Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
La nuova era tecnica della Formula 1 è iniziata sotto il segno della Mercedes. Avevano cercato di nascondere la loro reale competitività nei test prestagionali in Bahrain, ma, arrivati in Australia, tutto il potenziale della W17 è emerso. Una superiorità che, per il momento, sarà difficile da arginare per i rivali — fin qui soprattutto Ferrari — e la conferma è arrivata anche in Cina. Se la Rossa non riuscirà a recuperare il deficit nel corso della stagione, la lotta al titolo potrebbe restare a Brackley tra George Russell e Andrea Kimi Antonelli. Uno scenario che non preoccupa Toto Wolff, che è stato chiaro: loro non sono come Nico Rosberg e Lewis Hamilton.
In Australia e in Cina la W17 si è imposta senza troppi problemi. Un vantaggio frutto non solo della power unit — e del tanto discusso rapporto di compressione del motore endotermico — ma anche dell’integrazione perfetta di tutti gli elementi. Un lavoro di fino su telaio, aerodinamica e meccanica che lascia poche speranze ai rivali, che per il momento non possono far altro che inseguire. Che la Mercedes avesse una marcia in più si era capito già nelle qualifiche di Melbourne, dove Kimi Antonelli aveva agguantato la prima fila nonostante non avesse il set-up ideale, a causa dell’incidente in FP3 che aveva distrutto la sua monoposto. E il risultato finale di Albert Park ha parlato chiaro, con una doppietta davanti alla Ferrari, che per ora si trova a rincorrere.
Se la Scuderia non dovesse recuperare terreno con il piano svelato da Frédéric Vasseur, e se Red Bull e McLaren non dovessero risolvere i loro problemi, la lotta per il titolo mondiale potrebbe restare circoscritta in casa Mercedes. Per il momento è George Russell a dettare il passo in classifica, grazie alla vittoria in Australia e nella Sprint di Shanghai, oltre al secondo posto alle spalle di Antonelli in Cina, dove l’italiano ha risposto al compagno di squadra vincendo la sua prima gara iridata. Tra i due, dunque, gli equilibri potrebbero cambiare già a Suzuka, prossimo appuntamento prima del lungo intervallo che porterà a Miami a maggio.
Le possibilità di vedere Antonelli già in lotta per il titolo sono alte, ma questo resta solo il suo secondo anno in Formula 1 e, come ha sottolineato Toto Wolff, è normale che nel suo percorso di crescita commetta ancora errori e non abbia una stagione costante: “deve tenere i piedi per terra”. Dall’altra parte del box c’è George Russell, che ha già accumulato otto anni di esperienza e sa muoversi perfettamente anche a livello politico, avendo convissuto per diverse stagioni con un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton.
Che il rapporto tra Antonelli e Russell possa incrinarsi non preoccupa, almeno per ora, Toto Wolff. Nessun rischio di rivivere una situazione simile a quella tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton, culminata nel 2016 con la rottura totale. “È una situazione completamente diversa: Nico e Lewis si conoscevano fin dai kart ed erano amici fin dall’inizio. Ma avevano sempre questa competizione anche a livello personale. Poi si è passati dall’amicizia alla rivalità e infine all’ostilità. Ed erano due personalità molto diverse”, ha dichiarato il team principal al termine della gara di Shanghai.
“Detto questo, bisogna accettare che i piloti sono qui per vincere gare e campionati. E nel momento in cui annusi quell’opportunità, inevitabilmente iniziano le manovre più aggressive. Questo è qualcosa che la squadra deve gestire. Entrambi, però, sono piloti cresciuti nel programma Mercedes: siamo stati responsabili del loro percorso fin dai kart e poi nelle monoposto. Per questo penso che la situazione sia diversa”.
L’hype attorno alla possibilità di vedere Antonelli in lotta per il titolo ha già acceso l’entusiasmo. Ma Wolff cerca di abbassare le aspettative, soprattutto in Italia, per evitare ripercussioni sulla crescita del pilota. “Soprattutto in Italia vedo già i titoli: ‘Campione del mondo’, ‘Grande Kimi’ e così via. Questo non è positivo, perché gli errori arriveranno: è solo un ragazzo. È troppo presto anche solo per pensare a un campionato”.
Non è comunque detto che la lotta per il titolo resti solo in casa Mercedes. La Ferrari ha già pronto un piano per recuperare terreno, come rivelato da Frédéric Vasseur, ma Toto Wolff teme anche un confronto sul piano politico con gli avversari. “Abbiamo una buona macchina, in grado di vincere. Vedremo che tipo di ‘coltelli politici’ emergeranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Ma al momento è una vettura capace di vincere”. Il riferimento è alla recente battaglia tra motoristi che ha portato all’introduzione, con FIA e FOM, di una direttiva tecnica che prevede anche test a caldo per verificare il rapporto di compressione del motore endotermico.
“Entrambi i piloti hanno le stesse opportunità — ha proseguito Wolff — ma per Kimi è davvero troppo presto per parlare di titolo. Essendo giovane, ha bisogno di maturare. E ha come compagno di squadra un pilota straordinario, con otto anni di esperienza in più”.
Dalla sua, però, Antonelli può contare su un rapporto eccellente con tutto il team. Non a caso, prima della partenza del Gran Premio di Cina, ha voluto ringraziare ogni meccanico che lavora sulla sua W17 con un abbraccio, esteso anche al suo ingegnere di pista Bono. “È qualcosa che gli viene naturale — ha commentato Wolff —. È sempre stato capace di catturare l’attenzione e conquistare le persone. È molto affettuoso, una caratteristica tipicamente italiana, e riesce a coinvolgere tutti nel suo percorso con grande calore umano. Per questo ha rapporti così solidi all’interno del team: i meccanici, gli ingegneri, chi si occupa della comunicazione e del marketing… tutti lo adorano”.
“Allo stesso tempo, però, dobbiamo proteggerlo: le persone tendono ad approfittarne e lui fa fatica a dire di no, ma deve imparare. Ci sarà tantissimo interesse attorno a lui e molte richieste che potrebbero sottrargli tempo prezioso per la sua carriera”.
Ma quanto si è avvicinato Kimi a Russell e quale impatto può avere sugli equilibri interni? “Finora George ha avuto leggermente la meglio. Non si è ancora arrivati a un vero confronto diretto, e questo va considerato. Dal punto di vista delle dinamiche, George ha sempre rispettato Kimi e riconosciuto la sua velocità. Ora Antonelli ha una vittoria, ma il suo livello competitivo era già altissimo. I migliori riconoscono gli altri migliori: entrambi hanno vinto almeno un Gran Premio e fanno parte della ristretta cerchia dei piloti Mercedes vincitori, credo siano solo sette. È un gruppo molto esclusivo e Kimi deve esserne orgoglioso”.