Sepang si veste da Bahrain, ma la Mercedes va in tilt: Verstappen subito leader nella FP1 delle incognite. Ferrari insegue

Sepang si veste da Bahrain, ma la Mercedes va in tilt: Verstappen subito leader nella FP1 delle incognite. Ferrari insegue
Pubblicità
Nel primo turno di prove a Sepang, Verstappen firma il miglior tempo davanti a Russell. Debutto complicato per la W17 aggiornata di Antonelli, mentre la Ferrari SF-26 fa sperare sul passo gara
2 ottobre 2026

La Formula 1 fa un gradito ritorno nel cuore dell’umidità della Malesia con il Gran Premio del Bahrain 2026. Sakhir non ha potuto ospitare il suo appuntamento di casa a causa della situazione geopolitica ancora critica in Medio Oriente, ma Sepang si è resa disponibile a diventare una "provincia" di Manama, con tanto di paddock perfettamente in stile mediorientale. È come se gli organizzatori del Bahrain avessero portato su questo iconico tracciato una versione ancora più probante del loro asfalto super abrasivo: il manto stradale di Sepang sarà la vera incognita di questo weekend, oltre al meteo.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Il Circus non tornava in Malesia dal 2017, e questo significa che non ci sono dati recenti disponibili per preparare il fine settimana. Motivo per cui la prima delle tre sessioni di prove libere è stata essenziale per capire i bilanciamenti in pista e impostare il prosieguo del programma. Sarà un'evoluzione continua, perché l’asfalto altamente abrasivo di Sepang ha sorpreso la stessa Pirelli, che ha portato per questo Gran Premio la gamma media di mescole (C2, C3 e C4). A questo si aggiunge una pista priva di gommature, dato che nell’arco della stagione solo la MotoGP passa da queste parti e in questo fine settimana non ci sono categorie di contorno, ad eccezione della Formula 4 asiatica con la nostra Ginevra Panzeri in azione.

A complicare ulteriormente la situazione c'è l’incognita del meteo, con i tradizionali temporali tropicali che ogni pomeriggio diventano i veri protagonisti in Malesia. Con la pioggia che scende, tutti i progressi fatti con le monoposto in pista vengono lavati via, cambiando continuamente i punti di riferimento. Per fortuna dei piloti, dopo due tracciati cittadini come Madrid e Baku, si torna su una pista permanente e senza muretti ravvicinati: l’ideale per ritrovare confidenza su un circuito probante come Sepang. Un fattore che aiuterà anche la Mercedes, la quale affronta questo atipico Gran Premio del Bahrain con un sostanzioso pacchetto di aggiornamenti che ha stravolto la W17.

Le pance seguono una nuova filosofia, così come il retrotreno, e molte altre zone sono state interessate da questo sviluppo. La speranza per la Stella è quella di fare un passo avanti in termini di performance, non tanto per la lotta al titolo — che ormai è una questione di famiglia tra Andrea Kimi Antonelli e George Russell — quanto per tracciare la linea tecnica da seguire per il prossimo anno. Per i due alfieri della Mercedes, tuttavia, la FP1 è stata molto complicata: dopo cinque mesi con lo stesso pacchetto tecnico, cambiare così tanto in termini di stabilità aerodinamica ha avuto un forte impatto. A soffrire di più tra i due è stato proprio Kimi, che ha dovuto fronteggiare anche un problema alla power unit che ha compromesso diversi tentativi, prima per la mancanza del boost e poi per aver dovuto percorrere i rettilinei senza la componente elettrica. Antonelli monta la stessa unità di Baku che gli aveva dato problemi nelle libere: una scelta voluta dalla Mercedes per evitare una seconda penalità al bolognese, che monterà ad Austin solo il nuovo turbo più grande, frutto dell’aggiornamento ADUO. Russell, dal canto suo, dovrà montare una nuova power unit più avanti, dato che né a Monza né a Baku ha introdotto un nuovo motore nella sua rotazione, fondamentale per le ultime gare.

A queste problematiche si è aggiunto per Russell anche un problema di drop-off delle gomme, con il bilanciamento del posteriore a fare da fattore determinante. Modificare il bilanciamento della vettura porta a un forte scivolamento del retrotreno, che si traduce in un eccessivo pattinamento e, di conseguenza, in un elevato degrado termico. Nel box di Brackley si lavorerà molto sul set-up per risalire la china, soprattutto sul passo gara che li vede in affanno rispetto a Red Bull, Ferrari e McLaren.

A dettare il passo nella FP1 è stato colui che per ultimo aveva firmato il successo in Malesia. Ha vinto qui nel 2017 e ora comanda la classifica dei tempi in 1:37.520: parliamo di Max Verstappen, che spera di conquistare finalmente la prima vittoria stagionale, già sfiorata a Baku una settimana fa. Per lui sarebbe un’ulteriore spinta per affrontare un programma serratissimo: al termine di questa tripletta asiatica, che si concluderà la prossima settimana a Singapore, prima di affrontare la tripletta americana volerà in Portogallo per disputare il round conclusivo del GT World Challenge Europe con il suo team verstappen.com a bordo della Mercedes-AMG GT3. La sfida resta aperta anche per questo weekend se la situazione in casa Mercedes si allineerà, con George Russell che insegue a quasi quattro decimi di distacco. La Red Bull, tuttavia, mostra uno spunto in più anche nelle prestazioni di Isack Hadjar, terzo a 783 millesimi da Verstappen. Il francese, dopo il podio di Baku, dovrà però scontare cinque posizioni di penalità per la sostituzione del settimo motore endotermico. Penalità al motore anche per Lindblad, che scatterà dal fondo della griglia, e per Colapinto, che sconterà 10 posizioni oltre a quelle ereditate dallo scorso appuntamento per l'incidente che ha messo fuori giochi Gasly e Norris.

Quarto tempo per Charles Leclerc, staccato di 8 decimi e mezzo ma autore di un ottimo passo gara, frutto anche delle novità tecniche. Il monegasco è stato chiaro: il problema della Ferrari non è solo il motore, ma anche il telaio, che deve essere affinato per estrarre maggiori prestazioni. La Ferrari è così scesa in pista con una SF-26 rivista al retrotreno. Lewis Hamilton è sesto, e tra le due vetture di Maranello si inserisce la Mercedes di Kimi Antonelli. Conclude la top 10 Pierre Gasly, seguito da Liam Lawson, Arvid Lindblad e Nico Hülkenberg. Undicesima e dodicesima la McLaren, rispettivamente con Oscar Piastri e Lando Norris: pur avendo faticato sul giro secco, hanno mostrato un'ottima performance nei long run, favoriti dalle caratteristiche aerodinamiche della MCL40. Tredicesimo Bortoleto, seguito da Alonso, Ocon, Bearman, Stroll, Colapinto, Sainz, Bottas e Perez.

Pubblicità