L'ADUO può cambiare tutto: Ferrari pronta a sfidare Mercedes per il Mondiale F1 2026?

L'ADUO può cambiare tutto: Ferrari pronta a sfidare Mercedes per il Mondiale F1 2026?
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La sfida tra Mercedes e Ferrari nella stagione 2026 di Formula 1 si gioca sulle differenze tra le power unit. Ma l'ADUO potrebbe cambiare i valori in campo
19 marzo 2026

Sorpassi e controsorpassi, avvicendandosi al comando del Gran Premio, finché l’illusione di una lotta ad armi pari non svanisce col passare dei giri: così Mercedes e Ferrari stanno animando l’inizio della stagione 2026 di Formula 1. Una lotta, quella tra i due top team, che si gioca sulle differenze tra le power unit sviluppate a Brixworth e a Maranello, caratterizzate da virtù opposte che vanno a creare un’affascinante contrapposizione in pista, a tutto vantaggio dello spettacolo.

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In casa Ferrari, la power unit si distingue per l’adozione di un turbo più piccolo, in grado di garantire una maggiore reattività. Mandarlo in rotazione, anche senza MGU-H, è un esercizio meno complesso di quanto non lo sia per le rivali. È da qui che nascono i guizzi dei motorizzati Ferrari in partenza. Tutto merito della lungimiranza di Fred Vasseur, che già lo scorso anno aveva fatto notare ai colleghi le potenziali criticità in partenza dovute all’assenza dell’MGU-H. Rimasto ignorato, aveva deciso di cambiare il progetto della power unit.

12 mesi dopo, le previsioni di Vasseur, Cassandra inascoltata, si sono avverate. E i team avversari hanno puntato tutto sulla sicurezza per far sì che la procedura di partenza venisse alterata, andando a sopperire almeno parzialmente alle mancanze delle loro monoposto all’abbrivio. Il turbo più piccolo della Ferrari, comunque, costituisce un vantaggio anche nelle prime fasi della gara, salvaguardando la reattività anche con l’handicap del peso del pieno di carburante.

La sfida cambia forma con il passare dei giri, quando cominciano a prevalere le virtù della power unit Mercedes, pensata per raggiungere il picco di performance, sacrificando qualcosa sul fronte della reattività. Il potenziale della W17 viene espresso proprio quando il carburante diminuisce, come si è visto in Cina nella seconda fase della gara, quando Antonelli e Russell si sono sfidati a distanza a colpi di giri più veloci.

Le diverse caratteristiche della Mercedes W17 e della Ferrari SF-26 si traducono in uno slancio differente nelle varie zone della pista. La prima è efficacissima sul diritto, la seconda soprattutto in uscita di curva. E sono queste doti della SF-26 a livello telaistico che rendono Leclerc e Hamilton difficili da sorpassare. Uscendo con efficacia dal cambio di direzione, sono meno vulnerabili ai sorpassi. Lo ha detto anche Russell in Cina: la Ferrari è veloce nei punti giusti della pista. Ma per il momento la Mercedes gode di un vantaggio considerevole.

Per ora ci si può attendere dalla Ferrari un ruolo di disturbo nella lotta tra i due piloti Mercedes per la vittoria, un po’ come è successo in Cina. Ma se davvero la Rossa dovesse avere accesso all’ADUO, come paventato da Fred Vasseur a Shanghai, le cose potrebbero cambiare. Se il motore endotermico della Ferrari dovesse rivelarsi meno potente almeno del 2% rispetto al propulsore Mercedes, la Ferrari avrebbe diritto a un aggionamento alla power unit nel 2026 e a uno nel 2027. Si salirebbe a due per stagione nel caso in cui il divario fosse almeno del 4%.

Ma qual è il periodo di "osservazione" della performance dei vari motori prima che scattino le eventuali misure per lo sviluppo extra del motore, tra cui l'aumento delle ore a disposizione per il test al banco e il diritto a omologare degli aggiornamenti per il propulsore? Da regolamento, si tratta di sei gare. In seguito alla cancellazione di Bahrain e Arabia Saudita, la corsa spartiacque sarebbe Monaco. Ma secondo quanto riporta The Race, la FIA avrebbe intenzione di non diluire le tempistiche inizialmente previste, con Miami ultima frontiera prima dell'eventuale assegnazione dell'ADUO. Che sia questa la svolta che cambierà il mondiale 2026 di Formula 1?

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