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Le tre settimane di pausa sono giunte al termine. Un periodo di ferie meritato per la Formula 1 che ha affrontato, nello scorso inverno, il cambio regolamentare più importante della storia recente. Ma ora è già tempo di tornare in azione con il Gran Premio d’Olanda 2026 alle porte. Sarà un rientro con il format Sprint per il Circus che, tuttavia, non ha impedito ai team di programmare un pacchetto di sviluppi per l'appuntamento di Zandvoort — che apparirà per l’ultima volta nel calendario della categoria — proprio a casa di Max Verstappen. E per la Ferrari si tratta solo della prima tappa di un programma ben più articolato.
A Maranello il lavoro sulla nuova era tecnica è stato sopraffino. Un progetto nato sotto la direzione del tecnico Loïc Serra, che ha lavorato a braccetto con il reparto della power unit capitanato da Enrico Gualtieri. In questo modo hanno potuto sviluppare una monoposto che ha fatto dell’integrazione il suo punto forte. Ma a questo si è abbinata soprattutto una telaistica che si è rivelata la migliore del lotto, come ammesso anche dal rivale della McLaren, Andrea Stella. Sposando l’aerodinamica avanzata che ha fatto scuola con l’ala macarena che si ribalta e il flap al posteriore che reindirizza i flussi caldi in uscita dallo scarico del motore, la SF-26 ha dimostrato di avere le carte in regola per minare il lavoro della Mercedes, che ha presentato la W17, finora la più performante nelle mani di Andrea Kimi Antonelli.
Quello che più ha sbalordito, oltre alle avanguardie tecniche, è stato il programma di sviluppo che a Maranello stanno portando avanti con ritmi serrati e regolari. Infatti, quasi ad ogni weekend di gara, la Scuderia sta portando in pista delle piccole migliorie che mirano a estrarre tutto il potenziale ancora nascosto della SF-26. Una scelta voluta e cercata da Frédéric Vasseur, il quale sa benissimo che la sfida di questa prima stagione con il nuovo regolamento tecnico si giocherà interamente sul programma di aggiornamenti che arriveranno da qui alla fine dell’anno. E ora la Ferrari si prepara a introdurre un nuovo tassello, che vedremo debuttare in pista a Zandvoort per il Gran Premio d’Olanda 2026.
Dopo le ferie, per la Rossa si tratterà di un rientro all’insegna dell’incremento prestazionale. E il tutto passerà per il nuovo fondo che — come rivelato da Paolo Filisetti sulla Gazzetta dello Sport — esordirà sul tracciato di casa di Max Verstappen. Sarà una versione che andrà a completare l’evoluzione che a Maranello avevano varato già per la gara di Barcellona, dove Lewis Hamilton ha conquistato la prima vittoria per il Cavallino Rampante, nonché la prima della Scuderia dopo due anni di digiuno. L’obiettivo di questo fondo aggiornato è puramente tecnico: aumentare il carico generato dalla monoposto. Questo si tradurrà, sperano nel team, in una maggiore competitività sui tratti guidati, ovvero privi di specifici allunghi ad alta velocità, che finora hanno rappresentato l’anello debole della SF-26. La scelta di far debuttare questa soluzione in Olanda è puramente strategica: le caratteristiche tecniche della pista di Zandvoort metteranno a dura prova la vettura di Hamilton e Leclerc.
Come rivela la Gazzetta, questa versione del fondo non era originariamente prevista nel programma della Ferrari. È stata una scelta deliberata dopo aver analizzato il comportamento della SF-26 su piste completamente diverse come Austria e Silverstone, per andare così a colmare quelle lacune prestazionali emerse già in Canada, prima che la stagione europea includesse le prime tappe. Tuttavia, questo sviluppo inatteso rispetto alla lista stilata all'inizio della stagione non andrà a modificare il resto del mondiale. Questa specifica aerodinamica, però, non sarà l’unica arma della Rossa al rientro dalla pausa estiva. In Olanda ci sarà il nuovo fondo, ma l’asso verrà calato al Gran Premio d’Italia. A Monza, infatti, è previsto il debutto del nuovo motore con il secondo gettone concesso dalla Federazione con l'ADUO. Con più ore al banco e agevolazioni sul budget cap, a Maranello si è messa a punto la power unit che si spera possa consentire alla Ferrari di colmare interamente la forbice prestazionale dalla Mercedes.
La modifica più attesa è quella di una nuova turbina caratterizzata da una girante di diametro maggiore, utile a incrementare in modo tangibile la prestazione del propulsore endotermico in rettilineo. Ovviamente, senza il riscontro della pista, riuscire a quantificare quanto questo sviluppo possa aumentare la potenza ai massimi regimi non è possibile. Così come non è detto che questo gettone basti a colmare effettivamente il distacco dalle power unit dei rivali diretti — Mercedes e Red Bull —, perché per quello potrebbe essere necessario attendere il 2027. Sicuramente l’umore a Maranello, dopo le due settimane di chiusura obbligatoria, è alto e fiducioso in vista del rientro. La combinazione di queste migliorie telaistiche ed aerodinamiche con il nuovo propulsore potrebbe consentire alla Scuderia di compiere un balzo in avanti in termini di prestazioni, in grado di mettere seriamente a rischio il primato della Mercedes, costretta a fare i conti con una W17 perfetta nelle mani di Antonelli, ma allo stesso tempo fragile, "di cristallo".