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Andrea Kimi Antonelli il limite della tortuosa pista di Madrid lo ha sfiorato a furia di superare i track limits nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna 2026 di F1. Ha idealmente messo insieme così la fiducia giusta per imporsi al volante di una Mercedes W17 che, pur spuntata di una sua arma affilata, il motore che qui ha una rilevanza relativa, nelle sue mani continua a fare la differenza. Che a Madrid la Mercedes potesse faticare con un progetto fermo da mesi per gli aggiornamenti era da mettere in conto. E invece oggi Antonelli è riuscito ad avere ragione delle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton.
Merito anche di una migliore gestione delle gomme. Complice il bruciante sole di Madrid e l’aderenza del manto appena posato, l’asfalto nella prima parte delle FP2 ha toccato i 53 gradi, diventando lava. In queste condizioni, il grip adesivo dello pneumatico va a diminuire per via del degrado termico. E con monoposto con una deportanza inferiore rispetto al passato, si finisce per subire uno scivolamento del posteriore che manda fuori finestra le gomme. Che la Ferrari in queste condizioni così peculiari possa aver surriscaldato gli pneumatici lo si intuisce dai distacchi abissali rimediati nel terzo settore. Con la diminuzione della temperatura di qualche grado, il divario è andato riducendosi in modo piuttosto marcato.
Non stupisce che la Ferrari abbia mostrato una buona competitività su una pista che va a mascherare l’unico, vero tallone d’Achille del progetto, il motore endotermico che anche con l’aggiornamento dell’ADUO non ha raggiunto i livelli dei primi della classe, Mercedes e Red Bull. La Ferrari SF-26 è con tutta probabilità la miglior vettura nelle curve ad alta velocità, e Hamilton e Leclerc hanno affrontato spesso in pieno la suggestiva Monumental, la sopraelevata dalla resa scenica eccezionale. Resta però qualche lacuna in termini di trazione, come dimostrano le sbavature commesse dai due piloti della Rossa.
Hamilton, poi, deve stare indubbiamente attento a non ostacolare la concorrenza. In diverse occasioni alla Monumental ha finito per ostruire dei rivali. E con il traffico incredibile che andrà indubbiamente a crearsi in Q1 domani bisognerà stare molto attenti a non incappare in una penalità per impeding. Leclerc, dal canto suo, oggi non era in pista con il motore frutto del secondo aggiornamento dell’ADUO. Dopo l’incidente di Monza, la priorità era evitare di testare in pista la tenuta dell’unità in un appuntamento in cui perdere tempo in pista avrebbe costituito un problema non da poco.
La giornata di venerdì, in ogni caso, è stata molto meno movimentata di quanto avrebbero potuto suggerire le parole dei piloti ieri. L’unico ad aver volato troppo vicino al sole è stato Arvid Lindblad, che ha trovato il limite fisico della pista mentre cercava quello prestazionale della sua VCARB-03. Si era tolto la soddisfazione di mettersi alle spalle un Max Verstappen comunque efficace con una RB22 che paga come sempre la difficoltà nell’assorbire al meglio i cordoli e con qualcosa da aggiustare in termini di bilanciamento. Per Verstappen sarebbe stato impossibile essere aggressivo come Antonelli in curva 1, tanto per fare un esempio. Ma Max ha dovuto anche fare i conti con uno sterzo pesante, forse per le sollecitazioni alla sopraelevata.
Oggi non ha brillato la McLaren, attardata rispetto alle rivali. Al netto del problema al cambio accusato da Lando Norris, la MCL40 superstite di Oscar Piastri non ha mai spiccato. Pur con gli aggiornamenti del caso, la monoposto della scuderia di Woking accusa comunque una mancanza di carico rispetto alla concorrenza. E non è un caso che il deficit più ampio Piastri lo accusi nel secondo settore, assai tortuoso. E per Norris perdere un’intera sessione di prove libere potrebbe rappresentare un handicap non da poco, su una pista nuova per tutti.
Sono questi i valori in campo in una prima giornata in pista che non può dare sentenze definitive, visto che l’evoluzione sarà maiuscola, pur con un grip che è apparso molto più elevato rispetto a quanto si sarebbe potuto preventivare alla vigilia. Con le temperature che nei prossimi due giorni dovrebbero salire leggermente, l’asfalto liquido costituirà un’insidia per il delicato compito di non stressare le gomme. Per il momento, comunque, a muoversi come un gatto tra i muretti di Madrid è Kimi Antonelli, mosso da una fame di successo che gli consente di fare di George Russell un solo boccone.