F1, "Senza simulatore mi sento meglio": Hamilton lancia la sfida ai computer e ritrova la sua Ferrari nelle qualifiche Sprint del Canada

F1, "Senza simulatore mi sento meglio": Hamilton lancia la sfida ai computer e ritrova la sua Ferrari nelle qualifiche Sprint del Canada
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Lewis Hamilton chiude al quinto posto le qualifiche Sprint a Montreal e ritrova il sorriso. Il sette volte campione del mondo racconta la svolta tecnica sulla sua Ferrari SF-26, nata rinunciando completamente alle sessioni virtuali a Maranello
23 maggio 2026

Il modo in cui Lewis Hamilton ha violentato i cordoli dell'ultima variante a Montreal ha ricordato i giorni migliori: una staccata profonda, cattiva, quasi d'altri tempi. Eppure il tabellone dei tempi delle qualifiche Sprint del Gran Premio del Canada dice quinta posizione, alle spalle della prima fila tutta d’argento firmata da George Russell e Kimi Antonelli, e della coppia McLaren. Ma per il sette volte campione del mondo, la sessione di Montreal ha comunque il sapore docle di una rinascita emotiva e tecnica.

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"Sì, probabilmente è la miglior sessione in qualifica che abbiamo avuto finora", ha confessato un Hamilton visibilmente rigenerato ai microfoni della F1. Dietro questo quinto posto c'è un lavoro profondo, quasi viscerale, portato avanti nel box Ferrari insieme alla sua squadra di ingegneri. Il venerdì canadese ha visto nascere un setup inedito, una scommessa meccanica coraggiosa che ha trasformato il comportamento della vettura. "Abbiamo fatto dei cambiamenti all'assetto che mi hanno fatto sentire benissimo, e poi abbiamo fatto qualche altra piccola modifica per le qualifiche. Le SQ1 e SQ2 stavano andando abbastanza bene, ma poi non so perché in SQ3 gli altri forse accendono un po' di più il motore. Però comunque sono contento di essere stato lì in lotta e mi sono divertito tantissimo oggi in pista".

La vera rivelazione, il dettaglio che profuma di romantico contropiede rispetto alla Formula 1 ipertecnologica di oggi, riguarda il modo in cui Lewis è arrivato a Montreal. Alla vigilia del weekend, il #44 aveva spento le voci su un presunto ritiro e aveva lanciato una provocazione: per preparare il Canada avrebbe snobbato il simulatore. Una scelta che, dati alla mano, ha pagato dividendi altissimi sul fronte delle sensazioni al volante. "Credo che, non avendo lavorato al simulatore, mi sia sentito meglio rispetto a ogni altro weekend quest'anno. Questa è la strada che abbiamo seguito per quest’anno”.

Nessuna preparazione virtuale, solo ore passate a spulciare la telemetria reale, a dialogare con i tecnici, a fidarsi dell'istinto e dell'esperienza. L'ottimizzazione della stabilità della vettura e la ricerca di un bilanciamento meccanico più sincero sono nate così, rifiutando i dogmi dei computer per abbracciare la sensibilità umana. "Abbiamo lavorato davvero tanto, abbiamo analizzato i dati dell'ultima settimana e ho trovato questo molto più utile. Abbiamo trovato più benefici, congelato il sollevamento, senza lasciarci distrarre. Ho trovato anche l'ottimizzazione della stabilità della macchina e il bilanciamento meccanico, scegliendo poi un assetto che non avevamo mai usato finora”. Una metamorfosi che potrebbe non essere solo un fuoco di paglia canadese, ma la chiave di volta per il prosieguo del campionato. "Credo che questo abbia trasformato la macchina - conclude Hamilton con un sorriso che sa di promessa - per cui spero che questo sia anche un buon auspicio per i primi weekend".

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