risultato maturato al termine di una sessione di qualifica tiratissima, in cui il sette volte campione del mondo ha saputo mettere insieme tutti i tasselli dopo un lavoro certosino di affinamento dell'assetto svolto nel box con i suoi ingegneri.
Raggiunto dai microfoni a caldo subito dopo la sessione, il britannico non ha nascosto la propria sorpresa per un piazzamento che va ben oltre le aspettative del venerdì: “Sì, decisamente una sorpresa. Innanzitutto complimenti a Max, è stato velocissimo per tutto il weekend. Guardando al nostro passo assoluto rispetto agli altri durante il fine settimana, puntavamo più a un quinto o sesto posto. Avevamo visto la Mercedes portare un grande aggiornamento e, considerando che hanno vinto ogni gara, pensavamo che questa novità li avrebbe spinti ancora più avanti. Però è davvero interessante trovarci qui. La macchina si è comportata benissimo, abbiamo apportato molte modifiche”.
A fare la differenza, secondo Hamilton, è stata la capacità del team di compensare a centro curva quello che la vettura continua a cedere nei tratti ad alta velocità: “Penso che la Mercedes abbia un ottimo pacchetto e la Red Bull ha chiaramente fatto ottimi progressi. Voglio dire, l'unico punto in cui perdiamo rispetto a loro è sui rettilinei: sappiamo di concedere tre o quattro decimi nel dritto, quindi lavoriamo più duramente possibile per massimizzare la resa in curva. Oggi ci siamo riusciti, ed è merito dei meccanici e degli ingegneri. Abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro di squadra e anche l'esecuzione è stata impeccabile. Se continuiamo così, spero che potremo ottenere risultati migliori da qui in avanti”.
L'attenzione si è poi spostata sulla complessa messa a punto delle attuali monoposto. Un'alchimia di millimetri e frazioni di grado in cui anche il minimo dettaglio può trasformare una macchina scorrevole in una vettura inguidabile: “Il punto è che queste vetture sono estremamente sensibili. Basti pensare a quanto una piccolissima modifica possa fare una differenza enorme da uno stint o da una sessione all'altra: un click all'ala anteriore, un millimetro di altezza da terra. Dettagli minimi che cambiano drasticamente il bilanciamento; è letteralmente un bersaglio mobile su cui cerchi di lavorare tra l'assetto e i controlli a disposizione”.
“Per non parlare della gestione dell'acceleratore: se arrivi al 100% di gas troppo presto, mandi in pattinamento le gomme e perdi tempo sul dritto. Sono aspetti che a molti di noi non piacciono particolarmente, ma mettere insieme tutto e padroneggiarlo è una sfida enorme. Per noi è ancora più dura perché siamo costantemente al limite, visto quanto perdiamo nei rettilinei. Spero solo che continueremo a spingere. Se arriveremo al punto di avere la stessa potenza di base rispetto a loro, credo che in futuro assisteremo a una battaglia ancora più bella”, ha continuato il britannico.
In vista del GP di domani, la parola d'ordine resta "gestione", soprattutto per quanto riguarda le temperature in scia e il passo sulla lunga distanza: “Dobbiamo solo concentrarci su noi stessi. Non so cosa stiano facendo gli altri: Max ha avuto degli ottimi long run, i nostri erano discreti ma il bilanciamento era un po' fuori finestra. Ora la nostra macchina dovrebbe essere messa meglio per la gara. Saremo tutti sullo stesso livello perché qui superare non è così semplice. Anche se ci sono questi lunghi rettilinei, siamo tutti in gestione della power unit e stare in scia è parecchio complicato perché le componenti tendono sempre a surriscaldarsi. Domani sarà interessante”.