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Un avvio di gara incandescente, una decisione presa in una frazione di secondo e un pizzico di calcolata gestione. Il Gran Premio di Spagna di Max Verstappen si è deciso in gran parte nei primi metri dopo lo spegnimento dei semafori, in un primo giro ricco di colpi di scena e dinamiche limite che lo stesso olandese non ha esitato a definire, senza troppi fronzoli, "Mickey Mouse racing".
Innescato nel duello per il terzo posto con la Ferrari di Lewis Hamilton, Verstappen è andato lungo tagliando la chicane di Curva 1. Una manovra finita subito nel mirino del muretto e del pilota britannico, che via radio ha prontamente chiesto la restituzione della piazza. Un contatto sventato per un soffio, come ha poi raccontato lo stesso Max spiegando la dinamica dell'episodio: "È semplicemente un po' la natura di questo tracciato. Quando hai un layout del genere, con così tanto asfalto nelle vie di fuga, la gente rischia e ci prova con un sorpasso. E ho visto cosa è successo: ho visto Lewis prendere il cordolo, quindi sarebbe finito largo. Credo che se fossi rimasto in pista ci saremmo toccati, e c'era un grosso rischio di danni. Così ho deciso di guidare fuori pista".
L'uscita sui tratti asfaltati oltre i cordoli ha però imposto una scelta inevitabile per evitare sanzioni pesanti. Per scongiurare i 5 secondi di penalità dalla Direzione di Gara, la Red Bull ha ordinato al tre volte campione del mondo di cedere il passo. Un'operazione complessa, dato che nel frattempo tra i due si era infilata anche la Mercedes di Kimi Antonelli: per restituire la posizione a Hamilton, l'olandese ha così dovuto cederne due in un colpo solo. "Poi, ovviamente, il team mi ha detto di restituire la posizione, cosa che ho fatto. E dopo ho solo cercato di fare la mia gara".
Mentre Hamilton sarebbe poi stato costretto al ritiro pochi giri più tardi per un problema all'impianto frenante della sua SF-26, per Verstappen è iniziata una gara di rincorsa e gestione. A ribaltare l'inerzia a suo favore è stata la strategia, con la chiamata ai box effettuata in regime di Virtual Safety Car in perfetto tempismo insieme ad Antonelli. Nonostante il passo superiore mostrato dai rivali diretti, la conformazione del tracciato e la condotta di gara dell'olandese hanno blindato un piazzamento sul podio che, alla vigilia, non era affatto scontato: "Penso fosse piuttosto evidente che Lando e Kimi fossero molto più veloci. Però sì, Lando è stato molto sfortunato con quella VSC, quindi è finito dietro di noi. Dopodiché Kimi è rimasto bloccato a lungo dietro Charles, che non si era ancora fermato ai box. Una volta che la situazione si è un po' liberata per tutti, è successa di nuovo la stessa cosa: Kimi era un po' più veloce di me e Lando era più veloce di tutti noi. Ma qui non si riesce a sorpassare, quindi sono riuscito a tenerlo dietro abbastanza facilmente".
Un secondo posto sudato, gestito con lucidità chirurgica di fronte ai limiti velocistici della sua monoposto, che permette a Max di raccogliere il massimo punto utile in un fine settimana complessivamente solido. "Considerando da dove siamo partiti questo fine settimana, sono davvero felice di portare a casa il 2° posto. L'intero weekend è stato piuttosto solido, non ho avuto grossi problemi. La macchina è quella che è, e penso che per noi il secondo posto sia un ottimo risultato".