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I motori si sono spenti a Baku con la vittoria di George Russell che conferma la supremazia tecnica della Mercedes. La pista tace, ma nella città del fuoco si sta accendendo un incendio nell’hospitality della Ferrari. La Scuderia ha chiuso il Gran Premio d’Azerbaijan 2026 di Formula 1 ai piedi del podio con Charles Leclerc quarto e Lewis Hamilton sesto. Ma a bruciare non tanto è l’ennesima gara, la quinta consecutiva, senza un piazzamento in top 3, quanto la sedia di Frédéric Vasseur. Le prestazioni della Rossa stanno plafonando e il malcontento dilaga intorno a Maranello, dove ai vertici vorrebbero risposte dirette dalla pista. A gettare sale su una ferita aperta sono state le recenti indiscrezioni legate a Christian Horner, pronto a rientrare nel paddock e accostato a più riprese proprio al Cavallino Rampante per rilevare il timone della GES.
Foto copertina: ANSA
Non poteva non essere questo il tema centrale nel paddock di Baku, dove un Vasseur visibilmente sotto pressione ha affrontato i media in un clima di palpabile tensione. Il manager francese non ha nascosto la frustrazione per un ambiente costantemente alimentato da rumor sulla sua posizione e sulle manovre di mercato che coinvolgono l'ex team principal della Red Bull. "Non stiamo lavorando in perfetta serenità", ha ammesso Vasseur senza filtri ai nostri microfoni, affrontando di petto la questione del suo futuro e della presenza ingombrante di Horner sullo sfondo. "Vale per me in primis, ma per chiunque nella squadra e per i media, visto che il 50% delle domande riguarda questo tema. È una situazione frustrante. Stiamo lottando per fare il massimo nel campionato e alla fine ci ritroviamo a parlare continuamente di questo. Anche per i ragazzi nel garage dover discutere di queste cose non è la situazione ideale. Ma è quello che è, non dipende da me. Horner cerca lavoro, lo sanno tutti, ovunque. Ma io cosa posso farci? L'unica cosa che posso fare è dare il massimo per migliorare la squadra, chiedere loro di rimanere motivati, concentrarmi su ciò che possiamo fare oggi e passare del tempo con il team. Ad ogni intervista siamo punto e a capo, saranno 25 volte al giorno che mi viene chiesto. Cosa posso dire? Cosa posso fare?".
Alla domanda se si senta ancora pienamente coinvolto nel progetto Maranello nonostante le voci di stravolgimenti ai vertici, la risposta del manager francese è stata netta: "Di sicuro. Il motorsport è la mia vita, è il mio lavoro e cerco di fare del mio meglio. Sono qui per fare il mio dovere, ho il lavoro più bello del mondo e me lo tengo stretto. Ci sono ancora diverse gare da disputare da qui alla fine della stagione". Quando poi gli è stato chiesto con una battuta se sarebbe disposto a collaborare con lo stesso Horner in futuro all'interno della Scuderia, Vasseur ha chiosato con un velo di ironia amara: "Dovete chiederlo alla mia assistente".
Spostando l'attenzione sull'analisi schiettamente tecnica del weekend in Azerbaijan, la Ferrari ha mostrato limiti evidenti sul lungo rettilineo di Baku, dove la gestione della power unit e le scelte d'assetto hanno costretto Leclerc e Hamilton alla difesa. "Non sono del tutto sicuro che si possa dividere la gara in due fasi distinte", ha spiegato Vasseur analizzando il deficit prestazionale. "Il problema principale si è verificato quando ci siamo trovati in bagarre, per via della situazione che abbiamo a livello di motore. Nei primi giri perdevamo una posizione a giro e di conseguenza si perdeva il treno dei primi. Onestamente siamo rimasti persino sorpresi di essere in prima fila in qualifica, perché Baku è probabilmente il tracciato più esigente in termini di motore. Sapevamo fin dalla partenza che i primi giri, o un'eventuale ripartenza dopo la Safety Car, sarebbero stati estremamente complessi. Non posso certo essere soddisfatto di un quarto e di un sesto posto, ma considerata la conformazione di Baku, è un risultato discreto, abbiamo massimizzato quello che avevamo".
L'inevitabile deficit di velocità di punta sul dritto ha costretto i tecnici di Maranello ad un compromesso aerodinamico penalizzante anche nei tratti guidati: "Quando ti trovi in questa situazione e devi difenderti, entri in una sorta di spirale negativa. Per cercare di scaricare la vettura e recuperare velocità sul dritto, si scende al di sotto della finestra ottimale di carico aerodinamico e si finisce per perdere tempo sul giro. È una spirale già vista a Monza. Lì il passo era discreto, avevamo una buona posizione sulla griglia, ma perdevamo posizioni sul dritto nei primi passaggi".
Il confronto con le evoluzioni portate in pista dai rivali diretti, in particolare McLaren e Red Bull, impone ora una risposta rapida da parte della Fabbrica di Maranello per le prossime uscite stagionali, a partire dalla Malesia. "I dettagli sulle date non li do, ma porteremo aggiornamenti presto", ha confermato il Team Principal della Rossa. "Tutti stanno portando sviluppi in gare diverse. La McLaren ha fatto qualcosa questo weekend, la Mercedes lo farà a breve e noi lo faremo non appena possibile. A volte fai degli step che non pagano subito nell'immediato, ma a lungo termine devi farli. Anche con le novità regolamentari in vista, dobbiamo continuare a spingere".
In merito alle strategie di sviluppo e alle dichiarazioni della Red Bull, che ha affermato di aver fermato la produzione di grandi pacchetti per concentrarsi sul futuro, Vasseur predica scetticismo: "Prima di tutto non dovete credere a quello che dice la Red Bull. E poi, anche se smetti di lavorare sulla vettura all'inizio di settembre, continui comunque a portare aggiornamenti per via dei tempi di produzione. Se c'è una convergenza di prestazioni sul telaio, sul motore i margini di recupero sono diversi. Non c'è solo un parametro: dipende dalla velocità di percorrenza delle curve, dalle mescole, dalle temperature. Se consideriamo il deficit che stimiamo sul motore, di telaio non siamo da meno. Singapore è una pista dove possiamo fare meglio rispetto a Baku. Porteremo novità e continueremo a spingere fino all'ultima curva dell'ultima gara".