"Mi divertirò comunque a guidare lì, solo non in F1": il toccante addio di Verstappen a Zandvoort col casco speciale

"Mi divertirò comunque a guidare lì, solo non in F1": il toccante addio di Verstappen a Zandvoort col casco speciale
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A pochi giorni dall'ultimo GP d'Olanda a Zandvoort, Max Verstappen svela il casco omaggio per la sua "last dance" e saluta i suoi tifosi: "Mi godrò ogni attimo"
14 agosto 2026

La Formula 1 si prepara a riaccendere i motori dopo la sosta estiva, e lo fa per celebrare un appuntamento carico di significato e malinconia. Il Gran Premio d'Olanda 2026 segna infatti la resa dei conti con la storia: per il circuito di Zandvoort è l'ultimo ballo nel calendario iridato. Una pista leggendaria, stretta tra le dune del Mare del Nord, rientrata con coraggio nel Circus e capace di ridefinire gli standard dell'intrattenimento nel motorsport moderno, ma destinata ora a salutare la massima categoria.

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Per Max Verstappen non sarà una gara come le altre. L'idolo di casa, spinto da una marea arancione che per anni ha trasformato le tribune in un'arena infuocata, ha deciso di celebrare la sua "last dance" casalinga con un casco dal design unico, pensato per rendere omaggio al suo pubblico. Un pezzo unico che racchiude il legame viscerale tra il quattro volte campione del mondo e la sua gente.

Nonostante il peso dell'addio, lo spirito del pilota olandese rimane lucido e orientato al presente, consapevole del valore simbolico di questo fine settimana, ma con lo sguardo già rivolto alle dinamiche della pista. "Sì, voglio dire, ovviamente lo sappiamo già da un po'", ha spiegato Verstappen commentando l'addio di Zandvoort dal calendario della Formula 1. "È il mio Gran Premio di casa, quindi sicuramente me lo godrò molto. Spero, almeno alla guida! Spero un po' di più rispetto all'Ungheria, almeno. Ma sì, sarà fantastico rivedere i tifosi".

Il ridimensionamento del calendario non cancella tuttavia il valore di un tracciato Old School che ha saputo regalare spunti tecnici unici, dai banking inclinati alle staccate cieche, costringendo ingegneri e piloti a trovare compromessi d'assetto estremi e poco convenzionali. Un patrimonio sportivo e umano che, per Max, travalica i confini della sola F1. "Ok, non avremo un Gran Premio di Formula 1 lì, ma ci sono molte altre serie che corrono ancora su quel circuito, e se si vuole organizzare un track day, la pista non sparirà. Quindi, per quanto mi riguarda, mi divertirò comunque a guidare lì, solo non in Formula 1, ma va bene così. Voglio solo godermelo con i tifosi".

Riconoscimento e gratitudine sono le parole d'ordine per un fine settimana che promette di trasformarsi in una grande festa collettiva, celebrando un modello organizzativo che ha fatto scuola nell'era moderna del Circus. "È incredibilmente impressionante quello che hanno fatto per riportarlo in vita, e penso che, quando hanno ospitato il primo Gran Premio, sia stato un ottimo esempio per molti altri Gran Premi su come organizzare e intrattenere. Quindi, sì, è un peccato, ma d'altra parte, la pista è ancora lì e sono sicuro che farò altri giri lì. Quindi, è così".

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