F1. Ferrari abbandona Brembo? Il caso dei freni della SF-26 e la verità dietro la mossa di Leclerc e Hamilton: ecco cosa sappiamo

F1. Ferrari abbandona Brembo? Il caso dei freni della SF-26 e la verità dietro la mossa di Leclerc e Hamilton: ecco cosa sappiamo
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Il blackout di Monaco scoperchia il vaso di Pandora a Maranello. Nelle libere di Barcellona, Charles Leclerc fa un passo indietro e sale sulla linea tecnica di Lewis Hamilton, abbandonando il materiale Brembo per i dischi Carbone Industrie. Ma si tratta davvero di una rottura tra le due eccellenze italiane? Ecco come stanno realmente le cose
12 giugno 2026

Il sipario sul Gran Premio di Monaco è calato, e quello sull’appuntamento di Barcellona è pronto ad alzarsi. Manca sempre meno al ritorno in pista con la prima sessione di prove libere di questo venerdì catalano, dove finalmente la Ferrari riceverà delle risposte dopo i giorni di altissima tensione vissuti nel paddock. L’incidente di Charles Leclerc all'Anthony Noghues e le dichiarazioni al veleno nei confronti di Brembo hanno scoperchiato il vaso di Pandora. Un polverone che adesso sta prendendo le sembianze di una verità che da tempo a Maranello cercavano di tenere al sicuro all'interno del box.

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Riavvolgiamo il nastro per capire cosa stia effettivamente accadendo. Nel corso dello scorso appuntamento a Monte Carlo, la prima Safety Car – scesa in pista al giro 63 per l’incidente di Lance Stroll nei pressi della Rascasse – ha causato un vero e proprio effetto domino. Alla ripartenza, Charles Leclerc ha ammesso di avere solamente uno dei quattro freni funzionanti nella giusta finestra d’utilizzo. “In una vettura di Formula 1 non è mai una bella cosa. L'anteriore sinistro funzionava bene, l'anteriore destro a metà, e i due freni posteriori non funzionavano affatto. Quando dico 'affatto', intendo che dai dati non c'era alcuna decelerazione. Erano come le pinze di una macchina nuova ancora da rodare. Quindi sì, è stato un problema non da poco. È stato un incubo”, è stata la prima analisi a caldo del monegasco quando l’abbiamo ascoltato nella media pen.

Sicuramente si è trattato di parole dettate anche dalla frustrazione del momento, per aver concluso la propria gara di casa a dieci giri dal termine – con un podio quasi sicuro – contro le barriere dell’Anthony Noghues. “Finché giravo con costanza, il problema non si presentava, o almeno non a questo livello. Il vero problema è stata la Safety Car. Non appena siamo entrati in regime di Safety Car, tre dei miei quattro freni hanno smesso di funzionare. Non sono più riuscito a riaccenderli, non funzionava più nulla. Ho provato a fare diverse manovre dall'abitacolo per cercare di risolvere la situazione, ma non c'era niente da fare. L'unica soluzione rimasta sarebbe stata non frenare all'ultima curva, ma sarei andato a sbattere alla prima. Non c'era modo di farlo, non c'era semplicemente una soluzione”.

Dobbiamo solo trovare una soluzione per i nostri freni, e quando queste cose saranno sistemate, sarò in grado di fare il mio lavoro correttamente. Ero solo un passeggero. Non ci sono divergenze d'opinione. Ho parlato con Fred e Jerome, poi hanno guardato i dati ed è tutto molto chiaro per tutti. Non credo ci sia alcun dubbio”. Un commento, quello di Leclerc, che ha lasciato sbalordita Brembo, fornitore dell’impianto frenante e partner della Ferrari. “L’azienda non conosce attualmente le cause dei problemi riscontrati da Charles Leclerc e ritiene pertanto prematuro formulare valutazioni tecniche definitive prima dell’analisi dei dati disponibili – si legge nel comunicato dell’azienda italiana –. In casi come questo è infatti necessario esaminare i dati di telemetria insieme agli ingegneri del team per individuare con precisione l’origine dell’episodio”.

