BMW M3 CS “Handschalter”: l’ultima G80 celebra il cambio a sei marce e la trazione posteriore

BMW M3 CS “Handschalter”: l’ultima G80 celebra il cambio a sei marce e la trazione posteriore
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BMW chiude il ciclo della M3 G80 con una serie speciale CS “Handschalter” destinata al Nord America: cambio manuale a sei rapporti, trazione posteriore pura e alleggerimento fino a 75 libbre rispetto alla M3 standard. Un tributo agli appassionati del “three-pedal driving”, prima del passaggio alla nuova generazione
19 maggio 2026

La BMW M3 G80 si avvia verso il suo canto del cigno con una delle versioni più simboliche e controcorrente degli ultimi anni: la M3 CS “Handschalter”. Una sigla che, come suggerisce il termine tedesco, indica la presenza del cambio manuale, elemento sempre più raro nel panorama delle sportive moderne. La novità più importante è proprio questa: per la prima volta una M3 CS rinuncia al cambio automatico e alla trazione integrale xDrive, adottando esclusivamente un sei marce manuale e la trazione posteriore. Si tratta di un’edizione limitata pensata per il mercato nordamericano, che rappresenta di fatto l’ultima evoluzione della generazione G80 prima del cambio di paradigma della gamma Serie 3, attesa nei prossimi anni con una forte elettrificazione. La vettura nasce come una “driver’s car” pura, più focalizzata sull’esperienza di guida che sulla prestazione assoluta.

La M3 CS Handschalter non è solo una versione speciale, ma un vero e proprio addio alla generazione G80 della BMW M3. BMW ha scelto di celebrare la fine del ciclo produttivo con un modello che richiama le origini del marchio M: cambio manuale, trazione posteriore e impostazione analogica. Il progetto si inserisce nella tradizione delle CS (Competition Sport), ma per la prima volta rompe uno schema consolidato. Le precedenti M3 CS erano sempre state abbinate al cambio automatico e alla trazione integrale. In questo caso, invece, la filosofia cambia radicalmente: meno elettronica, più coinvolgimento, in un contesto in cui il mercato globale si sta spostando verso trasmissioni automatiche e sistemi ibridi o elettrificati.

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Motore, prestazioni e alleggerimento

Sotto il cofano resta il noto sei cilindri in linea 3.0 litri biturbo S58, nella sua configurazione da circa 473 CV e 650 Nm (valori che possono variare leggermente a seconda dell’omologazione e dei mercati). La potenza viene scaricata esclusivamente sulle ruote posteriori attraverso il cambio manuale a sei rapporti, elemento che ridisegna completamente il carattere della vettura. BMW ha lavorato anche sul peso: la M3 CS Handschalter risulta più leggera di circa 34 kg rispetto alla M3 standard, grazie all’uso estensivo di fibra di carbonio, componenti alleggeriti e soluzioni derivate dai modelli più estremi della gamma M. Le prestazioni restano comunque di alto livello: lo 0-100 km/h si attesta intorno ai 4 secondi, con una velocità massima limitata elettronicamente fino a circa 290 km/h con pacchetto M Driver’s Package. Tuttavia, l’obiettivo non è la pura accelerazione, quanto il piacere di guida e la connessione diretta tra conducente e vettura.

La BMW M3 CS Handschalter sarà prodotta in serie limitata e destinata principalmente al mercato di Stati Uniti e Canada, confermando una strategia sempre più mirata di BMW M nel creare versioni “regional special” per gli appassionati più puri. Il prezzo di partenza si colloca sopra i 100.000 dollari, posizionandola in una fascia da collezione. Questa versione rappresenta anche un segnale chiaro del futuro: il manuale sta diventando sempre più raro, e lo stesso CEO di BMW M ha lasciato intendere che la sua sopravvivenza sarà limitata nel tempo. In questo contesto, la M3 CS Handschalter diventa non solo un’auto sportiva, ma un simbolo di chiusura di un’epoca, quella delle berline sportive completamente analogiche. Con la nuova generazione Serie 3 all’orizzonte, sempre più orientata verso elettrificazione e sistemi avanzati di assistenza, questa M3 CS manuale potrebbe essere ricordata come l’ultima vera M3 “da guidare” nel senso più classico del termine.

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