Max Verstappen ha bruciato la vittoria alla 24h del Nürburgring 2026 con la sua aggressività?

Max Verstappen ha bruciato la vittoria alla 24h del Nürburgring 2026 con la sua aggressività?
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È stata l'aggressività di Max Verstappen a costare ala Mercedes-AMG GT3 Evo n. 3 la vittoria della 24 Ore del Nürburgring 2026?
19 maggio 2026

È stata l’aggressività di Max Verstappen a costare la vittoria della 24 Ore del Nürburgring al suo equipaggio? Vedendo Dani Juncadella riportare la sua zoppicante Mercedes-AMG GT3 Evo n.3 ai box, alcuni hanno nutrito questo sospetto. Che una corsa di durata possa avere un epilogo crudele è nell’ordine delle cose. Basti pensare al successo sfumato all’ultimo giro per Toyota alla 24 Ore di Le Mans nel 2016. La TS050 Hybrid aveva resistito per un giorno intero in pista, prima di ammutolirsi per un problema alla linea di connessione che collegava il turbocompressore e l’intercooler nel corso dell'ultimo giro.

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È vero che le LMP1 come la TS050 erano prototipi complessissimi, talmente sofisticati da rivelarsi molto fragili, nonostante la spasmodica ricerca della prestazione da parte degli ingegneri. O forse proprio per quello. Il discorso è diverso per le GT3 che animano la Nordschleife nel mezzo di una bolgia in pista che vede vetture di categorie molto diverse tra loro. Il rischio al Nürburgring non risiede nell’affidabilità dei componenti in sé, ma dall’usura del materiale in termini prettamente meccanici.

Correre per 24 ore filate è una sfida di per sé. Ma diventa ancora più complicata se si aggiunge il carattere spiccato, peculiare della Nordschleife. Oltre 20 chilometri di personalità, con saliscendi e asperità il cui effetto è immediatamente intuibile dagli on-board. Sono caratteristiche, queste, che implicano una sollecitazione più elevata di base, a prescindere dallo stile di guida. E a questo va aggiunto anche l’uso dei cordoli, indispensabile per perfezionare alcuni doppiaggi su una pista così stretta.

Il problema all’albero della trasmissione che ha spezzato il sogno di Verstappen, Juncadella, Lucas Auer e Jules Gounon è difficilmente riconducibile a un singolo episodio. È il frutto di ripetute sollecitazioni nell’arco dele 21 ore precedenti alle vibrazioni sinistre che hanno subito fatto capire a Juncadella che la situazione era molto seria. La domanda è se questi sforzi possano essere stati amplificati dalla guida spregiudicata di Max.

“L’albero della trasmissione era nuovo di zecca e nelle ultime sei o sette ore abbiamo guidato con grande cautela, visto che eravamo in un’ottima posizione e non era necessario correre rischi. Non abbiamo abusato dei cordoli. Siamo stati molto attenti. E poi è successo quello che è successo”, ci ha spiegato Juncadella a caldo, mentre la sua Mercedes-AMG GT3 Evo ferita languiva accanto ai noi nel suo garage. In effetti, la posizione favorevole della vettura, sempre nelle prime posizioni sin dall’inizio della gara, invitava alla calma.

Ma Verstappen non sa nemmeno cosa sia, la calma. Gli on-board del quattro volte campione di Formula 1 nella notte dell’Eifel erano spaventosi. Verstappen si è lasciato guidare dal suo istinto sfruttando ogni minimo varco per sbarazzarsi dei doppiaggi nella maniera più efficace possibile, andando a sfruttare le vetture meno prestazionali come limiti fisici del suo coraggio. È andato vicino al contatto, così come ha rischiato moltissimo finendo nell’erba a inizio corsa. È il suo modo intuitivo, grezzo, di approcciare le corse, a prescindere dal mezzo.

Ma osare è una parte importante della ricetta per avere successo alla 24 Ore del Nürburgring, come spiega Mirko Bortolotti, secondo al traguardo con la sua Lamborghini Huracan. La differenza sostanziale rispetto alle altre gare di durata è la mancanza di neutralizzazioni con Safety Car o ful-course yellow. Le opportunità di fare un salto in avanti con la strategia sfruttandole sapientemente non ci sono. “Se non osi, non porti a casa niente”, ha sottolineato Bortolotti. Bisogna spingere per evitare una perdita di terreno costosa, soprattutto a inizio corsa, prima che la situazione si stabilizzi. 

E se la Mercedes-AMG GT3 Evo n.3 era nella posizione per poter seriamente lottare per la vittoria è anche merito di Verstappen, che nel corso di un sontuoso stint notturno ha recuperato 20 secondi a Maro Engel sulla gemella n. 80 e si è sbarazzato di lui. Max ha contribuito fattivamente a portare il suo equipaggio nella condizione perfetta per una sofferenza incredibile. Ma attribuire alla sua eccessiva aggressività il ritiro vuol dire vedere solo una parte di questa equazione. A volte le corse di durata tolgono semplicemente tutto senza che ci sia una spiegazione univoca. E anche questo è parte del loro fascino.

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