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Chi sono i promossi e i bocciati di Madrid? Scopriamolo insieme, sfogliando le pagelle del Gran Premio di Spagna 2026 di Formula 1.
La migliore battuta del fine settimana è di Norris: ha perso la gara per essere andato troppo veloce, tanto da non fare in tempo a entrare nei box quando hanno messo la “virtual”. Una battuta che vale una pole position, dopo quella magistrale colta sul tracciato di Madrid. Al via l’inglese era partito bene dando poi l’impressione che nessuno potesse impensierirlo. Poi sappiamo tutti quello che è successo. La prestazione maiuscola su un tracciato molto complesso e nuovo per tutti però rimane: voto 10, scippato.
Per una volta siamo dunque partiti dal vincitore morale, per stessa ammissione di Antonelli, che con il consueto candore non ha avuto problemi a rendere i dovuti onori all’inglese, anche se il vincitore per la classifica è proprio l’italiano, stavolta meno perfetto del solito ma bravo a essere lì dove serviva per cogliere l’occasione creata dalla Direzione di Gara. Al via Kimi per due volte di fila salta una chicane finendo per perdere anche la posizione su Verstappen, che poi però deve ridargli strada. A quel punto si mette all’inseguimento di Norris, dando l’impressione di averne anche di più, ma siccome passare è impossibile, al box gli consigliano di mantenere le distanze. Nel mentre sfiora anche un paio di muretti e supera qualche track limit, ma sono peccati veniali in un fine settimana che cementa ulteriormente il suo vantaggio in classifica. Voto 8,5: veloce, concreto e sportivo nell’ammettere i meriti altrui, parla già da campione.
Terzo Verstappen: per evitare sanzioni su pressione del team perde due posizioni per restituirne una ad Hamilton, con l’inglese che non arrivava più mentre l’olandese quasi accosta con le 4 frecce per aspettarlo. Peccato che probabilmente stavolta avesse ragione Verstappen, perché al via se non avesse saltato la chicane sarebbe stato centrato da Hamilton. Ulteriore beffa, l’inglese dopo una manciata di giri si è comunque ritirato. Considerando quanto poi successo a Norris con la virtual, se avesse tirato dritto (metaforicamente s’intende, non ad un’altra chicane…) probabilmente una volta investigato ufficialmente sarebbe stato scagionato e avrebbe vinto. Voto 8, per una volta che fa il bravo ragazzo….
Quarto posto che sa di brodino per Leclerc, bravissimo a tenersi tutti alle spalle per buona parte della gara con le gomme dure con cui è partito, aspettando una safety, un’altra virtual, un segno nel cielo… ma Abatantuono ha chiarito molto bene cosa succede a chi vive sperando… e così il monegasco manca il podio, pur avendo fatto una grande gara. Si mangia le mani per un giro in Q3 forse non perfetto, ma voto 7,5 per averci provato.
Ancora voto 5 invece a Russell, con il quale non ce l’abbiamo, sia chiaro, ma anche su un circuito nuovo per tutti ha preso paga da Antonelli, a cui non riesce nemmeno ad arrivare alle spalle. Il mondiale ormai, salvo clamorosi colpi di scena, è andato, in quello che doveva essere il “suo” anno, a favore del compagno di squadra con molta meno esperienza di lui: a questo punto l’inglese può solo salvare l’onore delle armi ma se corre così è dura anche quello… Disperso.
All’ultima uscita sulla Red Bull, altra bella prova di Lawson, che porta a casa altri punti e ribadisce il concetto già espresso nelle precedenti uscite di quest’anno con la squadra che l’aveva silurato anzitempo. Voto 7,5, bella rivincita.
Addirittura voto 8,5 a Colapinto, ottimo 9° in qualifica e splendido 7° in gara: per una volta si mette le vesti del caposquadra e scopre che gli donano. Veloce e immune da errori su una pista dove fare danni è molto facile: prova definitiva della raggiunta maturità.
Voto 5 invece a Piastri, un fantasma rispetto a Norris in qualifica e pasticcione al via dove tampona subito un avversario rimettendoci una bandella. Dopo la luce di Monza, a Madrid è tornato nell’ombra.
Ennesima prova convincente invece per Lindblad, che ancora una volta arriva a punti dopo essere entrato in Q3. Ormai sul giovane talento inglese non c’è più niente da scoprire, solo da applaudire: voto 7,5.
