F1. "Red Bull, il balzo è clamoroso": Mekies rivela i segreti della rinascita a Miami

F1. "Red Bull, il balzo è clamoroso": Mekies rivela i segreti della rinascita a Miami
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Laurent Mekies analizza la metamorfosi della Red Bull a Miami: dal distacco record di inizio anno alla lotta per il podio. "A Milton Keynes hanno fatto un miracolo"
4 maggio 2026

Il weekend del Gran Premio di Miami restituisce al paddock una Red Bull profondamente diversa, capace di scrollarsi di dosso le incertezze tecniche di inizio stagione per tornare a ruggire, almeno sul giro secco. Il quinto posto finale di Max Verstappen, frutto di una forsennata rimonta dopo il testacoda al via, è solo la punta dell'iceberg di un lavoro profondo svolto a Milton Keynes durante le cinque settimane di pausa. Laurent Mekies non nasconde la soddisfazione per il passo in avanti, quantificabile in una drastica riduzione del gap dai primi, passato dal secondo abbondante delle prime uscite ai meno di due decimi visti in qualifica.

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"A Suzuka ci eravamo promessi una cosa: dovevamo dare ai nostri piloti una macchina costante", spiega Mekies analizzando il pacchetto di aggiornamenti portato in Florida ai nostri microfoni a Miami. "Non potevano spingere con fiducia curva dopo curva. A Milton Keynes hanno fatto un lavoro straordinario per risolvere questi problemi strutturali, oltre al normale sviluppo aerodinamico. Vedere che venerdì eravamo a sei decimi dalla pole e sabato a meno di due è l'indicazione chiarissima dei progressi fatti. È un salto di qualità enorme rispetto a tutto ciò che avevamo mostrato finora quest'anno".

La gara di Verstappen è stata un esercizio di gestione del rischio. Dopo l'errore in partenza, il muretto ha reagito con un "undercut" estremo, montando le gomme dure con l'obiettivo di coprire ben 47 giri. Una scelta coraggiosa che ha permesso all'olandese di risalire la china, nonostante un deficit di velocità di punta che ha condizionato la RB per tutto il fine settimana. "Non avevamo pianificato una sosta così anticipata, ma è stata la nostra reazione a quanto accaduto al primo giro", ammette Mekies. "È stato un compito arduo chiedere a Max di restare fuori così tanto con le Hard. Ci è mancata solo una manciata di giri per ottenere qualcosa di ancora più solido, ma il passo gara era forte e ha confermato i segnali della qualifica. Forse non eravamo da P1 o P2, ma eravamo nel pieno della lotta per il podio"

Se da un lato splende il sorriso per il ritrovato smalto di Verstappen, dall'altro resta l'amaro in bocca per il weekend disastroso di Isack Hadjar. La squalifica post-qualifica per una vettura più larga di due millimetri rispetto al regolamento ha costretto il giovane pilota a una partenza dalla pit-lane, conclusasi poi contro i muretti della complicata chicane di Miami. Mekies non cerca scuse: "È stato un errore nostro, una svista nelle procedure di controllo di routine sulla vettura di Isack. È doloroso, ma è un problema di facile risoluzione. Non lo abbiamo aiutato mettendolo in fondo alla griglia per un nostro sbaglio sulla legalità della vettura, ma non sono preoccupato per lui. A Montreal saremo di nuovo alla giusta velocità".

Il futuro della Red Bull, tuttavia, non passa solo per le novità. Il tema del ricambio generazionale all'interno del team rimane centrale, specialmente dopo le partenze di figure chiave. Mekies affronta la questione con la solita franchezza, sottolineando come la creazione di un ambiente capace di attrarre e trattenere talenti sia la priorità assoluta: "Abbiamo perso dei talenti, è un dato di fatto, ma non vogliamo essere difensivi su questo. Stiamo promuovendo molto internamente, ma se serviranno competenze specifiche dai nostri concorrenti, non esiteremo a iniettare nuova linfa, come fatto con l'arrivo di Andrea Lundi dalla Ferrari. Il progetto Red Bull Powertrains è una sfida entusiasmante: siamo partiti da zero e, pur pagando ancora qualcosa in termini di performance rispetto a Mercedes, siamo già in grado di lottare".

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