Giunto al media day di Barcellona, Leclerc, dopo aver metabolizzato e analizzato con i suoi ingegneri cosa sia realmente accaduto nel Principato, non ha abbassato il tiro: “Raramente parlo troppo presto, ma se lo faccio è perché ho controllato prima. Non ho molto da aggiungere”. Una calma, apparente, dovuta anche alla sicurezza di avere già in casa la svolta definitiva. “Sappiamo da dove deriva il problema. Abbiamo una soluzione in casa e passerò alla configurazione di Lewis per la prossima gara, il che, spero, sarà un passo avanti. L'unico aspetto positivo da portare a casa da questo weekend? Avrò una soluzione per i freni la prossima settimana. Tutto qui”, aveva già rivelato a Monaco.

In Catalogna è arrivata la conferma: il monegasco abbandonerà il materiale Brembo per passare a dischi diversi, la specifica che Hamilton – come confermato dal #44 direttamente – utilizza già da Suzuka, dopo una lunga insistenza con i tecnici di Maranello per ritrovare il feeling dei tempi d'oro in Mercedes. Sappiamo da foto scattate a Monaco visionate da Automoto che si tratta dei dischi di Carbone Industrie. Una scelta, dunque, non presa tanto per il materiale in sé, quanto per la fiducia. Leclerc testerà questa soluzione nelle libere di Barcellona, ma non si tratterà del primo test assoluto. “Sia io che Charles abbiamo testato l'opzione con cui sto correndo e lui alla fine non l'ha voluta. Ha scelto una strada tutta sua e ora ha cambiato idea, quindi per me non fa alcuna differenza”, ha dichiarato Hamilton. Ora il monegasco è pronto a fare un passo indietro e a verificare se il vero segreto della ritrovata performance del compagno di squadra risieda effettivamente nella scelta del materiale Carbone Industrie.

È stata una decisione di squadra dividere le vetture", ammette Leclerc con onestà. "Gli ultimi due weekend sono stati più difficili di quanto avessi inizialmente previsto, e ora stiamo andando nella direzione di Lewis. È chiaro che cambieremo un po' la configurazione. Quanto cambierà? Devo ancora testarlo. Non mi aspetto una rivoluzione, ma in alcuni casi particolari spero sia più facile da gestire. Verificherò le sensazioni. Ciò di cui ho bisogno, in generale, è solo la costanza in frenata”, ha aggiunto Leclerc nel media day di Barcellona.

Nonostante questo improvviso cambio di rotta, Brembo resta ferma sulla propria posizione, poiché qualsiasi decisione relativa alle specifiche dei dischi freno in F1 non modifica la storica e consolidata partnership tecnologica – che dura da cinquant’anni – con la Ferrari. Si tratta più che altro di una scelta tecnica che rientra nella piena facoltà di ogni team, legata esclusivamente alle preferenze individuali dei piloti e alla ricerca del miglior feeling possibile in staccata. Non è una valutazione sulla qualità dei materiali forniti da Brembo, né una rottura tra le due eccellenze italiane. Un sodalizio, quello con il colosso bergamasco, che scavalca i confini della Formula 1, coinvolgendo anche il WEC – dove questo weekend la 499P è in azione a Le Mans – e il prodotto stradale del Cavallino.

Brembo, come apprendiamo da nostre fonti, continuerà a fornire molteplici componenti frenanti alla Scuderia Ferrari, come pinze, pompe freno, frizioni e materiali d'attrito. Una collaborazione che dunque va ben oltre il singolo elemento oggetto di discussione e ben oltre la Formula 1. La volontà di Brembo è quella di sfruttare il Circus, uno degli ambienti tecnologicamente più esigenti al mondo, per sviluppare il proprio prodotto attraverso il team di Maranello, garantendo soluzioni innovative, performance d'eccellenza e la massima sicurezza per i piloti, anche di altre scuderie. Nessun risentimento tra le parti, perché ogni squadra gode della piena autonomia di variare le scelte tecniche a stagione in corso. Un esempio lampante è Max Verstappen che, a inizio 2024, ha provato il carbonio Brembo preferendolo a quello di Carbone Industrie, con cui si era laureato campione del mondo nella stagione precedente.

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