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Chi sono i promossi e i bocciati di Baku? Scopriamolo insieme, sfogliando le pagelle del Gran Premio dell'Azerbaijan 2026 di Formula 1.
Antonelli torna umano e Russell torna… Russell. L’inglese in qualifica domina, anche se manca il confronto con il compagno di squadra, o forse proprio per questo, non lo sapremo mai, e in gara non sbaglia niente: allunga gradualmente e gestisce perfettamente partenza e ripartenze, anche se nel finale sente la pressione di Verstappen e per poco non resta beffato. Comunque una vittoria che ci voleva, per il morale prima ancora che per la classifica: voto 9, senza avversari(o).
Alle sue spalle come detto un Verstappen che è il solito cagnaccio rognoso: parte indietro per un problema tecnico e anche se nella prima parte di gara è in difficoltà con le gomme, rimonta comunque come un fulmine. In squadra fanno invertire le posizioni ma poi si pianta, finché Piastri gli lascia pista libera. A quel punto, dopo l’ultima ripartenza, fiuta la vittoria e si mette a caccia. Non riesce nell’impresa per poco, ma è sempre lui: voto 9, è sempe Max attack.
Splendido terzo, ma poteva essere anche qualcosa di più, Hadjar: di rientro dopo tre gare di stop per un infortunio, a Baku ha dato l’impressione di averne perfino di più del suo celebrato compagno di squadra. Il francese è veloce ma anche sveglio, capisce che non è il caso di fare team radio polemici e collabora, non senza un filo di ironia, ma fa capire che stavolta poteva toccare a lui il ruolo di prima punta. Voto 10, fenomeno.
Solo 4° un Leclerc che aveva illuso con un giro perfetto in qualifica, ma in gara capisce subito di non avere il passo, prova anche a difendersi ma non ce n’è per finire a podio. Un altro fine settimana dove purtroppo sa di avere dato tutto e portato a casa molto meno di quel che meriterebbe. E la Ferrari sembra sempre più una prigione dorata. Voto 8 per l’impegno, voto che ormai intristisce anche noi dargli ogni volta.
Buon 5° Antonelli, che dopo la castroneria in qualifica in gara punta per sua stessa ammissione più che altro ad arrivare in fondo, prendere un po’ di punti e voltare pagina, piuttosto che rischiare uno zero in casella. È forse la prima volta che l’italiano corre pensando al titolo, e stavolta ha fatto bene. Certo però che quella sospensione aperta in Q1… Voto 6, può capitare anche ai migliori.
Alle sue spalle un Hamilton che giustamente si lamenta con e della squadra per come sono state gestite le qualifiche (perché a lui nessuna scia?), ma alla fine in gara cambia poco perché quello è il livello dell’auto… L’inglese in realtà corre bene e massimizza il potenziale. Voto 7, anche quest’anno si punta sul prossimo anno, ma il suo tempo in F1 non è infinito.
Splendido 7° Lindblad, che beffa Ocon nel finale e rinviene bene dopo essere partito 15°, complice il disastro Alpine dove ci mette del suo mandando in testacoda il compagno Lawson, ma con un risultato così siamo sicuri che ai box l’hanno già perdonato. Voto 8, in Red Bull serve una terza macchina.
Voto 7,5 comunque a Ocon, veloce in qualifica e in gara, dove corre con grinta ma anche maturità. Nel finale perde la volata con Lindblad ma onestamente con un rettilineo così lungo poteva far ben poco. Potrebbe essere il suo ultimo anno in F1, gli auguriamo di goderselo fino in fondo.
E voto 7 a Bearman, che torna a punti dopo una serie di gare sfortunate, anche se a Baku il compagno di squadra gli sta davanti. Certo le difficoltà tecniche della Haas non lo aiutano a mettersi in luce.
A punti Sainz, che era entrato anche in Q3 salvo penalità, ma in gara è bravo a tornare a punti, seppure grazie agli errori altrui. La Williams rinnovata sembra un oggettivo passo avanti, anche se non basta per togliersi vere soddisfazioni. Da rivalutare su una pista più tradizionale, intanto voto 7 allo spagnolo.
Fuori dai punti, voto 7,5 di solidarietà a Gasly, vittima innocente del compagno di squadra: peccato perché il francese si era qualificato bene e stava correndo con la solita tenacia, portando a casa un buon risultato per il team. Poi una saetta rosa e azzurra sulla sua sinistra lo ha travolto.
La saetta in questione è Colapinto, autore di un errore di valutazione clamoroso. Non si capisce davvero dove pensasse di frenare vista la differenza di velocità. Forse era al cellulare. Norris giustamente furioso ha chiesto la squalifica per errori del genere e forse non ha tutti i torti. Voto 3, avevamo appena finito di celebrare la sua raggiunta maturità….
Voto 5 però anche a Norris, molto meno perfetto del solito a Baku: in qualifica parte dietro per un suo errore e anche in gara prima arriva lungo ad una chicane e perde quindi, poco dopo, la posizione su Hamilton e quindi va lungo alla prima curva. Prima del ritiro - per il quale non ha colpe - un festival degli errori che non è da lui.
In tutto ciò, stava finalmente tornando a brillare Piastri, che però rovina tutto mentre era splendido secondo con un “lungo” in curva uno mentre non aveva nemmeno la pressione di Verstappen particolarmente vicino. Un black out mentale che ha ricordato altri epidosi nella seconda metà della scorsa stagione che alla fine gli sono costati il titolo. Voto 5 anche per lui: forse il problema non è solo l’adattamento alle nuove monoposto.