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Il primo, storico Gran Premio di Madrid va in archivio con il sigillo tricolore di Andrea Kimi Antonelli. Ottava sinfonia stagionale per il bolognese, abilissimo a cogliere l'attimo fuggente della Virtual Safety Car al giro 14 e a gestire con la freddezza di un veterano la pressione di un tracciato stretto, impegnativo e spietato. Se la pista ha incoronato il giovane italiano come leader sempre più solido della classifica piloti, nel paddock del Madring è Toto Wolff a tracciare il bilancio di una giornata cruciale per la Mercedes, tra la gioia per un talento che continua a stupire e la complessa gestione psicologica di un box a due velocità con George Russell.
Nel garage della Stella, infatti, il contrasto non potrebbe essere più stridente. Da un lato la cavalcata trionfale del numero #12, dall'altro la domenica opaca di George Russell, fermo in quinta posizione e incapace di trovare il ritmo con la mescola hard. Una dinamica che il Team Principal austriaco conosce alla perfezione: “Gestisco questo tipo di situazioni da circa quindici anni: una parte del garage è al settimo cielo, l’altra è frustrata e delusa. Fa parte del nostro sport e del mio lavoro. L'unica ricetta che conosco è la massima trasparenza e l'onestà: parliamo di ogni singolo scenario e garantiamo il massimo supporto a entrambi i piloti, senza eccezioni. A volte serve una mano sulla spalla, a volte un pizzico di pressione in più”.
Se per Russell il momento è delicato sotto il profilo psicologico, Wolff non ha dubbi sulle qualità del britannico: “Quando vivi una striscia negativa come la sua quest'anno, prendi delle gran mazzate. Ma stiamo parlando di un pilota top, capace di vincere tutto ciò che c'era da vincere prima della F1, dal karting alla Formula 3 e Formula 2 al primo colpo. I grandi campioni sanno come rialzarsi e George ha tutto ciò che serve per lottare per il titolo. Se questo campionato è sfumato, ce ne saranno altri”.
Per quanto riguarda Antonelli, la maturità mostrata sul tracciato cittadino spagnolo continua a lasciare a bocca aperta anche chi lo vive dall'interno ogni giorno. Nemmeno qualche brivido nel finale ha scalfito la sua tenuta mentale: “A sei giri dalla fine mi fa al radio: ‘Controllate la macchina, ho appena sfiorato il muro’. Io ho risposto: ‘Cosa?!’. Mi sta facendo venire i capelli grigi! Ma forse è fatto così, ed è proprio questo a renderlo incredibilmente veloce. Ha una capacità straordinaria di scindere le cose: fuori dall'abitacolo è un ragazzo genuino, ma quando si infila il casco diventa un pilota incredibilmente maturo. E se dice che non pensa al campionato, vi assicuro che è la verità. Noi adulti tendiamo a fasciarci la testa con gli scenari peggiori o gli eventi imprevisti, lui semplicemente non ci pensa e va in pista per fare il massimo”.
La gara di Madrid ha evidenziato anche una reattività perfetta del muretto box in occasione della chiamata decisiva durante la VSC, riscattando una prima parte di stagione spesso sfavorevole agli episodi: “Dalla decisione di rientrare alla comunicazione tra Bono e Kimi sono passati tre secondi. L'operazione è stata impeccabile. Quest'anno abbiamo avuto tantissime Safety Car e VSC che ci hanno danneggiato, per una volta la fortuna ha girato dalla nostra parte e ce lo siamo meritato”.
In merito alla gestione delle risorse e al lavoro in fabbrica, Wolff ha ribadito che il programma per il futuro rimane del tutto indipendente dalla classifica iridata: “Abbiamo iniziato a spostare il focus e le risorse sulla vettura del prossimo anno già prima della sosta estiva. Il piano va avanti senza variazioni, a prescindere dalla nostra posizione nel mondiale. In uno sport meccanico bastano due ritiri di fila per veder sparire un bel margine a sei gare dalla fine. Finché l'aritmetica non ci darà la certezza matematica, continueremo ad ignorare i punti e ad affrontare un weekend alla volta”.
Spazio infine a una valutazione complessiva sul debutto del tracciato di Madrid e sulle polemiche relative alla scarsa presenza di sorpassi: “Come prima edizione, è stato uno dei migliori eventi a cui abbia assistito. Hanno realizzato un circuito temporaneo davvero impegnativo per i piloti, una sorta di mini Macao o mini Monaco, in una location fantastica. I sorpassi oggi erano quasi impossibili, è vero, ma ho già parlato con gli organizzatori e sono totalmente aperti a valutare modifiche al layout per il prossimo anno. Quando si esordisce, si tende sempre a cercare il pelo nell'uovo, ma da parte mia sono davvero impressionato da ciò che hanno costruito”.