Chiude la zona punti un coriaceo Hulkenberg, che con tanto mestiere su una pista complessa regola il giovane e talentuoso compagno di quadra, e non solo lui. Ennesima prova di orgoglio per un pilota che ha avuto il merito di credere nel progetto di Audi e ora giustamente si gode i frutti della sua scelta.
Fuori dai punti, non può dire lo stesso Sainz, all’ennesima gara disastrosa nella sua città natale, con tanto di penalizzazione, ritiro e pure una polemica evitabile con il connazionale Alonso. Voto 5, anche se in una situazione tecnica come quella di Williams, con cui è stato di fatto costretto al rinnovo per mancanza di alternative, mantenere la serenità è probabilmente più difficile di un giro di qualifica a Madrid.
Voto 6,5 di incoraggiamento invece ad Ocon, dato per non confermato ma autore di un bel fine settimana: probabilmente avrebbe meritato un punticino anche lui, invece si deve accontentare di un 11° posto.
Voto 6 a Gasly, splendido a Monza e insolitamente in ombra sulla nuova pista spagnola: mancanza di feeling con il tracciato?
Voto 7 sulla fiducia invece ad Hamilton, che in qualifica riesce a fare ancora una volta meglio di Leclerc anche se deve accontentarsi della seconda fila dopo avere illuso di poter ambire alla pole position. Nel ritiro non ha colpe ovviamente, se non quella di averci messo meno tempo a dare strada a Verstappen che a Leclerc… Ma si può?
Voto 5 invece alla Ferrari, che a Madrid non è andata malissimo come a Monza, ma è comunque rimasta quarta forza e la strategia con Leclerc, pur sensata, giro dopo giro sembrava sempre più disperata: tenere l’auto in pista sperando che capiti qualcosa è da team di secondo piano che cerca l’exploit, non da squadra che a inizio stagione ambiva al mondiale….
Voto anche 5 alle previsioni della vigilia: dovevano esserci 6 pit stop e 20 bandiere gialle, in realtà con un treno di dure si sarebbe potuta fare tutta la gara, senza la regola del pit stop obbligatorio, e non c’è stato nessun vero botto in gara (solo un paio nelle libere, per quanto con danni abbastanza consistenti). Va bene alimentare l’hype della vigilia, ma cerchiamo di non spararle troppo grosse…
A proposito di hype: la nuova pista cittadina di Madrid doveva essere il circuito più difficile e spettacolare del mondiale. Ora possiamo dirlo: è un circuito brutto come raramente se ne sono visti negli ultimi anni, sicuramente il peggiore tra tutti quelli introdotti negli ultimi vent’anni. Una sequenza infinita di chicane, curve e controcurve senza una vera anima. Anche la famosa curva Monumental in realtà era una sfida solo per Pirelli: i piloti la facevano parzializzando per gestire meglio l’energia e comunque farla in accelerazione (per la chicane posta poco prima per rallentare le auto) toglieva ogni brivido e difficoltà, e siccome si sa che l’obiettivo appiattisce le pendenze, anche la famosa inclinazione del 24°% era abbastanza insignificante in tv. Non a caso, la regia ha scelto di mostrare molto poco questa curva così chiacchierata alla vigilia. Ma soprattutto, si può progettare da zero al giorno d’oggi un circuito che non offre alcuna possibilità di sorpasso, nemmeno con differenze importanti nella performance delle gomme?
C’è un ultimo aspetto su cui si sono soffermati in pochi ma televisivamente (visto che tutto si fa per le tv oggi) non banale: sappiamo che il gran premio di Madrid si è corso a Madrid grazie alle didascalie e alle cartelle stampa, perché quelle barriere pubblicitarie così opprimenti e la localizzazione in un’anonima periferia (quartiere fieristico) hanno tolto ogni fascino e ogni identità all’ambientazione pseudo cittadina. Per quel che si poteva capire dalle immagini poteva benissimo essere il gran premio di qualunche-città, con un confronto impietoso rispetto a piste cittadine recenti come Singapore e Baku che al di là delle caratteristiche del tracciato regalano scenografie mozzafiato e molto identitarie. Quindi per chi scrive voto 3 al nuovo “Madring”, “mad” è chi pensa di rimpiazzare Barcellona con questa cosa…
E voto 3 alla Direzione Gara, perché Stella è stato come sempre un signore nel dopo-gara, ma considerando da una parte che non c’erano pericoli immediati (Stroll era in una via di fuga) e allo stesso tempo che era scontata la necessità di una “virtual”, il tempismo con cui l’anno attivata dopo il passaggio di Norris e prima di quello di Antonelli è tra il demenziale e il criminale. Gara falsata.