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Nel cuore di Milton Keynes, dietro le porte dello stesso complesso che ospita la nuova galleria del vento di Red Bull Racing, prende forma un sogno costruito attorno a un motore aspirato da dieci cilindri. È iniziato l'assemblaggio finale della prima delle 50 RB17, l'hypercar firmata Adrian Newey che entro pochi mesi accenderà il proprio V10 su un circuito vero. Prezzo? Cinque milioni di sterline, con l'intera produzione già destinata a chiudersi entro la fine del 2028.
A confermare l'ingresso nella fase più calda del programma è Rob Gray, ex progettista F1 di Red Bull e oggi direttore tecnico del progetto, che ad Autocar ha mostrato la cellula passeggeri quasi completata, la sezione posteriore e il cuore meccanico della belva: il V10 sviluppato da Cosworth abbinato a un cambio ibrido firmato Xtrac in carbonio. Insieme spingeranno la RB17 oltre i 350 km/h con accelerazioni da monoposto da Gran Premio.
Il peso? Appena 900 kg in configurazione biposto, integralmente in carbonio. La potenza complessiva tocca i 1.200 CV, con il dieci cilindri che ne eroga mille e l'unità elettrica che ne aggiunge altri 200. Una ricetta concepita fin dall'inizio per essere più rapida di una F1 attuale sul giro: le simulazioni più recenti hanno confermato lo scenario su diverse piste, con un riferimento simbolico fissato a Spa, dove la RB17 girerebbe in circa 1'38", un secondo abbondante meglio dei tempi attuali del Mondiale. I primi test in pista sono attesi "entro poche settimane".
Anche se proporzioni e linee generali ricalcano la vettura presentata al Goodwood Festival of Speed del 2024, parecchi dettagli sono cambiati. Spuntano fari più sottili che ridisegnano il muso, prese d'aria più curate e una serie di superfici aerodinamiche attive sviluppate sulla scorta dei dati raccolti in galleria del vento.
La novità più sorprendente è una lunga spina dorsale che corre sopra il cofano motore. Da lì sbuca lo scarico, posizionato in modo da soffiare sotto l'ala posteriore e moltiplicare il carico aerodinamico. Gray l'ha definito senza giri di parole "il regalo di addio di Adrian Newey", una richiesta arrivata a poche settimane dal passaggio del progettista all'Aston Martin, all'inizio del 2025, e che ha richiesto un lavoro enorme per gestire le sollecitazioni termiche.
L'aerodinamica, del resto, lavora ai livelli che ci si aspetterebbe da una vettura del genere. La RB17 può generare fino a 1.700 kg di deportanza, valore che però viene gestito dalle ali attive oltre i 150 km/h circa, sia per limitare la resistenza all'avanzamento sia per non massacrare le coperture.
Dentro non si trovano dashboard digitali né interfacce touch da concept car. Il dogma è quello dei box delle monoposto: manopole e ghiere fisiche, comandi tattili pensati per chi sa cosa sta facendo. La configurazione è biposto, con il passeggero leggermente arretrato rispetto al pilota per liberare spazio sulle spalle senza gonfiare la sezione frontale, parametro sacro nell'aerodinamica di alto livello.
Le portiere sono incernierate frontalmente e si aprono in avanti, soluzione che consente al pilota di salire in piedi sul sedile e calarsi nell'abitacolo, alternativa molto più razionale rispetto alle classiche gullwing di tante hypercar. La sospensione attiva controlla l'altezza da terra e garantisce ciò che Gray descrive come "una piattaforma stabile", presupposto indispensabile per gestire carichi e velocità di questo calibro.
Ogni cliente RB17 entra in un programma su misura che assomiglia più al percorso di un pilota professionista che a un acquisto. Eventi in pista sui circuiti più prestigiosi, sviluppo personalizzato del proprietario al volante, personalizzazione totale dell'esterno e degli interni fino al più piccolo dettaglio. Una filosofia che richiama Aston Martin Valkyrie e Mercedes AMG One, con una differenza sostanziale: la matrice è dichiaratamente F1 puro sangue, frutto di vent'anni di esperienza nel paddock.
A scuotere ulteriormente il quadro arriva un'indiscrezione interessante. Lanzante, l'azienda britannica celebre per le proprie conversioni di hypercar destinate all'asfalto pubblico, sarebbe al lavoro su un kit di modifiche per omologare la RB17 al codice della strada britannico tramite la procedura Individual Vehicle Approval. Cifra stimata per la trasformazione? Una forbice ampia, compresa tra le 250.000 e le 500.000 sterline aggiuntive sul prezzo di listino.
L'impressionante struttura industriale dedicata al progetto e la dimensione del team coinvolto sollevano un interrogativo legittimo. Cosa accadrà quando l'ultima delle 50 RB17 lascerà Milton Keynes a fine 2028? Gray glissa con un sorriso. "Non è una domanda a cui vogliamo rispondere ora. La mia opinione personale? Non sarei entusiasta di costruire qualcosa di più veloce di questa. Idee ne abbiamo molte, impegni ancora nessuno."
Il messaggio, intanto, è chiaro. Newey continua a seguire il progetto da lontano, ha visto la macchina solo nelle fotografie da quando ha cambiato casacca, ma una visita allo stabilimento è data per probabile. Per Gray e i suoi uomini non resta che onorare il mandato originario, ovvero consegnare la macchina che Adrian aveva immaginato. E quella macchina, fra qualche settimana, avrà finalmente il proprio battesimo del fuoco.
Aston Martin
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