F1. "Non è accettabile": Antonelli vince a Miami ma punta il dito contro il problema Mercedes. Il retroscena

F1. "Non è accettabile": Antonelli vince a Miami ma punta il dito contro il problema Mercedes. Il retroscena
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Nonostante il terzo trionfo consecutivo e i record di Senna e Schumacher mandati in archivio, Kimi Antonelli non festeggia a pieno. Il problema alle partenze è diventato un caso a Brackley: tra l'autocritica del pilota e il mea culpa di Toto Wolff, ecco cosa sta frenando la W17 al via
5 maggio 2026

Per la terza volta consecutiva, il weekend di gara si conclude con l’inno di Mameli per celebrare il trionfo di Andrea Kimi Antonelli. Per il giovane talento si tratta della terza vittoria di fila, inanellata subito dopo l’esordio nell’albo d’oro della Formula 1. Un filotto che gli permette di infrangere due record storici: il primo, appartenuto a giganti del calibro di Ayrton Senna e Michael Schumacher, capaci di conquistare le prime tre pole position consecutive in carriera; il secondo, detenuto da Damon Hill e Mika Hakkinen, che ottennero le prime tre vittorie nei loro primi GP. 

Tuttavia, è bene non eccedere nei paragoni con i campioni del passato, poiché sul tema Toto Wolff è stato categorico: arriveranno ancora errori da parte del diciannovenne bolognese, attualmente solo al suo secondo anno nel Circus. Il focus, in questo momento, è rivolto quasi ossessivamente alle partenze. Sebbene le incertezze al via della Sprint e della gara nel Gran Premio di Miami non siano interamente attribuibili a lui, Kimi non cerca scuse.

Foto copertina: ANSA

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La seconda stagione in Formula 1 di Kimi Antonelli non poteva iniziare sotto auspici migliori. Una crescita costante e d'impatto per un pilota che sta forzando le porte dell’Olimpo dei motori. Dopo il successo in Cina – il primo in assoluto, che poteva sembrare frutto della fortuna del principiante – e l’aiuto della Safety Car in Giappone, il trionfo di Miami sancisce definitivamente il suo status all'interno del paddock. Lo ha dimostrato chiaramente la passerella dei colleghi-rivali che, al termine della corsa in Florida, si sono fermati a congratularsi con lui. Nonostante l'entusiasmo, Antonelli mantiene i piedi per terra, in linea con la filosofia di Wolff: “È una statistica interessante, ma non voglio pensarci troppo”, ha risposto quando gli è stato fatto notare il record strappato a Senna e Schumacher. “Voglio solo godermi il momento, sapendo che torneremo presto al lavoro. Abbiamo un’altra pausa che non è l'ideale, ma cercherò di preparare il Canada nel miglior modo possibile per tornare ancora più forte”.

Proprio a Montreal la stagione della Mercedes potrebbe ricevere un impulso decisivo. A differenza degli altri team  la squadra di Brackley - e Aston Martin - non ha portato a Miami un massiccio pacchetto di aggiornamenti, limitandosi ad alcuni affinamenti sulla W17. “Ho molta fiducia nella macchina, siamo in un ottimo momento”, ha commentato Antonelli. “Speriamo che le novità funzionino come previsto, ma anche la McLaren sta portando aggiornamenti e il passo avanti che hanno mostrato questo fine settimana è stato notevole. Dobbiamo continuare a spingere e ad alzare l’asticella, perché abbiamo visto quanto i valori siano cambiati rispetto alle prime tre gare”.

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Quella di Miami è stata certamente la vittoria più sofferta, ottenuta su una pista dalle condizioni mutevoli. “Non è stata facile, è successo di tutto. La partenza non è stata eccezionale e ho commesso un errore, ma sono stato fortunato per come si sono evolute le cose. Eravamo in lotta io, Charles e Lando; sono stato superato da Norris per un piccolo errore di gestione dell'energia e mi sono ritrovato a inseguire. Per fortuna l'undercut ha funzionato bene, ribaltando i ruoli. Ma Lando era velocissimo, metteva pressione e sapevo di non poter sbagliare nulla”. A complicare il quadro, un problema tecnico: “Ho avuto due o tre giri in cui non riuscivo a scalare correttamente, e un paio di passaggi in cui la vettura non passava dalla settima all'ottava marcia. È stato stressante, ma per fortuna il problema è rientrato subito”.

Il punto critico del weekend restano le partenze. “Nella Sprint ho perso sei posizioni, in gara due: è andata un po' meglio, ma non è accettabile. In un weekend con distacchi così ridotti, la partenza cambia la gara. È un aspetto su cui lavorare con il team; nello Sprint la procedura era corretta, ma il grip non era quello previsto. È un problema di squadra, ma soprattutto mio: sono ancora incostante nel rilascio della frizione, mi manca la sicurezza necessaria. Ieri ero frustrato, oggi sono rimasto più calmo e sono riuscito a concentrarmi sulla rimonta”.

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Durante la pausa, Kimi ha passato ore al simulatore per affinare queste procedure. Un lavoro di fino che vedrà i suoi frutti in Canada, dove la Mercedes fornirà un nuovo volante personalizzato secondo le sue indicazioni. Toto Wolff, tuttavia, ha voluto fare "mea culpa": “Non è affatto colpa sua. L’errore è stato della squadra, sia nella Sprint che in gara. Non stiamo fornendo ai piloti lo strumento giusto: è una questione di gestione della frizione e stima del grip. Siamo gli unici a non azzeccare questo aspetto da alcune gare e dobbiamo capire come risolvere il problema. Se sbagli lo scatto iniziale, con questi distacchi, sei fuori dai giochi”.

La Mercedes deve correre ai ripari, specialmente con una McLaren sempre più vicina a parità di motorizzazione. Per ora, la lotta al vertice sembra un affare privato nel box di Brackley, con Antonelli che vola a +30 punti sul compagno George Russell. “Non me l’aspettavo”, ammette Kimi riguardo al vantaggio sull'inglese. “Viviamo un momento positivo, ma la stagione è lunga. George sarà fortissimo in Canada, è una pista che ama, e tornerà sicuramente al vertice. Io però mi sento sempre più in controllo della macchina. Sono orgoglioso del team e mi sto godendo questo percorso”.

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