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Un anno fa sembrava che poter correre qui fosse solo un sogno. Ma in Spagna si sono rimboccati le maniche e nel giro di 12 mesi hanno messo a punto uno dei tracciati più incredibili del calendario. La Formula 1 torna per la prima volta nella capitale spagnola dal 1981 — in quel caso a Jarama — per l’ultimo appuntamento europeo della stagione 2026. E tutto è stato pensato nel minimo dettaglio per rendere questa pista unica, sia in termini di infrastrutture, con il paddock che si snoda nella zona fieristica di IFEMA, sia di tracciato, caratterizzato da ogni tipo di curva. Motivo per cui tutti i piloti hanno proceduto con cautela nella prima sessione di prove libere per prendere le misure con questo Gran Premio di Madrid.
Kimi Antonelli, prima del weekend di Monza, aveva descritto il trofeo della Pirelli come “particolare”. Questo aggettivo si può usare anche per descrivere la pista di Madrid, che si presenta sulla carta come una sfida tecnica senza precedenti. Numerose curve lente con i muretti ravvicinati ricordano Jeddah, ma anche Macao e Sochi. A questi cambi di velocità si aggiungono lunghi rettilinei che richiedono un minore carico aerodinamico. Per gli ingegneri e i meccanici trovare l’equilibrio perfetto per il set-up sarà un’impresa da campioni, esattamente come per gli addetti ai lavori che hanno concluso i cantieri a Madrid in un solo anno. Ma la sfida è aperta anche per i piloti, chiamati a prendere confidenza con questo layout inedito.
Motivo per cui tutti hanno iniziato la prima sessione di prove libere del weekend madrileno con gomma media e tanti chilometri da mettere in cascina per capire quale sia il limite da non superare quando c'è da spingere. Pierre Gasly aveva ammesso ai nostri microfoni che avrebbe scommesso tutti i suoi soldi su una bandiera rossa. Finora, però, si trova in debito, perché nei primi 60 minuti non c'è stata alcuna interruzione, a conferma di quanto il lavoro al simulatore sia fondamentale. Preparare il weekend al simulatore ha consentito ai piloti di fare un passo avanti, anche se non potevano aspettarsi la risposta reale che poi hanno avuto dalla pista. A stupire è stato infatti il livello di grip, decisamente alto fin dai primi giri. Le formule propedeutiche che hanno girato in precedenza e i test di Formula 3 delle scorse settimane — senza dimenticare il lavoro di pulizia profonda effettuato con idropulitrici ad alta pressione — hanno gommato l'asfalto ed eliminato lo sporco, la polvere dei lavori e i residui oleosi tipici di un manto nuovo. Ciò ha sicuramente aiutato i piloti a prendere confidenza con il tracciato, pur preferendo non spingere oltre il limite in attesa delle prossime sessioni.
A spingere e a migliorarsi sempre di più con la mescola soft sono stati i due piloti della Mercedes, che riprendono esattamente da dove avevano lasciato pochi giorni fa a Monza, ma in posizioni invertite. Il miglior tempo della FP1 è stato infatti siglato da George Russell in 1:34.077, ottenuto con una soft usata per più di 7 giri, davanti a Kimi Antonelli staccato di quasi tre decimi. Seguono a distanza ravvicinata le due Ferrari che, tuttavia, hanno espresso il loro potenziale migliore con le medie, non riuscendo a migliorarsi con la mescola più soffice della Pirelli. Charles Leclerc ha fermato il cronometro sull’1:34.536, rifilando a Lewis Hamilton 84 millesimi. I due, tuttavia, stavano girando con specifiche di motore diverse: il britannico era in azione con la power unit ADUO 2, mentre il monegasco utilizzava la versione ADUO 1. Si tratta di una scelta conservativa presa dalla Scuderia: anche se il motore aggiornato di Leclerc usato a Monza è salvo dopo l’incidente alla Parabolica, a Maranello hanno preferito non rischiare quella specifica per dargli modo di girare e accumulare chilometri in serenità.
Tornare su una pista cittadina, poco energivora e con una ridotta dipendenza dai cavalli endotermici — l’opposto di Monza, in poche parole — ha permesso alla Ferrari di tornare a dire la sua. Le percorrenze in curva sono il punto di forza della SF-26, scesa in pista con un piccolo intervento di affinamento alla sospensione posteriore: nello specifico, una riprofilatura della carenatura del braccio posteriore del triangolo superiore. Una modifica contenuta ma efficace, che permette di adattare meglio l'incidenza complessiva e la distribuzione del carico lungo l'apertura, garantendo un beneficio in termini di carico locale. Anche in casa Mercedes sono state portate piccole novità. All’ala posteriore è stata ridotta l'apertura dell'aletta centrale montata sopra il flap principale, diminuendo la resistenza e il carico locale in un rapporto idoneo per l'efficienza (L/D) richiesta a Madrid. Inoltre, seguendo la scuola di Maranello, è stata apportata una modifica allo scarico soffiato della W17, con l’aggiunta di un'aletta supplementare posta dietro al terminale per incrementare la deviazione del flusso dei gas e generare carico e resistenza ottimali.
Nonostante si tratti di un circuito cittadino e la RB22, come la sua antenata, fatichi ad assorbire adeguatamente il passaggio sui cordoli, Max Verstappen piazza la sua Red Bull in quinta posizione con sei decimi e due millesimi di ritardo da Russell. Ad aiutare l’olandese nella costruzione del ritmo, sessione dopo sessione, sono arrivati alcuni aggiornamenti volti ad affinare l’affidabilità del pacchetto. Proseguendo il lavoro iniziato a Monza, il soffietto (gaitor) nuovo e più robusto ha guadagnato delle alette a valle delle carenature delle sospensioni per recuperare il carico perso nelle prime gare, mantenendo al contempo sigillata la carrozzeria attorno alle ruote. È stata inoltre apportata una modifica geometrica tra fondo e telaio: sotto flessione, il laminato e le forme sono stati rivisti per eliminare il deterioramento della struttura e delle superfici aerodinamiche, riducendo le tensioni locali. Ancora in pista, in sostituzione dell’infortunato Isack Hadjar, c'è Liam Lawson, che ha staccato il decimo tempo. Sesto Lando Norris e ottavo Oscar Piastri, entrambi su una MCL40 che presenta un maggior numero di elementi supplementari sull'ala posteriore per migliorare il condizionamento dei flussi diretti verso il profilo principale e il flap. In top ten si inseriscono anche Arvid Lindblad e Nico Hülkenberg, rispettivamente con il settimo e il nono crono.
Undicesimo Gabriel Bortoleto, che precede Esteban Ocon, Franco Colapinto, Pierre Gasly, Fernando Alonso, Oliver Bearman, Carlos Sainz, Yuki Tsunoda, Lance Stroll, Alexander Albon, Sergio Pérez e Valtteri Bottas.
George Russell sets the benchmark 🎯
— Formula 1 (@F1) September 11, 2026
Let's take a look at the full FP1 classification! ⏱️⬇️#F1 #SpanishGP pic.twitter.com/BLDCZFRr10