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Ci siamo. Dopo due settimane di pausa, la pista torna a essere protagonista. La Formula 1 è infatti tornata in azione per il Gran Premio del Canada 2026, quinto appuntamento stagionale. Per la prima volta a Montreal, dopo la cancellazione dell’evento nel 2020 che avrebbe dovuto segnarne il debutto assoluto, ha fatto il suo esordio il formato Sprint. E quando il sabato c’è la mini-gara da 100 km, significa solo una cosa: una singola sessione di prove libere. A questo giro, però, la durata è stata estesa con i “minuti di recupero”, proprio come nelle partite di calcio.
Foto copertina: ANSA
Con un programma estremamente fitto, i team hanno richiesto un’estensione della FP1 per poter collezionare i dati necessari a preparare il resto del weekend, e la Federazione ha deciso di concedere loro venti minuti in più. Il motivo è legato alle bandiere rosse che hanno stoppato la sessione. La prima è stata esposta per la Racing Bulls di Liam Lawson, rimasta piantata lungo la pista a causa di un problema alla power unit Red Bull Ford Powertrains. La seconda è scattata per l’incidente di Alexander Albon in uscita dalla curva 6-7. L’impatto violento con le barriere ha danneggiato l’ala anteriore e quella posteriore, oltre ai braccetti della sospensione. A causare la carambola è stata una marmotta presente, come spesso accade, sul tracciato che sorge sull’isola artificiale di Notre-Dame. Per evitare di mandare in onda immagini cruente, la regia internazionale ha opportunamente deciso di non mostrare la dinamica dell’incidente mentre era in vigore la bandiera rossa e Albon veniva trasportato con la medical car al centro medico del paddock. Il pilota sta bene e ha seguito dal box il lavoro dei colleghi.
Una terza bandiera rossa è stata esposta nel finale della FP1, quando Esteban Ocon ha impattato contro le barriere danneggiando pesantemente il muso della sua VF-26. I detriti hanno costretto la direzione gara a fermare l’azione per consentire ai marshal di pulire la pista, mentre il francese – che non verrà appiedato nel corso della stagione, come ha chiarito con toni coloriti Ayao Komatsu – è rientrato in pit-lane per sostituire l’elemento danneggiato e tornare in pista. Ocon dovrà anche presentarsi dagli steward perché, alla bandiera a scacchi, ha lasciato la pit-lane per le prove di partenza con il semaforo rosso. Non è stato l’unico a finire sotto la lente d’ingrandimento dei commissari: la Ferrari dovrà infatti pagare 1.000 euro di multa per un eccesso di velocità in pit-lane di Charles Leclerc, che ha transitato a 96,3 km/h e non 80 km/h come consentito dal regolamento.
Parliamo ora di com’è andata questa prima e unica sessione in termini di prestazioni. A chiudere con il miglior tempo è stato Andrea Kimi Antonelli, capace di fermare il cronometro sull'1:13.402. L’italiano ha trovato fin da subito un ottimo feeling con questo tracciato stop-and-go, estremamente provante per gomme e freni. Non si può dire lo stesso del compagno di squadra George Russell, secondo con 142 millesimi di distacco. Il britannico ha faticato nella gestione delle curve veloci, come dimostrato da un lieve contatto, senza conseguenze, con le barriere. Il lavoro per lui è ancora tanto, esattamente come per la Ferrari. La Mercedes questo weekend ha portato importanti aggiornamenti sulla W17, mentre la Scuderia ha preferito analizzare su una pista così esigente per i motori – chiaro deficit della SF-26 – il comportamento della vettura, per poi ottimizzare al meglio il pacchetto attuale.
Lewis Hamilton ha siglato il terzo tempo in 1:13.544, a 142 millesimi dal bolognese, con il monegasco quarto a quasi un secondo. Come dichiarato da Antonelli e Leclerc, non è una gara a chi porta più aggiornamenti, ma a chi riesce a sfruttarli al meglio, proprio come fatto da Red Bull e McLaren nello scorso appuntamento a Miami. Dopo l’esperienza alla 24 Ore del Nürburgring, conclusasi come un incubo a causa della rottura dell’albero di trasmissione sulla Mercedes-AMG GT3 EVO numero 3 a tre ore dalla fine – che ha fatto sfumare una vittoria quasi certa –, Max Verstappen è tornato a bordo della sua RB22. Anche a Montreal la Red Bull ha introdotto delle novità, e l’olandese si è piazzato quinto, davanti alle due MCL40 di Lando Norris e Oscar Piastri.
Ottavo tempo per Arvid Lindblad, che precede Nico Hülkenberg e l’Aston Martin di Fernando Alonso. Fuori dalla top 10 Gabriel Bortoleto, seguito da Isack Hadjar, Esteban Ocon, Alexander Albon, Carlos Sainz, Pierre Gasly, Lance Stroll, Liam Lawson, Oliver Bearman, Valtteri Bottas e Sergio Perez. Fanalino di coda, senza nemmeno un giro cronometrato all'attivo, Franco Colapinto, bloccato da un problema all’hardware della power unit Mercedes della sua Alpine.
In questa prima e unica sessione di libere, la Federazione ha inoltre testato un nuovo sistema di luci posteriori per il derating dell’MGU-K, ideato sulla base dei feedback ricevuti dai piloti durante i primi eventi della stagione. Il test introduce una codifica a colori per differenziare i vari stati dell'MGU-K: potenza non più massima, distacco completo (cut) e superclip. In precedenza, tutte queste condizioni venivano indicate da un unico pattern rosso lampeggiante. Per il resto del weekend si tornerà al sistema standard; i passi successivi verranno valutati in base ai feedback che squadre e piloti forniranno dopo l’appuntamento canadese.