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Le forti tensioni geopolitiche che continuano a interessare il Medio Oriente stanno condizionando in modo significativo la programmazione della Formula 1. Mentre il Circus si avvia verso la consueta pausa estiva, rimangono ancora diversi interrogativi sia sul finale del campionato in corso, sia sulla struttura complessiva della stagione 2027.
Il nodo relativo agli ultimi appuntamenti del 2026 verrà sciolto soltanto verso metà settembre. Allo stato attuale le gare in Qatar e ad Abu Dhabi restano confermate, ma l'evolversi dei conflitti nella regione del Golfo impone la massima cautela. Il calendario di quest'anno ha del resto già subito modifiche sostanziali: le tappe in Bahrain e in Arabia Saudita sono state annullate, con l'appuntamento sakhiriano che verrà recuperato in Malesia nel fine settimana dal 2 al 4 ottobre. Solitamente, con l'arrivo dei mesi estivi viene pubblicato il calendario dell'anno successivo, ma in questa occasione l'annuncio ufficiale del programma 2027 verrà posticipato all'autunno per monitorare costantemente il quadro internazionale.
Se per la stagione attuale esistono già soluzioni di emergenza, la pianificazione del 2027 appare decisamente più complessa. Le incertezze colpiscono infatti direttamente i primi eventi dell'anno, un fattore estremamente critico per la gestione logistica, il budget cap e lo sviluppo dei nuovi progetti da parte delle scuderie, che necessitano di conoscere con largo anticipo sedi e date per organizzare il proprio lavoro.
Secondo quanto riportato da The Race sulla base di informazioni raccolte nel paddock, l'attuale piano contrattuale prevederebbe l'apertura del campionato 2027 in Bahrain il 14 marzo, seguita dal Gran Premio dell'Arabia Saudita il 21 marzo, anticipati da un'unica sessione di test pre-stagionali a Sakhir dal 25 al 27 febbraio. Il resto del calendario ipotizzato proseguirebbe in primavera tra Australia, Giappone, Cina, Miami e Canada, per poi spostarsi in Europa a partire da Monaco e proseguire fino a Monza e Madrid a inizio settembre. La fase autunnale vedrebbe quindi le tappe in Azerbaigian, Turchia, Singapore, fino alle trasferte americane e al consueto finale mediorientale a dicembre.
Durante gli incontri con i media di metà stagione, l'Amministratore Delegato della F1 Stefano Domenicali ha chiarito che la bozza presentata in autunno rispecchierà una pianificazione ordinaria. "La bozza che presenteremo in autunno rispecchierà la pianificazione standard. Tuttavia, se la situazione in Medio Oriente non dovesse stabilizzarsi, siamo pronti ad attivare opzioni alternative. Il punto di svolta per la decisione definitiva arriverà verso fine anno: abbiamo il tempo necessario per riorganizzarci e l'obiettivo rimane quello di garantire comunque un totale di 24 Gran Premi".
Nel caso in cui correre in Medio Oriente a inizio anno non fosse possibile, le alternative sul tavolo non mancano. Per i test pre-stagionali la candidatura di Barcellona resta la più immediata. Per quanto riguarda la gara inaugurale, l'intenzione è quella di non attendere fino al GP d'Australia di inizio aprile, cercando invece una sostituzione già nel mese di marzo. In quest'ottica, un ulteriore appuntamento in Malesia avrebbe senso sia sotto il profilo logistico sia per le spedizioni del materiale. Inoltre, non sarebbe strettamente necessario rimpiazzare entrambe le date a marzo, poiché nella tarda primavera esistono ampi margini di manovra attorno ai Gran Premi di Miami e del Canada per inserire eventuali gare di recupero.
Resta infine fondamentale la variabile dei tempi tecnici relativi ai fornitori ufficiali. Pirelli ha precisato che la spedizione degli pneumatici richiede un preavviso minimo di sette settimane: un vincolo che impone alla Formula 1 di ufficializzare la sede dei test entro i primi giorni del 2027 e di prendere una decisione definitiva sulla prima gara stagionale entro la metà di gennaio.