F1. Sepang ribalta i valori: Mercedes cambia la W17, Ferrari può trasformare il suo difetto in un vantaggio

F1. Sepang ribalta i valori: Mercedes cambia la W17, Ferrari può trasformare il suo difetto in un vantaggio
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La Mercedes porta a Sepang un maxi pacchetto di aggiornamenti per la W17, con modifiche profonde soprattutto al fondo. Antonelli e Russell restano indietro nelle libere, ma la classifica racconta solo una parte della storia: su una pista abrasiva e durissima per le gomme, Ferrari potrebbe trasformare uno dei suoi limiti in un vantaggio
2 ottobre 2026

Vestita del brillante verde petrolio del suo title sponsor, la Mercedes W17 nelle prove libere del Gran Premio del Bahrain in Malesia 2026 è sembrata un oggetto misterioso per via di un pacchetto di aggiornamenti massivo. Andrea Kimi Antonelli e George Russell si sono dovuti accomodare nelle posizioni di rincalzo di una classifica bugiarda, come è inevitabile che sia su una pista sporca, inesplorata da quasi un decennio dalla Formula 1. Ci sono voluti mesi prima che l’upgrade fosse adottato sulla W17, e la sensazione è che serva un pizzico di pazienza per verificarne l’effettiva efficacia.

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I cambiamenti più rilevanti apportati alla Mercedes W17 non sono facilmente apprezzabili, nascosti come sono in un fondo che è stato profondamente modificato. E quando si introduce un pacchetto massiccio – che nel caso della W17 vede anche modifiche al trattamento delle pance – è inevitabile che serva un po’ di lavoro di fino in termini di sospensioni e di bilanciamento. Bisogna prendere le misure con il modo in cui questa metamorfosi va a ripercuotersi sul comportamento della vettura all’atto pratico, andando a scoprire in pista quello che nemmeno la più efficace delle simulazioni può riprodurre fedelmente.

Sia Antonelli che Russell hanno steccato il proprio tentativo lanciato, con delle imperfezioni nel terzo settore che sono la perfetta dimostrazione di una delle insidie maggiori di questo tracciato. Con il suo asfalto particolarmente abrasivo, la pista di Sepang rappresenta uno stress non da poco sugli pneumatici. Sebbene la deportanza inferiore generata dalle monoposto 2026 sia un relativo sollievo per le gomme, il rischio non riguarda solo il degrado in gara, ma anche l’uscita dalla finestra di utilizzo degli pneumatici.

Serve dosare l’aggressività se si vuole evitare che lo pneumatico vada a surriscaldarsi troppo, finendo per uscire dalla finestra di utilizzo nel terzo settore, con conseguenze evidenti. Il posteriore che scivola, i bloccaggi, un approccio poco pulito ai cambi di direzione: è così che si getta alle ortiche il giro buono. In un contesto del genere, così sfidante per le gomme, la Ferrari potrebbe vedere un punto debole della SF-26 diventare un piccolo vantaggio sia in qualifica che in gara.

Sappiamo bene come in condizioni standard la SF-26 fatichi a mandare in temperatura le gomme. È questo il limite che molto spesso va a condizionare le performance in pista di Charles Leclerc e Lewis Hamilton sul giro secco. In Malesia potremmo vedere il rovescio della medaglia, con una Rossa gentile con le gomme, e per questo meno soggetta anche al degrado nel corso della gara. Ma dai giochi non può certamente essere esclusa una Red Bull che continua a essere tanto veloce quanto scomposta.

I commenti di Max Verstappen e Isack Hadjar sono esemplificativi. Entrambi i piloti di casa Red Bull hanno restituito l’immagine di una monoposto nervosa, con oscillazioni in frenata e un retrotreno instabile. Sono manifestazioni del DNA di una vettura che con gli aggiornamenti è diventata più efficace, ma che in certe circostanze accusa una sensibilità eccessiva. Viene da pensare che a esacerbare il tutto abbiano pensato le condizioni proibitive in cui si è girato oggi, con un cocktail esplosivo tra la temperatura infuocata dell’asfalto e la natura abrasiva dell’asfalto ad aumentare esponenzialmente il degrado degli pneumatici.

È esattamente la situazione contraria rispetto a quella vista negli ultimi GP, con un degrado nullo che avrebbe probabilmente permesso di disputare l’intera corsa con lo stesso treno di gomme. In questo caso, non ci si può aspettare l’espressione della piena performance, per quanto possibile con queste monoposto piegate dal giogo della batteria. E avere un bilanciamento equilibrato sarà fondamentale per evitare che la vettura scivoli troppo, andando ad aumentare il degrado termico dello pneumatico con il classico effetto del gatto che si morde la coda. Non è un esercizio facile per chi porta un pacchetto di aggiornamenti complesso come quello che sfoggia la Mercedes W17 verde petrolio, elegante ma ancora imperfetta sull’asfalto ruvido di Sepang.

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