17 maggio 2026
- ore 15:16
24h Nürburgring: Verstappen tradito dalla Mercedes, vince Engel e l'Italia capitalizza il resto del podio
Poteva e doveva essere la 24 Ore del Nürburgring di Max Verstappen. Una
gara che ha bramato per diverso tempo e, finalmente, gli astri si erano
allineati per consentirgli di correre sul Nordschleife. Tutto è stato
curato nei minimi dettagli, con una preparazione che ha origini lontane; la
prima mossa è stata quella di lavorare al simulatore per trovare la vettura
perfetta per le incognite dell’Inferno Verde. E la scelta è ricaduta sulla
Mercedes-AMG GT3 EVO, la stessa che l’ha tradito a poche ore dal traguardo.
Il bello delle gare endurance è tutto qui. Può accadere letteralmente di
tutto: una frazione di secondo e il mondo può ribaltarsi, trasformando un
sogno in un incubo. Le incognite da gestire sono tantissime a causa di
condizioni climatiche estremamente mutevoli tra il giorno e la notte; con
un meteo rigido e piovoso come quello di questo weekend all’Inferno Verde,
era veramente come camminare su saponette bagnate. Senza contare lo sforzo
fisico e mentale: bisogna restare lucidi e, per farlo, è necessario
sfruttare ogni attimo di pausa per riposare. Ma come si fa sapendo che, in
contemporanea, i tuoi compagni di equipaggio sono lì fuori e stanno
cercando di portare la vettura al traguardo? È proprio nei loro confronti,
e di tutto il team che supporta le operazioni in pista, che si avverte il
peso più grande: quello della responsabilità. In tutto questo, Max
Verstappen è stato magistrale con un primo stint che l’ha visto
particolarmente aggressivo, in pieno stile Verstappen. Qui al Nürburgring
ha trovato pane per i suoi denti, ma il quattro volte campione del mondo,
alla sua prima esperienza endurance a bordo di una GT3 e su una pista
ostica come quella del Nordschleife, ha bagnato il naso a piloti che hanno
alle spalle decenni di partecipazioni a questo appuntamento iconico del
motorsport.
Aggressivo, forse un po’ troppo considerando che si tratta di una gara di
24 ore dove tutto può succedere. Ha siglato vari contatti, come quello
nello stint notturno con Maro Engel a bordo della vettura gemella gestita
da Winward Racing, ma non è stata la sua zampata a mettere fine al sogno.
Mancavano poco più di quattro ore quando Daniel Juncadella, con cui ha
condiviso l’abitacolo insieme a Lucas Auer e Jules Gounon, ha avvertito
delle strane vibrazioni. Poi la sentenza, una volta rientrato ai box:
problema all’albero della trasmissione. La vittoria che stavano assaporando
i membri dell’equipaggio della numero 3, in testa dal cuore della notte, è
sfumata in un battibaleno, perché un problema del genere non è facilmente
risolvibile. Eppure, un piccolo miracolo sportivo è avvenuto: i meccanici
hanno dato ogni restante energia dopo ventiquattro ore in pista,
consentendo a Daniel Juncadella di ripartire per il suo stint e chiudere 38esimo. È finita
così, anzitempo, la gara di Max Verstappen, che avrebbe dovuto completare i
due stint finali per portarsi fin sotto la bandiera a scacchi.
A tagliare il traguardo in prima posizione è stata comunque una Mercedes,
la numero 80 del team Team Landgraf / Ravenol con Maro Engel, autore
dell'ultimo stint, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin. Splendida
gara soprattutto nelle fasi notturne, quando Engel ha tenuto dietro di sé
un Max Verstappen particolarmente aggressivo, fino a una sbavatura che è
costata all'olandese la leadership. L’Italia capitalizza il resto del
podio. Secondo posto per la Lamborghini Huracán GT3 EVO2 del Red Bull Team
ABT, con Luca Engstler, Patric Niederhauser e Mirko Bortolotti che ha
portato la #84 al traguardo. Chiude il trittico del Nordschleife l'Aston
Martin Vantage AMR GT3 EVO di Walkenhorst Motorsport con Christian Krognes,
Nicki Thiim, Felipe Fernandez Laser e Mattia Drudi, che ha completato
l'ultimo stint della #34.