"Antonelli? Basta paragoni con Sinner e Senna. Italiani, siete il problema più grande": il duro sfogo di Wolff a Miami. E sui motori V8 dice...

"Antonelli? Basta paragoni con Sinner e Senna. Italiani, siete il problema più grande": il duro sfogo di Wolff a Miami. E sui motori V8 dice...
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Toto Wolff mette in guardia l'Italia dopo la vittoria di Miami: "Kimi è una superstar, ma la pressione dei media e dei tifosi è un pericolo". Poi la rivelazione sui nuovi motori da 1200 CV
3 maggio 2026

"Se qualcuno avesse il coraggio di lamentarsi della gara di oggi, farebbe meglio a nascondersi", così ha esordito Toto Wolff ai nostri microfoni al termine della gara in Florida. Il Gran Premio di Miami 2026 consegna alla storia la terza sinfonia consecutiva di Andrea Kimi Antonelli, una marcia trionfale che sta riscrivendo le gerarchie della Formula 1 e i battiti del cuore dei tifosi italiani. Ma mentre il paddock celebra il nuovo fenomeno, Toto Wolff indossa i panni del pompiere. Felice, certo, ma consapevole che l'incendio dell'entusiasmo, specialmente quello tricolore, va gestito con il freno a mano tirato.

Foto copertina: ANSA

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Il successo di Antonelli non è figlio solo del talento puro, ma di un metodo. Wolff ha sottolineato il ruolo cruciale di "Bono" Peter Bonnington, passato dai trionfi con Schumacher e Hamilton alla crescita del giovane bolognese. "Bono ha imparato dai grandi ed è stato un mentore incredibile per Kimi, ma anche un boss severo", ha spiegato Toto. Un esempio? I track limits. "Oggi Kimi ha preso due strike. Ho detto a Bono: 'Un altro e vado io in radio'. Lui mi ha risposto: 'No, lascialo a me'. Sa esattamente come gestirlo, come calmarlo quando serve". Wolff preferisce un pilota "wild", selvaggio, da rallentare, piuttosto che dover spingere qualcuno che non ha il passo: "È la sua miglior gara finora, mi ha ricordato i tempi del kart e della F4. Oggi non ha commesso errori".

Oltre alla gestione dei piloti, Wolff ha affrontato il tema caldissimo dei futuri regolamenti tecnici (2027-2030), mostrandosi aperto a una rivoluzione che non tradisca l'anima del motorsport. "Chiunque parli di cambiare le gerarchie dei motori a breve termine dovrebbe farsi qualche domanda", ha dichiarato severo il Team Principal Mercedes. "Noi amiamo i V8, portano con sé ricordi incredibili, ma dobbiamo guardare avanti. Siamo aperti a nuovi regolamenti, vogliamo motori che urlino, che salgano di giri, ma che non perdano la connessione con il mondo reale".

La proposta di Wolff è una sfida ingegneristica coraggiosa: "Potremmo estrarre 800 cavalli dalla parte termica e aggiungerne altri 400 dall'elettrico. Se tornassimo al 100% di combustione, sembreremmo ridicoli nel 2030. Dobbiamo essere coraggiosi: Mercedes c'è, vogliamo un vero motore da corsa che sia semplice e potente, ma serve tempo per pianificare ed eseguire".

Il vero timore di Wolff, però, non riguarda solo la tecnica, ma ciò che accade fuori. Con la Nazionale di calcio fuori dai radar, l'Italia ha trovato i suoi nuovi eroi nei singoli: Jannik Sinner nel tennis e Antonelli nei motori. "Il problema più grande è il pubblico italiano", ha ammesso Wolff con un misto di orgoglio e preoccupazione. "Ora è tutto su Sinner e Antonelli, sono due superstar. Dobbiamo contenere tutto questo. Ci sono continue richieste da parte di media e sponsor, e spetta a noi tenere il freno a mano tirato".

Il paragone con il numero uno del tennis mondiale non è casuale: "Sinner vince ovunque, e ora per l'Italia Antonelli è il nuovo Senna. Ma Kimi ha solo 19 anni. Io a quell'età non ero nemmeno in grado di prendere un volo da solo per la Germania, quello che sta facendo lui è incredibile".

Wolff sa che la luna di miele potrebbe non durare per sempre ed è pronto a proteggere il suo diamante: "Vogliamo giocare una partita a lungo termine. Può vincere molti campionati nei prossimi 15 anni, non vogliamo inciampare ora a causa delle aspettative enormi. Arriveranno momenti difficili, momenti in cui farà un errore e la gente dirà 'forse non è la superstar che pensavamo'. Per questo dobbiamo restare uniti". Un ruolo fondamentale lo gioca la famiglia, con papà Marco descritto da Toto come fondamentale nel mantenere il figlio con i piedi per terra: "È come un titolo azionario che sale, ma dobbiamo mantenere la traiettoria".

ANSA

Se Kimi vola, George Russell mastica amaro con un quinto posto che Wolff attribuisce in parte a un errore di valutazione della squadra tra venerdì e sabato: "Abbiamo complicato troppo le linee di sviluppo sulla gestione dell'energia. Siamo dovuti tornare a una configurazione più convenzionale". Su George, però, Toto non ha dubbi: "Non è mai stato a suo agio con questa pista e l'asfalto così liscio. Ma analizzerà i dati, chiuderà il capitolo e penserà a Montreal. Non è colpa sua, ieri e oggi è stato un errore del team, non gli stiamo dando lo strumento perfetto tra le mani".

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