"Ferrari, per qualcuno è 10 volte peggio": la rabbia di Hamilton contro la negatività del web. E su Vasseur: "Non si tocca"

'Ferrari, per qualcuno è 10 volte peggio': la rabbia di Hamilton contro la negatività del web. E su Vasseur: 'Non si tocca'
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Alla vigilia del GP de Bahrain a Sepang, Lewis Hamilton blinda Frédéric Vasseur e attacca le critiche mediatiche contro la Ferrari: "La negatività è frustrante e influisce sul box, ma arriveremo dove vogliamo". L'analisi del deficit motore e il supporto al team principal.
1 ottobre 2026

Il Circus della Formula 1 si appresta ad affrontare un appuntamento inedito: il Gran Premio del Bahrain si sposta eccezionalmente a Sepang, in Malesia, a causa delle delicate tensioni geopolitiche internazionali. Per Lewis Hamilton si tratta di un ritorno ricco di significato su una pista dove ha trionfato nel 2014 a bordo dell'imbattibile Mercedes di quegli anni e dove, nell'ultima edizione disputata nel 2017, è giunto secondo alle spalle di Max Verstappen. Oggi, a distanza di nove anni, il contesto è completamente differente: il sette volte campione del mondo veste i colori della Scuderia Ferrari, chiamata a gestire una fase complessa della stagione.

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Dopo le indiscrezioni emerse a Baku su un possibile addio del Team Principal Frédéric Vasseur in seguito alle recenti prestazioni opache, la dirigenza di Maranello ha deciso di scendere in campo in prima persona. Attraverso un incontro riservato con una selezionata pattuglia di testate italiane, tra cui noi di Automoto.it, la Scuderia ha voluto fare chiarezza alla vigilia del trasferimento in Malesia, mettendo a tacere i rumor e schermando il lavoro dell'intera squadra. A blindare la posizione del manager transalpino ci ha pensato lo stesso Lewis Hamilton, espresso con fermezza a favore della continuità aziendale. "Penso che Fred abbia il pieno supporto. Dovreste chiedere a lui cosa cambia per lui, non so quanto influisca. Sembra che ci sia spesso molta attenzione su un'unica persona, su un singolo ruolo, sempre. Come vedete, abbiamo cambiato diverse persone nel ruolo di Fred, ma Fred è un leader fantastico e sta davvero per portare questa squadra nella direzione giusta”.

“Tuttavia, c'è una struttura che è lì da diverso tempo. Che questo significhi guardare avanti oppure no, ci sono ovviamente anche persone al di sopra di Fred: non si tratta di una sola persona. Fred ha guidato la squadra e ha aiutato a fare dei cambiamenti nell'ultimo anno. Ci ha aiutato ad arrivare secondi nel Campionato Costruttori, ed è un passo enorme rispetto allo scorso anno", ha continuato il britannico.

Il deficit prestazionale riscontrato nelle ultime uscite trova spiegazione principalmente nel reparto motori, dove l'introduzione dell'ultima specifica (ADUO 2) a Baku non ha colmato del tutto il gap con la concorrenza: "Il deficit che abbiamo è semplicemente legato al motore, ed è qualcosa da cui sappiamo di non poterci nascondere. Ogni weekend paghiamo un ritardo di quattro decimi, se non a volte sei decimi, solo in termini di potenza in rettilineo. Ne siamo consapevoli ed è qualcosa su cui dobbiamo cercare di lavorare: stanno lavorando duramente per cercare di risolverlo per il prossimo anno. Tutti gli altri stanno lavorando duramente nel team, a casa in fabbrica, tra il traffico, weekend dopo weekend."

Il peso della pressione mediatica: "Per Ferrari è tutto moltiplicato per dieci"

Correre per la Scuderia Ferrari significa convivere con una lente d'ingrandimento costante, dove ogni minima indecisione viene amplificata fino a diventare un caso nazionale. Nelle parole di Lewis Hamilton emerge tutta la frustrazione per un ambiente mediatico che tende a drammatizzare ogni difficoltà di Maranello, trattando la Rossa con un metro di giudizio ben diverso e più severo rispetto a qualsiasi altro team sulla griglia.

Con la schiettezza che lo contraddistingue, il sette volte iridato ha sottolineato l'asimmetria del trattamento riservato alla Ferrari rispetto agli avversari: "Per me è frustrante vedere tutta questa negatività. Si vedono altre persone commettere errori e di solito non se ne parla più di tanto. Se noi commettiamo lo stesso errore o non siamo perfetti... No, non lo siamo, ma per qualche motivo per la Ferrari è dieci volte peggio. C'era da aspettarselo, dato che è il brand migliore qui ed è di gran lunga il più iconico".

Se su un pilota esperto e corazzato come Hamilton le voci esterne scivolano via senza lasciare il segno, l'inglese non nasconde la preoccupazione per l'impatto distruttivo che questo "rumore di fondo" ha sul morale degli uomini del box e sulle loro famiglie: "Per quanto mi riguarda, non leggo molto, quindi su di me ha un effetto pari a zero. Ma ovviamente, quando entro nel box e vedo, questo influisce sicuramente sui singoli e sulla squadra. Ogni weekend cercano di presentarsi e fare il miglior lavoro possibile, e non sempre ci riescono. Quando le tue famiglie ti mandano messaggi per tutte le cose negative che leggono, e quando le persone a casa in fabbrica leggono tutte quelle cose nonostante stiano dando tutto ciò che hanno, a volte ti sembra quasi di non poter fare nulla di giusto, anche quando ce la stai mettendo tutta".

Di fronte a un flusso ininterrotto di indiscrezioni e critiche spesso prive di fondamento reale, il messaggio inviato da Hamilton ai suoi uomini è chiaro: blindare il gruppo e ignorare le speculazioni di chi parla senza conoscere la realtà dei fatti: "Per me, il messaggio è di non leggere nulla di ciò che viene scritto, perché il fatto è che nessuno di quelli che scrivono queste cose ha la minima idea di cosa stia parlando. Non sono all'interno del team, non sanno cosa succede a porte chiuse e non sanno quanto duramente stiano lavorando tutti: è tutto basato su supposizioni e opinioni. Trovandomi lì, per me è semplicemente frustrante da vedere".

Un invito alla resilienza che guarda al futuro con pragmatismo e fiducia: il percorso di crescita richiede tempo, ma la determinazione della squadra non verrà scalfita dai giudizi esterni: "Quello che faremo è continuare a cercare di concentrarci sul fare il miglior lavoro possibile. Indipendentemente da ciò che viene scritto, arriveremo dove vogliamo essere. Ci vorrà più tempo... Sapevo che non sarebbe stato al secondo anno che saremmo arrivati dove volevamo essere, ma spero e prego con tutto il cuore di tutti che magari l'anno prossimo potremo arrivare dove vogliamo".

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