Tombazis svela quando (e per chi) scatterà l'ADUO: ecco i parametri segreti che decideranno il futuro della Power Unit 2026 di F1

Tombazis svela quando (e per chi) scatterà l'ADUO: ecco i parametri segreti che decideranno il futuro della Power Unit 2026 di F1
Pubblicità
La caccia ai "furbetti" del rettilineo è aperta. Nicolas Tombazis svela la formula statistica con cui la FIA peserà ogni singolo cavallo delle Power Unit 2026: un verdetto atteso che potrebbe rimescolare i valori in campo già dopo il Canada. Ecco chi rischia e chi aspetta il "paracadute" ADUO
27 aprile 2026

Dopo oltre un mese di attesa, la Formula 1 tornerà finalmente in pista. Questo weekend, infatti, andrà in scena il Gran Premio di Miami 2026, sesto appuntamento stagionale sulla carta ma, di fatto, il quarto dopo le cancellazioni di Bahrain e Jeddah. Nel paddock il tema centrale resta l’ADUO, il sistema che permette ai motoristi con un deficit di potenza superiore al 2% rispetto alla power unit di riferimento di ottenere ore extra al banco e risorse per aggiornare la Power Unit. In attesa che il meccanismo entri pienamente in funzione, Nicolas Tombazis ha chiarito le modalità della delibera e le tempistiche d’attuazione.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Il nuovo regolamento tecnico, che prevede una ripartizione della potenza al 50% tra motore elettrico (MGU-K) ed endotermico (ICE), ha introdotto sfide inedite. Trattandosi di un progetto estremamente complesso e ricco di insidie, come dimostrato in questa primissima parte di stagione, la Federazione ha agito d’anticipo. Oltre a considerare modifiche all’hardware dei propulsori già per il prossimo anno, la FIA ha previsto proprio l’ADUO.

Per garantire la massima competitività ed evitare cicli di dominio assoluto, supportando i costruttori in difficoltà, è stato introdotto questo meccanismo di bilanciamento delle prestazioni — non paragonabile al BoP delle categorie Endurance — denominato Additional Development and Upgrade Opportunities (Opportunità Addizionali di Sviluppo e Aggiornamento). Si tratta, sostanzialmente, di "gettoni" di aggiornamento applicabili in determinate circostanze. La Federazione misurerà le performance delle Power Unit ogni sei gare, stilando delle soglie percentuali calcolate rispetto all'unità che rappresenta il riferimento assoluto. Ai motoristi con un deficit compreso tra il 2% e il 4% verrà concessa l'autorizzazione a introdurre un aggiornamento extra nel 2026 e uno nel 2027, superando i limiti di sviluppo imposti dal regolamento e beneficiando di una detrazione sul budget cap. Se il ritardo dovesse essere superiore al 4%, il motorista potrà portare due aggiornamenti nella stagione in corso e due nella successiva.

Il primo riscontro era previsto inizialmente per questo weekend a Miami, ma i cambiamenti al calendario hanno imposto uno slittamento. “Al momento stiamo ancora valutando l’ADUO; mancano ancora Miami e il Canada prima di avere la prima tranche di risultati definitivi”, ha rivelato Nicolas Tombazis, responsabile FIA per le monoposto, in un incontro ristretto con media selezionati, tra cui Automoto.it. “È chiaro che la prestazione pura del motore, in termini di cavalli, viene influenzata da parametri secondari ma cruciali come la temperatura del plenum, il turbo o la pressione sullo scarico”, ha proseguito, illustrando i criteri che determinano l’accesso al sistema.

“Circa un anno fa avevamo proposto ai fornitori di motori una formula più complessa, che tenesse conto di questi parametri, ma sono stati categorici nel rifiutarla. Al momento, quindi, non applichiamo correzioni di questa natura: il regolamento prende la potenza pura dei motori". Tuttavia, per evitare che qualcuno "simuli" una mancanza di potenza, la FIA ha introdotto un metodo di calcolo raffinatissimo: “La potenza viene calcolata con un metodo pesato sul giro, dando maggiore importanza ai tratti dove il parametro è decisivo. Tipicamente, l'inizio di un rettilineo pesa più della fine. Per ogni gara prendiamo la migliore vettura di ogni motorista e analizziamo numerosi giri per ottenere una media: è un approccio statistico solido, discusso e condiviso con le squadre”.

Pubblicità