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“Questo pacchetto è un’evoluzione, non una rivoluzione”: nelle ore in cui il Consiglio Mondiale della FIA si appresta a ratificare i cambiamenti al regolamento tecnico 2026 destinati a essere introdotti a Miami, il responsabile tecnico della FIA del settore monoposto, Nikolas Tombazis, definisce così le modifiche. In un incontro con la stampa italiana selezionatissima cui ha partecipato anche Automoto, Tombazis ha ripercorso la genesi di questi correttivi. “Abbiamo anche cercato di mantenere i lati positivi”, premette.
“Abbiamo avuto gare abbastanza interessanti, tenendo conto del fatto che tra la Mercedes, la migliore del lotto al momento, e le altre scuderie c’è un discreto distacco. Ci sono state corse con sorpassi, con un po’ di movimento. Vogliamo mantenere questa parte di entusiasmo. I piloti, poi, sono abbastanza contenti delle monoposto più leggere e reattive rispetto alle precedenti. Abbiamo voluto coinvolgere non solo i rappresentanti dei costruttori e dei team, ma anche i piloti. È importante considerare anche il loro punto di vista”.
I cambiamenti, peraltro, potrebbero non essere finiti qui. “C’è consenso da parte dei vari stakeholder sul fatto che il lavoro non sia finito e non possiamo andare tutti in vacanza. Continueremo a monitorare, e a raccogliere i riscontri dei partecipanti per capire se servano altre misure da prendere più avanti”. “Al momento non abbiamo una lista della spesa, ma ci sono delle idee più profonde rispetto a quelle che abbiamo implementato. Sicuramente avrete sentito parlare di flusso di benzina o di potenza elettrica. Sono ipotesi sul tavolo, ma non erano assolutamente fattibili per Miami”.
Modificare il flusso di benzina o aumentare la potenza degli attuali motori endotermici potrebbe portare a problemi di affidabilità, essendo stati i propulsori concepiti per un altro utilizzo. A nostra domanda su potenziali cambi all’hardware della power unit per il 2027 per questo motivo, Tombazis ha risposto così: “Innanzitutto, se mai dovesse capitare una cosa del genere, sarebbe solo con il consenso dei costruttori e non qualcosa di unilaterale. Non è una misura che la FIA potrebbe introdurre da sola. Esistono opzioni che potrebbero avere un piccolo effetto sull’hardware. Non parliamo di cose grosse, ma qualche aggiustamento potrebbe essere necessario”.
Qualche accorgimento potrebbe servire anche per i cambiamenti nelle partenze, con il sistema di antistallo che, spiega Tombazis, “verrà solamente provato nelle prossime gare. Dobbiamo essere sicuri che non generi effetti collaterali che vadano a creare altri problemi. Servono un po’ di prove con i team per questo”. In ogni caso, non c’è pericolo che questo sistema di sicurezza diventi dirimente in termini di performance. “Non è che all’improvviso chi effettua una partenza media riesce a superare qualcuno e stargli davanti”.
“Il sistema di sicurezza serve solo a monitorare quanto si stia muovendo la macchina e quanto stia accelerando dopo il primo mezzo secondo. E interviene solamente se la situazione è disastrosa, per evitare che ci siano pericoli. Abbiamo persino discusso con i team la possibilità di introdurre una penalità – un drive through - alla fine del primo giro nel caso di attivazione di questo sistema, per scongiurare dei vantaggi. Ma i team erano concordi sul fatto che non ci siano dei guadagni. Tanto per capirci, il sistema avrebbe agito nel caso di Lawson in Australia ma non di Verstappen in Cina”.
Tra i cambiamenti in arrivo a Miami, il più visibile per Tombazis è “quello relativo alla qualifica, parte della gestione dell’energia che consentirà ai piloti di guidare un po’ più al limite. Per notarla servirà un occhio bello esperto. Non è qualcosa che salta all’occhio in TV”. Ma anche se questi cambiamenti non sono così evidenti agli spettatori, Tombazis si dice fiducioso che tra Miami e Canada ci si possa fare un’idea della loro efficacia. “Avremo il feedback dei piloti, le nostre simulazioni, un bel po’ di dati a nostra disposizione”. D’altronde, di evoluzione e non di rivoluzione si tratta.