"Non mi è piaciuta tanto": Toto Wolff gela la Mercedes dopo la prima fila nelle qualifiche Sprint in Canada. Ecco perché

"Non mi è piaciuta tanto": Toto Wolff gela la Mercedes dopo la prima fila nelle qualifiche Sprint in Canada. Ecco perché
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Nonostante la prima fila firmata Russell-Antonelli a Montreal, Toto Wolff non nasconde qualche perplessità sul nuovo pacchetto di aggiornamenti della W17: "Mi aspettavo uno o due decimi in più. La Sprint? Solo una baby gara, conta la domenica"
23 maggio 2026

A vederla da fuori, la fotografia delle qualifiche Sprint a Montreal racconta la solita, debordante dimostrazione di forza. Una prima fila tutta color dell’argento, con George Russell davanti e la gemma Kimi Antonelli lì a un soffio, appena 68 millesimi a certificare che la W17 dotata del nuovo pacchetto di aggiornamenti è, al momento, la macchina da battere sul tracciato intitolato a Gilles Villeneuve. Eppure, nel retrobox della Stella, l'aria non è quella dei giorni di festa assoluta. C'è una tensione costruttiva, quasi un'insoddisfazione cronica che fotografa perfettamente la mentalità di chi non vuole lasciare agli avversari nemmeno le briciole. Chi si aspettava un Toto Wolff radioso, con il sorriso stampato in faccia per una doppietta che blinda il sabato mattina canadese, si è dovuto scontrare con il realismo affilato del Team Principal austriaco.

Foto copertina: ANSA

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Ai microfoni di Sky Sport F1, Wolff ha subito smontato la narrazione di un dominio scontato. "Per oggi non mi è piaciuto tanto, ma vediamo domani", ha sentenziato freddamente l'austriaco. E quando gli è stato chiesto espressamente chi o cosa non lo avesse convinto in questa sessione d'apertura, la risposta è arrivata secca, senza giri di parole: "La nostra velocità". La prima fila è un fatto, certo, ma la fame di decimi racconta un'altra storia. Non è pienamente soddisfatto, Toto. La verità sta nei dati, nella telemetria e in quel margine sottile che, secondo lui, doveva essere più ampio, soprattutto considerando la bontà degli sviluppi portati in pista. "Perché è tutto nuovo e mi aspettavo un decimo, due decimi di più", ha ammesso con trasparenza, svelando i target ambiziosi fissati dagli ingegneri di Brackley.

La critica del manager non è una bocciatura, ma la consapevolezza che la concorrenza non è affatto distante e che quel margine di sicurezza è ancora tutto da costruire. "Dobbiamo essere contenti. È il primo secondo, ma non è un primo secondo con molto spazio. Come ho detto, Kimi andava veloce, ma ha sbagliato il suo giro". Un avvertimento chiaro, perché dietro l'apparente doppietta c'è il fantasma di una concorrenza che non ha raccolto tutto il potenziale a causa degli errori dei singoli piloti. Nelle retrovie la minaccia è concreta e ben identificata per la gara: "Le Ferrari e anche le McLaren, sono sempre queste tre squadre, anche Max, ma per oggi abbiamo il pacchetto più veloce, ma dobbiamo spingere domani".

Il fattore tempo, del resto, gioca un ruolo cruciale in questo weekend. Le novità tecniche sono state deliberate e montate sulle vetture soltanto nella mattinata, lasciando ai piloti l'unica sessione di prove libere – peraltro pesantemente frammentata dalle bandiere rosse – per trovare la quadra sul setup. Oltre all'aerodinamica, il weekend di Montreal ha visto il debutto di modifiche cruciali nella gestione dei sistemi ausiliari, con interventi significativi sull'elettronica e sulla frizione, pensati in particolare per ottimizzare le partenze di Kimi Antonelli. "Vediamo domani, abbiamo cambiato molto, sono piccole cose, ma sull'elettronica, le partenze che abbiamo fatto oggi sono solide, ma non straordinarie", ha spiegato Wolff, spegnendo i facili entusiasmi.

La mini-gara del sabato sarà il primo vero banco di prova, un prezioso test sulla corta distanza prima del vero obiettivo del weekend. "Facciamo altri test, domani è importante vedere come va in sprint, dopodomani è la gara che è importante, questa domani è una baby gara", ha concluso Toto. Ed è proprio dopo questa baby-gara che la nuova Mercedes dovrà dimostrare di saper correre più veloce anche dei dubbi del suo capo.

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