F1. Il colpo di grazia della Mercedes che fa tremare la Ferrari: ecco come il gettone ADUO potrebbe rendere il 2026 una dolorosa vigilia del 2027

F1. Il colpo di grazia della Mercedes che fa tremare la Ferrari: ecco come il gettone ADUO potrebbe rendere il 2026 una dolorosa vigilia del 2027
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La Mercedes prepara l'aggiornamento della Power Unit sfruttando il gettone ADUO. Tra i dubbi della Ferrari e la pressione della McLaren, la mossa di Brackley rischia di chiudere i giochi in anticipo e costringere Maranello a pensare già al 2027
9 settembre 2026

Dopo i titoli di coda su Monza, è tempo che il sipario si alzi sul Gran Premio di Madrid. Siamo giunti al quattordicesimo appuntamento di una stagione ricca di colpi di scena, ma presto per la Ferrari potrebbero svanire le speranze di riportare a Maranello almeno un titolo – quello Costruttori – perché la Mercedes è pronta a portare in pista un aggiornamento al motore. Con il gettone dell’ADUO che la Stella potrebbe spendere a breve, i giochi potrebbero chiudersi prima del previsto in questo primo anno della nuova era tecnica di Formula 1.

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Parliamo, infatti, di un colpo decisivo che la Mercedes sta affinando e che potrebbe mettere la parola fine alla rincorsa verso le iridi di questo 2026. Perché se già ora i livelli di performance del team di Brackley sono altissimi, presto potrebbero rendere ancora più imbattibile la W17. Fin dall’inizio della stagione la Mercedes si è accaparrata nel paddock il ruolo di riferimento grazie al miglior pacchetto completo di propulsori. Tuttavia, alla luce delle misurazioni della Federazione, il motore della Stella è apparso idoneo al meccanismo di recupero che ha debuttato quest’anno in Formula 1. Infatti, dopo le prime due manche di ADUO, il propulsore tedesco è apparso in ritardo del 2% rispetto a quello della Red Bull, rilevato come il migliore del lotto in termini di erogazione della potenza endotermica.

Questo vuol dire che la Mercedes ha il diritto di introdurre un aggiornamento alla power unit nella stagione corrente e uno nel 2027. Discorso diverso per Ferrari, Audi e Honda, che ne possono introdurre due quest’anno e due il prossimo, visto che sono in ritardo di oltre il 4% rispetto a Milton Keynes, la quale non potrà usufruire di alcun aggiornamento dal meccanismo dell’ADUO. Pur sfruttando le ore al banco aggiuntive e il budget extra offerto dall’ADUO, a Brackley avevano deciso a inizio stagione di non apportare modifiche all’hardware della power unit. Tuttavia, giunti a metà stagione, la Stella ha deciso – come appreso dai colleghi di The Race – di cambiare il programma originale. A Brixworth, infatti, sono iniziati i primi lavori per preparare uno sviluppo ADUO da portare in pista prima della fine della stagione.

Quando sarà possibile usufruire di questo aggiornamento non è ovviamente ancora noto, ma potrebbe debuttare nell’inedita tripletta di Baku, Malesia e Singapore. Con alta probabilità, questo gettone di sviluppo potrebbe essere introdotto in concomitanza con il momento in cui George Russell dovrà scontare una penalità in griglia per la sostituzione dei componenti della power unit, essendo già arrivato alla soglia critica visti i problemi di affidabilità di inizio anno. Per Kimi Antonelli, invece, questo momento è già arrivato a Monza. È proprio dalle aree interessate dalle sostituzioni e da quelle che invece sono rimaste invariate – sebbene non avrebbero comportato alcuna ulteriore penalità – che si capisce dove si potrebbe concentrare il lavoro di Brixworth per il gettone dell’ADUO che la Mercedes è pronta a spendere.

Come detto, non sono ancora confermati i componenti interessati, ma un indizio arriva dal vincitore di Monza. Kimi Antonelli è partito dal fondo della griglia, diciannovesimo, per aver sostituito il quinto elemento del propulsore (motore a combustione interna), la batteria e l’elettronica di controllo. Tuttavia, seppur non implicasse ulteriori conseguenze, la Mercedes ha scelto di non introdurre un nuovo turbocompressore, MGU-K, scarico e accessori. Dunque, non aver cambiato queste componenti in Italia potrebbe essere un chiaro indizio di dove a Brixworth stiano lavorando con il gettone dell’ADUO, lasciando la porta aperta per sostituirle una volta che arriverà la versione aggiornata di questi elementi della power unit.

È probabile, quindi, che le modifiche si concentrino su aree come il turbocompressore, ovvero il componente in cui è più ovvio che si possano ottenere miglioramenti in termini di performance. E quando questa nuova versione sarà pronta, Kimi non dovrà scontare alcuna nuova penalità. Sia il bolognese sia George Russell – che potrebbe cambiare a Baku gli elementi già sostituiti da Kimi a Monza – potranno usufruire in contemporanea della versione aggiornata. Va sottolineato, però, come già visto con la Ferrari per i primi due gettoni, che il costruttore debba obbligatoriamente consegnare anche ai team clienti almeno un motore con la versione aggiornata tramite l'ADUO. A Monza l’ADUO 2 di Maranello era a disposizione solamente di Oliver Bearman in Haas, mentre Ocon e le due Cadillac lo riceveranno a breve. La Scuderia stessa è arrivata al limite con i tempi per portare il nuovo motore a Charles Leclerc e Lewis Hamilton.

