F1, GP Canada 2026. Doppietta ma non basta: la Mercedes vuole di più. Ferrari contiene i danni nella sprint qualifying

F1, GP Canada 2026. Doppietta ma non basta: la Mercedes vuole di più. Ferrari contiene i danni nella sprint qualifying
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A Toto Wolff la doppietta colta nella sprint qualifying del Gran Premio del Canada 2026 di Formula 1 non basta: va bene la prima fila, ma il distacco non è sufficiente. La Ferrari, dal canto suo, contiene i danni su una pista non necessariamente favorevole
23 maggio 2026

L’appetito vien mangiando, e Toto Wolff è ingordo. Dopo la sprint qualifying del Gran Premio del Canada 2026 di Formula 1, il CEO e team principal della Mercedes non è parso per nulla soddisfatto della performance offerta sul giro secco dalla W17. La doppietta totalizzata da George Russell e Andrea Kimi Antonelli non basta, perché il distacco non è sufficientemente elevato se rapportato all’adozione del primo, massiccio pacchetto di aggiornamenti studiato dai tecnici di Brackley.

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Il deficit accusato dalla concorrenza è di circa tre decimi, più o meno la stessa entità vista a Miami. Occasione in cui, però, la Mercedes si trovava in una posizione di svantaggio nella corsa agli aggiornamenti. C’è probabilmente ancora qualcosa da affinare in termini di bilanciamento dopo l’upgrade, e un weekend con il format della Sprint non facilita assolutamente il compito. Resta il fatto che entrambi i talenti di casa Mercedes sono risultati particolarmente efficaci nel terzo settore, che premia il motore.

Ma la McLaren, prima inseguitrice della Mercedes a parità di motori, resta comunque indietro, probabilmente anche per via di un certo nervosismo da parte della MCL40. Una monoposto che, dopo il corposo aggiornamento di Miami, vede altre novità, dalla zona a Coca Cola al fondo, passando per un’ala anteriore che, però, è stata scartata dopo l’unica, caotica sessione di prove libere dell’intero weekend. Serve più tempo, e a Montréal a disposizione ce n’è ben poco, anche volendo contare la Sprint come una simulazione di uno stint di gara.

A prevalere nella sfida interna in casa Mercedes è stato George Russell, che aveva bisogno come l’aria che respira di un risultato positivo, dopo un weekend in cui era stato preso ripetutamente a schiaffoni dal compagno di squadra. La differenza – 68 millesimi – è marginale. Antonelli ha pasticciato nella SQ3, sottovalutando l’importanza di un giro di preparazione e andando a sporcare le prime due curve del secondo tentativo. Un terzo settore da urlo, in cui è riuscito a sfruttare al meglio l’energia centellinata altrove, non ha compensato l’esitazione dell’inizio della tornata e qualche sbavatura anche tra curva 8 e curva 9.

Il vero nodo per la Mercedes arriverà al pettine nella Sprint di domani, con la partenza della Sprint. Come ha confermato Antonelli nella media session cui abbiamo partecipato ieri, la Mercedes è intervenuta sia lato hardware – con interventi al paddle – che software per evitare di scivolare nuovamente all’abbrivio. Non è un cruccio della Ferrari, che tutto sommato esce dalla sprint qualifying con un risultato incoraggiante, soprattutto viste le circostanze.

La sofisticata Ferrari SF-26 è riuscita almeno parzialmente a sopperire alle mancanze a livello di potenza del motore che in Canada, visto il layout della pista, non possono che farsi sentire. Ma a Montréal è mancato qualcosa anche in termini di percorrenza in curva. E riemerge un problema che pare essere sopravvissuto al terremoto del nuovo regolamento tecnico: la difficoltà nel mostrare una progressione nel corso delle qualifiche.

Con il passaggio alle rosse a SF-26 ha faticato a generare il giusto grip, anche nelle mani di un Lewis Hamilton apparso efficacissimo fino a quel momento. Il sette volte campione del mondo ama il Circuit Gilles Villeneuve, e si vede soprattutto nel modo in cui è in grado di pennellare le prime due curve con un’efficacia senza sforzi. Se non avesse commesso un errore in curva 10 nella SQ3, Hamilton avrebbe potuto proiettarsi più avanti. Lui, nel frattempo, ribadisce di aver fatto meglio senza il simulatore.

Non avrebbe potuto fare molto di più, invece, Max Verstappen. A una settimana dalla dolorosa vittoria sfumata alla 24 Ore del Nürburgring, il quattro volte campione del mondo si ritrova destabilizzato da un problema che lo affligge da inizio anno. Scalando le marce, la RB22 tende a scomporsi in maniera contenuta -ma subdola -al posteriore, in una maniera che non consente a Verstappen di impiegare al meglio il suo peculiare stile di guida. Lu si che avrebbe qualcosa da recriminare davvero, a differenza del famelico Toto Wolff.

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