F1. "Lo eliminerò, mi porta fuori strada": Hamilton e la confessione shock sulla Ferrari dopo la disfatta di Miami

F1. "Lo eliminerò, mi porta fuori strada": Hamilton e la confessione shock sulla Ferrari dopo la disfatta di Miami
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Mentre la Ferrari attende i cavalli dall'ADUO, Lewis Hamilton rompe il silenzio sulla débâcle in Florida. Non è solo la potenza: il sette volte campione del mondo annuncia una decisione drastica che cambierà il suo approccio per il Canada
5 maggio 2026

Il sipario sul Gran Premio di Miami 2026 è calato. Per la Formula 1 è nuovamente tempo di rifiatare, poiché passeranno due settimane prima di tornare in pista per il sesto appuntamento stagionale, questa volta in Canada. Il team lavorerà in sede per analizzare i dati raccolti in Florida sui nuovi pacchetti di aggiornamenti, mentre i piloti saranno impegnati al simulatore. A Maranello, però, qualcuno seguirà un piano diverso: il problema della Rossa non è solamente il motore, ma un altro aspetto critico, come rivelato da Lewis Hamilton.

Foto copertina: ANSA

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Fin dai test in Bahrain, e ancor prima nello shakedown a porte chiuse di Barcellona, è apparso chiaro che la SF-26 avesse un’ottima base di partenza. Un progetto solido, capace di regalare soddisfazioni alla Scuderia dopo il calvario del 2025. Finalmente a Maranello si è tornati a "fare scuola" — tanto che la FIA sembra intenzionata a bandire diverse soluzioni — grazie a innovazioni aerodinamiche audaci; eppure, manca ancora qualcosa. Come emerso nelle prime quattro uscite stagionali, il limite della Rossa non risiede nella vettura, che si conferma tra le più sofisticate a livello progettuale, bensì nella power unit.

La conferma è arrivata a Miami, dove ha debuttato un sostanzioso pacchetto di aggiornamenti sulla SF-26 — inclusa l’ala "Macarena", che resterà fissa fino alla fine dell’anno, come confermato da Frédéric Vasseur. Tuttavia, le novità non sono bastate a colmare il distacco dalla Mercedes, che ha centrato l'ennesimo trionfo, il terzo consecutivo con Kimi Antonelli. Anche la McLaren è tornata protagonista: a Woking hanno stravolto la MCL40, permettendo a Lando Norris di vincere la Sprint e a Oscar Piastri di salire sul podio della mini-gara, subito dietro al campione del mondo in carica.

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È evidente che il vantaggio motoristico di Mercedes sulla Ferrari sia di un livello non trascurabile: nel paddock si vocifera di circa 30 cavalli di differenza tra le unità di Brackley e Maranello. Per rendere davvero efficaci gli aggiornamenti — già approvati dai piloti — sarà necessario intervenire sul motore a combustione interna (ICE) per estrarre la potenza necessaria a riportare la Scuderia al vertice. Per farlo, si attende che la FIA chiarisca chi potrà accedere all’ADUO, il sistema di deroga di cui Vasseur è certo che la Ferrari beneficerà. Tuttavia, anche con il via libera all'aggiornamento dell’ICE, i tempi restano lunghi.

I parametri, come spiegato da Nikolas Tombazis, sono estremamente articolati e la Federazione è ancora in fase di raccolta dati. Anche in Canada i motori saranno sotto la lente d'ingrandimento della FIA, che solo a Monaco emetterà il verdetto definitivo sull’ADUO. Solo allora i propulsori potranno tornare al banco prova per l'evoluzione. È quasi impossibile, dunque, che i motoristi portino in pista i frutti di questo lavoro prima di luglio. Cosa può fare la Ferrari nel breve termine?

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Certamente deve proseguire con lo sviluppo aerodinamico e comprendere come estrarre tutto il potenziale dalla SF-26, visto che a Miami è mancato quel passo gara intravisto nella prima parte del weekend. Ma se Charles Leclerc è riuscito a siglare un’ottima prestazione, almeno fino ai disastrosi giri finali, Lewis Hamilton è stato protagonista di una vera e propria débâcle. In nessun momento del weekend della Florida l'inglese è riuscito ad avvicinarsi alla competitività del compagno. Ha perso smalto nei momenti decisivi e non ha aiutato il contatto al via con Franco Colapinto, che ha danneggiato il fondo della sua vettura causando una pesante perdita di carico aerodinamico.

Il problema di Hamilton, però, non riguarda solo il motore, come ha confessato nel post-gara ai microfoni di Sky: “Gli aggiornamenti hanno funzionato, ma ora dobbiamo aspettare l'evoluzione della power unit per fare un passo avanti. È esattamente ciò di cui abbiamo bisogno, perché al momento lottare contro la potenza di Red Bull e Mercedes è durissima. Entrambe hanno un grande vantaggio su di noi”, ha ammesso con schiettezza. “Per il resto, abbiamo una buona macchina, forse la migliore. Dobbiamo risolvere questa criticità; se ci riuscissimo, saremmo stabilmente in lotta per la vittoria. Ci vorrà tempo per colmare il divario e riguadagnare terreno”.

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A far soffrire il sette volte campione del mondo è stato però un altro fattore specifico: “Se potessi, ripartirei dall'assetto delle qualifiche di venerdì. Sabato la macchina era completamente diversa rispetto alla Sprint e alla prima giornata”, ha rivelato ai nostri microfoni a Miami dopo la Sprint. “Devo approfondire la questione. A essere sincero, penso che il simulatore mi abbia portato nella direzione sbagliata, quindi credo che lo accantonerò”. Il problema risiede dunque nell’utilizzo di uno strumento che, in questo caso, ha sviato il lavoro del britannico.

Nel mese di pausa precedente, Lewis ha trascorso molto tempo a Maranello per prepararsi a Miami, studiando i nuovi aggiornamenti e i correttivi regolamentari. Ma quanto simulato non ha trovato riscontro nella realtà della pista, portandolo fuori strada. Da qui, la lezione per il futuro: “Potrei farne a meno per ora. Arrivi in pista, metti a punto la macchina basandoti sulle sensazioni di guida reali e vai. A volte il simulatore ti spinge verso un assetto che poi non funziona”. Per il Canada, dunque, Hamilton proverà un approccio diverso, eliminando il simulatore dai propri riti di preparazione.

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