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Il rumore di fondo della Formula 1 ha la capacità intrinseca di farsi assordante nel giro di poche ore, superando per intensità persino il rombo dei motori in pista. Le scorie lasciate dal Gran Premio di Baku non si sono esaurite sotto la bandiera a scacchi, ma hanno spalancato le porte a una sequenza di eventi e speculazioni che a Maranello non si vedevano da tempo. Tutto è scaturito dall'autoproposta lanciata a mezzo stampa da Christian Horner tramite il Times: una dichiarazione d'intenti chiara, con l'ex numero uno della Red Bull che si è detto aperto a un eventuale ritorno nel Circus anche da dipendente pur di vestire i panni di Team Principal della Scuderia Ferrari. Ma la Scuderia è subito intervenuta per ribadire il proprio sostegno a Vasseur.
Foto copertina: ANSA
“Guardando tutto il rumore e le voci che si sono susseguite sulla stampa durante la settimana, penso che come squadra avessimo la necessità assoluta di lavorare in serenità, ed era quindi fondamentale farlo”, ha esordito il manager francese a Sepang. “Quando accetti un ruolo come questo, sai perfettamente quali sono gli aspetti positivi e i lati negativi del lavoro. Onestamente non sono affatto sorpreso da quello che è successo. So benissimo dove mi trovo e conosco il contesto: io sono qui con il mio team, con i miei ragazzi. Come diciamo sempre, ‘nei momenti buoni si vince insieme e in quelli difficili si soffre come squadra’”.
Un passaggio che punta a ricompattare l'ambiente e a smontare la narrazione di una gestione isolata o sotto assedio, ribadendo come l'attenzione debba rimanere focalizzata sulla crescita del pacchetto vettura e sul recupero del gap dai rivali. L'analisi di Vasseur si è poi allargata al tema dell'assetto organizzativo interno, chiamato in causa anche da alcune riflessioni espresse dai piloti durante il media day malese — in particolare da Lewis Hamilton, che aveva aperto il dibattito sulla necessità di analizzare l'impianto di comando per capire se sia ottimizzato al massimo per la vittoria.
“Per quanto riguarda la struttura della squadra, cercare il miglioramento continuo fa parte del nostro stesso DNA”, ha precisato Vasseur con fermezza. “Sarebbe un errore madornale considerare un successo o una determinata configurazione come un punto d'arrivo definitivo; bisogna sempre spingere per evolversi. Venendo ai commenti di Lewis, credo che sarebbe uno sbaglio soffermarsi sul singolo dettaglio o cercare colpevoli individuali in questa fase della stagione. Nei momenti positivi si vince tutti insieme, in quelli negativi si soffre uniti. Non ho intenzione di puntare il dito su un elemento o su un reparto specifico”.
Il francese ha voluto tracciare un bilancio lucido della prima parte di campionato, rifiutando i toni catastrofici ma ammettendo senza filtri che il livello attuale non rispecchia ancora le reali ambizioni di Maranello. “Di certo non possiamo accontentarci di quanto fatto finora, non è abbastanza. Vogliamo ottenere di più, vogliamo vincere più gare e vogliamo giocarci il campionato. Tuttavia, se guardiamo il quadro generale, l'avvio di stagione è stato positivo, anche se abbiamo sprecato del potenziale prezioso negli ultimi due appuntamenti. Sapevamo già prima di andare a Baku che sarebbe stato uno dei fine settimana più complessi dell'intero calendario: abbiamo cercato di limitare i danni e fare il massimo, e siamo comunque riusciti a conquistare la prima fila. Oggi la Formula 1 è estremamente competitiva e la gestione dei weekend è completamente diversa rispetto a quattro o cinque anni fa”.
A chi gli chiede se abbia tutta l'autorità e il potere decisionale necessari per intervenire sulla struttura e guidare la Ferrari verso il titolo, Vasseur ha risposto spazzando via i dubbi sui rapporti con i vertici aziendali. “Sinceramente, il rapporto che ho con i miei capi, Elkann e Vigna, è ottimo. Siamo in contatto quotidiano e non posso assolutamente lamentarmi di nulla”, ha concluso il Team Principal. “È ovvio che ciascuno di noi vorrebbe sempre fare di più, avere più risorse o reclutare più figure di alto profilo: ma questo è un desiderio che appartiene a me esattamente come a qualsiasi altro Team Principal presente sulla griglia. L'unica cosa che conta davvero è continuare a spingere nella stessa direzione”.