Benzina 100% rinnovabile, il test che punta dritto al 2035: Toyota, BMW, Bosch e Repsol scendono in strada in Spagna

Benzina 100% rinnovabile, il test che punta dritto al 2035: Toyota, BMW, Bosch e Repsol scendono in strada in Spagna
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Venti auto già in circolazione, un solo carburante e un sistema digitale che traccia ogni pieno: il progetto vuole dimostrare che decarbonizzare si può anche senza cambiare macchina
27 luglio 2026

Nessun prototipo, nessuna infrastruttura da costruire da zero, nessuna tecnologia da inventare. Il progetto avviato in Spagna all'inizio di luglio parte da un presupposto quasi provocatorio nel dibattito europeo sulla mobilità: le auto capaci di viaggiare senza carburanti fossili esistono già e sono quelle che milioni di automobilisti hanno in garage. Serve soltanto riempire il serbatoio con qualcosa di diverso.

A crederci sono quattro nomi pesanti che raramente si trovano dalla stessa parte del tavolo. Repsol, Toyota Motor Europe, BMW Group e Bosch hanno unito le forze in un progetto pilota di sei mesi che mette su strada una flotta di circa 20 vetture Toyota, Lexus e BMW alimentate esclusivamente con benzina 100% rinnovabile. L'obiettivo dichiarato è raccogliere dati reali, non simulazioni da laboratorio, e portarli sul tavolo di Bruxelles.

Nexa 95
Nexa 95 Repsol
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Venti auto, un solo carburante e nessuna modifica meccanica

Il cuore del test è la Nexa 95, la benzina rinnovabile prodotta da Repsol a partire da materie prime conformi alla direttiva europea RED. La caratteristica che rende il progetto interessante è la sua natura drop in: il carburante è pienamente compatibile con i motori a benzina attuali e con la rete di distribuzione esistente, quindi le vetture coinvolte non hanno subito alcun intervento tecnico. Le auto sono quelle di sempre, cambia solo ciò che scorre negli iniettori.

Le vetture giapponesi sono fornite da Toyota España, mentre BMW mette a disposizione parte della propria flotta aziendale, comprese alcune MINI. Stefan Heller, che in BMW segue lo sviluppo del programma VEEF dedicato ai veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili, ha inquadrato la partecipazione del gruppo nella logica dell'apertura tecnologica: raccogliere informazioni utili a capire quale sia davvero la motorizzazione più efficiente da offrire ai clienti nei prossimi anni.

Il gemello digitale che controlla ogni singolo pieno

La parte forse più innovativa del progetto non riguarda il carburante ma la sua tracciabilità. Bosch ha messo in campo il Digital Fuel Twin, un sistema di certificazione digitale che segue il carburante rinnovabile lungo l'intera catena del valore, dal momento in cui entra nel mercato fino al consumatore finale.

Il meccanismo incrocia dati provenienti da tre fonti differenti: le informazioni trasmesse dai veicoli, quelle delle stazioni di servizio e le transazioni effettuate con le carte carburante. Il risultato è una fotografia verificabile di quanto rinnovabile è finito in ogni singola auto. Marko Babic, responsabile dell'area prodotto Bosch che segue il progetto, ha spiegato che questa trasparenza serve a costruire la fiducia e la conformità normativa necessarie perché i carburanti rinnovabili vengano accettati su larga scala. Senza un sistema di verifica credibile, in altre parole, qualsiasi discorso sulla decarbonizzazione dei motori termici resta un'affermazione difficile da certificare.

Test
Test Repsol

Perché proprio la Spagna

La scelta del territorio non è casuale. Repsol è attualmente l'unico operatore che distribuisce benzina 100% rinnovabile presso stazioni di servizio pubbliche in Spagna, condizione indispensabile per un test che deve svolgersi in condizioni reali e non in circuito chiuso. A questo si aggiungono la presenza operativa di Toyota España e la disponibilità dei partner locali.

Estíbaliz Pombo, vicedirettrice Prodotti Energetici di Repsol, ha sottolineato come ogni soluzione utile a ridurre le emissioni meriti spazio, e come i carburanti rinnovabili amplino le possibilità di scelta per chi guida oggi un'auto già immatricolata.

Repsol technology lab
Repsol technology lab Repsol

Il vero bersaglio si chiama 2035

Dietro la flotta di venti vetture si intravede con chiarezza una partita politica. I dati e i risultati intermedi verranno condivisi con i legislatori europei, gli stakeholder industriali e la stampa, in un momento in cui la strategia comunitaria resta fortemente sbilanciata sull'elettrificazione.

La posizione espressa da Pascal Ruch, vicepresidente Corporate and Governmental Affairs di Toyota Motor Europe, è netta: il rischio che l'obiettivo dei veicoli a zero emissioni al 2035 non venga pienamente raggiunto sta diventando concreto, e in quello scenario i carburanti rinnovabili potrebbero colmare il divario, soprattutto se abbinati a tecnologie ibride e ibride ricaricabili.

Il messaggio che i quattro partner vogliono far arrivare a Bruxelles, insomma, è che la neutralità tecnologica non sia una scappatoia per rinviare la transizione, ma una strada parallela percorribile subito, con il parco circolante attuale e senza lasciare indietro nessuno. Nei prossimi mesi i numeri diranno quanto quella tesi regge alla prova dell'asfalto.

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