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Bastano due righe di comunicato per spostare miliardi di euro di capitalizzazione. BMW lo ha sperimentato sulla propria pelle: il Board of Management ha rivisto al ribasso le previsioni per l'intero esercizio 2026, e lo ha fatto con numeri che fotografano un peggioramento brusco e su piu fronti dello scenario in cui il gruppo si muove.
Il dato che fa piu rumore riguarda la redditività. Il margine EBIT del segmento automotive, atteso in precedenza in una forbice compresa tra il 4% e il 6%, viene ora indicato tra l'1% e il 3%. Una compressione che si riflette anche sul ROCE, Rendimento del Capitale Investito, sceso dalla fascia tra il 6% e il 10% a quella tra l'1% e il 5%. L'utile ante imposte di gruppo, dato fino a poco fa in calo moderato, viene ora previsto in flessione, mentre le consegne del segmento automotive sono attese in leggero calo, dopo essere state ipotizzate in linea con il 2025.
Non si tratta di un episodio isolato. E il secondo taglio alla guidance che la casa bavarese mette a referto in questo stesso anno, segno che la situazione si e deteriorata piu rapidamente di quanto il consiglio avesse previsto, e su piu fronti contemporaneamente.
Il primo grande nodo si chiama Cina. Il mercato dell'auto nel paese ha accelerato la sua discesa nel secondo trimestre, in particolare sul fronte dei modelli non elettrici, tanto che l'associazione dei costruttori locali ha tagliato ancora una volta le sue stime annuali. La concorrenza interna dei marchi cinesi si fa sempre più aggressiva, e l'andamento positivo di Europa e Stati Uniti non basta a compensare il vuoto lasciato dall'area asiatica.
A dare la misura della sorpresa e la dichiarazione del direttore finanziario Walter Mertl, secondo cui la guidance di marzo si basava su vendite stabili attorno alle 50.000 vetture al mese in Cina. Un'assunzione che la realta ha ribaltato in fretta. Non a caso, secondo gli analisti di Jefferies, qui non si parla soltanto di un avvertimento sui profitti attesi, ma di un riassetto dei margini di portata inattesa, che potrebbe spingere il gruppo a ripensare un modello produttivo ancora largamente basato sull'esportazione di vetture termiche dalla Germania.
l secondo fattore arriva da lontano ma colpisce da vicino. L'impatto del conflitto in Medio Oriente si e rivelato piu ampio delle previsioni iniziali. I prezzi dell'energia restano elevati e gravano sulla struttura dei costi, mentre l'instabilità generale raffredda la fiducia dei consumatori in mercati lontani dall'epicentro della crisi. Il risultato combinato e una previsione di calo significativo di utile e free cash flow già nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Per reagire, BMW ha annunciato che intensificherà e accelerera il programma di riduzione dei costi già in corso, attraverso ulteriori misure strutturali e di efficientamento i cui benefici si vedranno negli anni a venire. Il rovescio della medaglia e un onere straordinario che peserà sui conti della seconda metà del 2026. Il gruppo, va sottolineato, non ha chiarito se le misure includeranno tagli al personale, lasciando aperto l'interrogativo su quanto profonda sarà la ristrutturazione.
A gestire questa fase delicata è Milan Nedeljković, da poco più di un mese alla guida del gruppo dopo il passaggio di consegne con Oliver Zipse. Per l'ex responsabile della produzione si tratta di un esordio impegnativo, perche tocca a lui supervisionare il lancio della nuova gamma elettrica costata miliardi di euro. La sua linea, almeno a parole, resta improntata alla fiducia. Abbiamo un forte slancio di prodotto, ha dichiarato, ricordando che la Neue Klasse portera su strada nei prossimi due anni il portafoglio piu ampio nella storia del marchio.
Nonostante il quadro, alcuni pilastri restano in piedi. Il gruppo conferma l'obiettivo di un free cash flow automotive superiore ai 2,5 miliardi di euro, mantiene la politica dei dividendi con un payout compreso tra il 30% e il 40% dell'utile netto e prosegue il programma di buyback in corso.
La reazione dei mercati, però, è stata immediata. A Francoforte il titolo ha aperto pesante, perdendo oltre il 7% e arrivando a cedere fino all'11% nelle fasi più concitate. Il timore degli analisti è quello di un effetto contagio sull'intero comparto auto europeo, con possibili nuovi avvertimenti sui profitti anche per altri costruttori. Per JPMorgan quello di BMW e un taglio degli utili netto e radicale, un campanello d'allarme per un settore in cui i marchi premium europei faticano a presidiare il segmento delle compatte in Cina.
In mezzo alla tempesta, la nuova generazione elettrica e il messaggio che Monaco vuole far passare con piu forza. Il piano prevede oltre 40 modelli nuovi o aggiornati entro il 2027. La BMW iX3, presentata in anteprima mondiale all'IAA di settembre 2025, ha raccolto una domanda particolarmente robusta: circa un'auto elettrica BMW su tre ordinata in Europa appartiene a questo modello, al punto che lo stabilimento di Debrecen, in Ungheria, lavora già su doppio turno in anticipo sui piani. La i3, secondo tassello della famiglia, ha debuttato nel design a Monaco a marzo, mentre a Pechino ad aprile hanno fatto la loro comparsa le versioni a passo lungo di iX3 e i3 insieme alla nuova Serie 7, vetrina di come le tecnologie della nuova piattaforma vengano estese all'intera gamma. Le vendite della iX3 in Cina, mercato decisivo per il futuro del progetto, sono attese a novembre.
Il quadro che ne esce e quello di un gruppo stretto tra due tempi diversi. Da un lato un presente segnato da venti contrari fuori dal proprio controllo, dall'altro un futuro su cui ha investito in modo deciso. La semestrale, in calendario per il 30 luglio 2026, dirà quanto la prima fase abbia inciso e quanto la seconda possa accelerare il recupero.
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