Mercedes dovrà dunque consegnare i nuovi componenti anche ad Alpine e McLaren, che potranno, a loro volta, decidere se beneficiare subito di questi nuovi progressi compiuti oppure rimandare a quando la stessa HPP avrà maggiori informazioni sui miglioramenti dell’ADUO. Scegliere se e quando introdurre la nuova specifica è infatti a discrezione dei team, vista la delicata partita che si gioca anche sul fronte dell’integrazione tra motore e telaio. Questo potrebbe inevitabilmente avere un impatto sulla lotta per le posizioni di testa, visto il recente e impressionante balzo in avanti fatto dalla McLaren con gli sviluppi portati sulla MCL40 dal punto di vista telaistico e aerodinamico, che hanno consentito finora a Lando Norris di portarsi a casa due vittorie, in Ungheria e Olanda, entrambe gare in cui Woking ha fatto debuttare degli aggiornamenti. E questo potrebbe rendere ancora più complicata la partita della Ferrari.

La McLaren, infatti, avanza in classifica ed è ormai a soli 69 punti dalla Ferrari, che rischia così di perdere anche la seconda posizione nella classifica Costruttori. Per la Scuderia ora è importantissimo abbinare un’esecuzione perfetta agli aggiornamenti finora arrivati e a quelli che arriveranno. Tanti piccoli errori da inizio stagione ad oggi hanno infatti fatto aumentare il distacco dalla Mercedes – ora a 122 lunghezze – che potrebbe lievitare ancora di più. La SF-26 ha cercato di tenere il passo della W17, ma a breve arriveranno delle novità anche in casa Mercedes. È dall’appuntamento in Canada a maggio che la Stella non porta un vero e proprio pacchetto di aggiornamenti.

Toto Wolff e la sua squadra hanno deciso di adottare un approccio prudente in termini di sviluppo per rientrare nel budget cap. La vettura nel suo complesso è sicuramente arrivata alla prima gara in Australia con un enorme vantaggio sulla concorrenza. E questo passo avanti in termini di performance prosegue ancora oggi, nonostante la W17 non sia stata aggiornata con la stessa frequenza dei rivali che stanno piano piano recuperando terreno. Ma le speranze per Ferrari e McLaren potrebbero presto svanire in un bicchiere d’acqua, visto che per il weekend di gara in Malesia potrebbe arrivare il colpo di grazia. La Mercedes, infatti, per quel fine settimana prevede di portare sia un pacchetto di aggiornamenti aerodinamici e telaistici, sia l’aggiornamento con l’ADUO al motore. Una vera e propria rivoluzione che potrebbe far chiudere i giochi del Campionato Costruttori con largo anticipo. Magari non in termini di certezza matematica, ma sicuramente di sviluppo. Perché se la situazione dovesse veramente vedere la Stella spiccare il volo, a Maranello e Woking potrebbero prendere la decisione definitiva di abbandonare il progetto 2026 per concentrarsi solo ed esclusivamente sul 2027. Forse gli sviluppi alla vettura potrebbero anche continuare, ma per il motore no. Mettere a punto degli aggiornamenti per le power unit richiede veramente tanto tempo in più, e già ora potrebbe essere troppo tardi per pensare alla prossima stagione.

La Ferrari, nel frattempo, non è stata sicuramente con le mani in mano, portando a Monza, con una vera e propria corsa contro il tempo, la specifica del motore con l’ADUO 2, ma questo potrebbe non bastare. Al tempio della velocità c'è stata una débâcle importante con la qualifica non ottimizzata per il mancato gioco di squadra, reclamato a gran voce da Hamilton; in gara, i piloti hanno pasticciato nei primi giri, mettendo il #44 nella posizione di non poter attaccare le due McLaren. E ovviamente c'è stato il violento incidente alla Parabolica di Leclerc, che ha completamente distrutto la SF-26 con un impatto significativo anche in termini di costi. In poche parole, se la Rossa vuole sperare di mantenere ancora in vita la speranza mondiale, bisogna eseguire tutto alla perfezione.

Madrid è sicuramente una pista più nelle corde della SF-26 grazie alle numerose curve, punto di forza di questa monoposto dal punto di vista telaistico e aerodinamico. Sarà anche un cittadino, ma potrà dare maggiori informazioni sui miglioramenti apportati dall’ADUO 2. Monza con i suoi lunghi rettilinei è stata una pista probante per l’endotermico, e non aver accusato in maniera così esponenziale il passo gara dei rivali lascia ancora una speranza. A Maranello hanno lavorato per migliorare le prestazioni del turbocompressore con un design più grande, insieme ad altre modifiche al concetto volte a sfruttarne appieno il potenziale. E la differenza di passo dimostrata in casa Haas tra Oliver Bearman – l’unico oltre a Leclerc ed Hamilton munito dell’ADUO 2 – ed Esteban Ocon è incoraggiante. Ma sui rettilinei brianzoli era impossibile per la Ferrari tenere il passo con l’endotermico Mercedes. Considerando che questo è il secondo aggiornamento al motore dopo quello introdotto a giugno in Austria, per Vasseur e i tecnici di Maranello è già giunto il momento di pensare al prossimo anno con i due gettoni di ADUO da spendere per il 2027. “Non mi aspettavo che in due mesi avremmo colmato il divario con la Mercedes”, ha detto il team principal dopo la gara.

Se il 2026 doveva essere l'anno della svolta per la Scuderia, il rischio concreto è che si trasformi nell'ennesimo esercizio di attesa. La Mercedes è pronta a prendere il volo definitivo: sta alla Ferrari dimostrare, già dal prossimo weekend, di avere ancora il fiato per inseguirla, prima che a Maranello siano costretti a spegnere i motori del presente per provare a salvare il futuro. In caso contrario, il 2026 rischia di diventare solo una dolorosa e lunghissima vigilia del 2027.

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