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C'è chi colleziona monoposto storiche per esporle in garage climatizzati e chi, invece, le compra per smontarle pezzo per pezzo e farle traversare di potenza. Mike Whiddett, in arte Mad Mike, appartiene decisamente alla seconda categoria. Il funambolo neozelandese del drift, celebre per le sue creazioni meccaniche al limite dell'eresia, ha deciso di alzare ancora una volta l'asticella: trasformare una Formula 1 degli anni '80 in un'arma da traverso alimentata da un motore rotativo.
Sulla carta è un cortocircuito concettuale. La Formula 1 vive di traiettorie chirurgiche, dove ogni sbavatura costa decimi preziosi. Il drift, al contrario, fa della derapata controllata la sua ragione d'essere. Mad Mike vuole fondere questi due mondi opposti in un unico progetto, ribattezzato con il consueto gioco di parole: Formidabul.
Chi segue il pilota di Auckland sa che non si tratta di un colpo di testa improvviso. Whiddett ha costruito la sua carriera attorno al motore Wankel, quella meccanica dal suono inconfondibile che molti considerano tra le più inaffidabili della storia dell'automobile e che lui, ostinatamente, continua a celebrare. Nel suo palmarès di trapianti impossibili figura una McLaren P1 GTR convertita al rotativo e ribattezzata "MadMac", oltre a una Mazda MX-5 pompata fino a 1.200 CV, la famigerata "Radbul". Persino una Lamborghini Huracan è passata sotto le sue mani, diventata la "Nimbul" da 800 CV, anche se in quel caso il V10 aspirato era sopravvissuto all'intervento.
Per la sua nuova creatura, Mad Mike ha puntato su una vettura dal passato tutt'altro che leggendario. La March 87P nasce nel 1986 come telaio di Formula 3000 e approda nel Mondiale di F1 soltanto l'anno successivo, affidata all'italiano Ivan Capelli e spinta da un V8 Ford Cosworth. Il miglior risultato? Un sesto posto al Gran Premio di Monaco. Nessun trionfo, nessuna aura sacra, e di conseguenza un prezzo d'acquisto lontanissimo dai quasi 15 milioni di euro sborsati nel 2022 per una monoposto di Michael Schumacher. Un dettaglio non trascurabile, che dovrebbe anche placare le proteste dei puristi davanti alle trasformazioni radicali in arrivo.
Il cuore della Formidabul sarà un Wankel a quattro rotori, una configurazione mai arrivata alla produzione di serie ma resa immortale dalla Mazda 787B, prima vettura giapponese a vincere la 24 Ore di Le Mans nel 1991. Adattare la sezione posteriore della March a questa unità è solo il primo degli ostacoli: servirà anche una nuova trasmissione e, soprattutto, un intervento drastico sull'angolo di sterzata, ridottissimo su una monoposto da Gran Premio ma fondamentale per mantenere derapate lunghe e precise come impone il drift professionistico.
L'intera metamorfosi sarà documentata in una serie YouTube in sei episodi, realizzata con il supporto di Red Bull, sponsor storico del pilota. Al suo fianco ci sarà come sempre il fidato Toni Cook, con cui Whiddett ha già condiviso le imprese più estreme. Lo stesso Mad Mike ammette che si tratta "di gran lunga del progetto più folle in cui ci siamo mai imbarcati", definendolo addirittura "spaventoso".
Il primo banco di prova potrebbe arrivare prestissimo: il Festival of Speed di Goodwood di luglio, appuntamento fisso per il neozelandese, sarebbe il palcoscenico perfetto per il debutto di una macchina destinata a far discutere tanto quanto a incantare. Perché una cosa è certa: quando quattro rotori urleranno dentro un telaio di Formula 1 lanciato di traverso, sarà impossibile restare indifferenti.