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La Formula 1 è in volo verso Sepang per il Gran Premio della Malesia, ma il paddock ha fatto in tempo a portarsi dietro le scorie dell'ultimo weekend a Baku. Settimana carica di veleni, indiscrezioni e speculazioni sul futuro della leadership del Cavallino Rampante, alimentate dall'autocandidatura a mezzo stampa di Christian Horner e dalle voci su una presunta uscita di scena di Frédéric Vasseur con buonuscita a fine stagione.
Foto copertina: ANSA
Dopo la bandiera a scacchi in Azerbaijan, era stato lo stesso team principal francese a sfogarsi senza filtri ai nostri microfoni: “Non stiamo lavorando in perfetta serenità. Vale per me in primis, ma per chiunque nella squadra e per i media, visto che il 50% delle domande riguarda questo tema. È una situazione frustrante. Stiamo lottando per fare il massimo nel campionato e alla fine ci ritroviamo a parlare continuamente di questo. Horner cerca lavoro, lo sanno tutti, ovunque. Ma io cosa posso farci? L'unica cosa che posso fare è dare il massimo per migliorare la squadra, chiedere ai ragazzi di rimanere motivati, concentrarmi su ciò che possiamo fare oggi e passare del tempo con il team. Ad ogni intervista siamo punto e a capo”.
Per mettere un punto definitivo alla vicenda prima di immergersi nel weekend di gara, Maranello ha preso la parola in prima persona. Una riunione diretta e riservata prima della partenza per la Malesia con un ristretto gruppo di media italiani, tra cui noi di Automoto.it, per spazzare via il rumore di fondo e proteggere il lavoro del box.
“Ovviamente in questi giorni ci sono state parecchie speculazioni intorno alla scuderia e alla sua leadership. La posizione della Ferrari è chiara e non è cambiata. La fiducia in Fred Vasseur e nel suo team c'era e continua ad esserci. In questo momento è fondamentale che la squadra resti unita e coesa, concentrando tutte le energie sul lavoro e sulle gare che ci attendono da qui alla fine della stagione”, la dichiarazione del team, sottolineando quanto il fascino del marchio renda inevitabili le sirene esterne. “Ferrari genera da sempre un interesse straordinario ed è naturale che molti professionisti ambiscano a far parte di questa meravigliosa squadra. È un segno della forza di ciò che la Ferrari rappresenta a livello mondiale e ne siamo orgogliosi. Ma non vogliamo alimentare ipotesi che arrivano dall'esterno: vogliamo concentrarci sul lavoro nello spirito dell'insegnamento del fondatore, dove determinazione, umiltà e focus sul futuro sono al centro di tutto”.
“Ci dobbiamo concentrare sulla gara, sulle libere, sulle qualifiche. La smentita non è tanto legata all'autocandidatura di Horner ma al fatto che sono uscite storie infondate sulla posizione di Fred. Si è detto che fosse a rischio o che la sua carriera in Ferrari fosse al capolinea: assolutamente no. C'è la piena fiducia da parte del management e vogliamo spegnere queste voci”.
Un'esigenza di tutela che riguarda soprattutto il fattore umano e la concentrazione dei tecnici in un momento della stagione in cui gli avversari spingono forte sullo sviluppo. “C'è il tema della serenità con cui lavorano le persone. È chiaro che il team, che si deve concentrare sul far andare il più forte possibile le due macchine in un momento in cui gli altri a livello di upgrade hanno fatto passi notevoli, viene disturbato da tutto questo rumore. È nostro dovere permettere alla squadra di concentrarsi su quello che deve fare primariamente: cercare di ottenere risultati in pista”.
Chiarito una volta per tutte che non esistono scadenze a termine o clausole d'uscita a fine campionato, la palla passa ora all'asfalto di Sepang. La risposta della Ferrari è arrivata netta e istituzionale: la leadership è salda, le speculazioni sono chiuse e il tempo delle parole lascia spazio al cronometro.