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Il Gran Premio della Cina 2026 resterà impresso nella storia dell’Italia. Dopo vent’anni, l’inno di Mameli è tornato a risuonare nei circuiti di Formula 1 grazie alla vittoria di un pilota italiano. L’ultimo era stato Giancarlo Fisichella nel 2006, in Malesia; ora tocca ad Andrea Kimi Antonelli. Un traguardo importante per il bolognese, che diventa anche il secondo più giovane di sempre – dopo Max Verstappen – a conquistare una vittoria iridata. Gran parte del merito va alla Mercedes, che ha scommesso su Kimi ben undici anni fa: una scelta azzardata che ha ripagato il coraggio di Toto Wolff. Coraggio che, invece, secondo Luca Cordero di Montezemolo è mancato alla Ferrari.
Foto copertina: ANSA
Giovanni Minardi, figlio di Gian Carlo e fondatore della Minardi Management, è stato il primo a intravedere il talento di Kimi Antonelli quando aveva appena otto anni e correva sui kart a Sarno sotto la guida del padre Marco. Colpito dalla velocità del bolognese, Minardi si è attivato per trovargli un’Academy che lo accogliesse e gli permettesse di crescere fino a scalare le gerarchie per arrivare in Formula 1.
Sono stati avviati contatti con due team: Ferrari e Mercedes. A Maranello preoccupava la giovane età di Kimi, ritenuto troppo piccolo per iniziare un percorso del genere; a Brackley, invece, c’era una maggiore propensione a scommettere su un talento così precoce, in vista di una rosea prospettiva futura.
L’accordo con Mercedes non arrivò subito: Toto Wolff e Gwen Lagrue, responsabile dello sviluppo piloti, osservarono Kimi Antonelli in più occasioni, valutandone i progressi e l’approccio alle nuove sfide. Alla fine, nel 2019, arrivò la decisione di metterlo sotto contratto quando aveva soltanto undici anni. Da lì, una crescita costante fino alla Formula 1 e alla vittoria in Cina che, come ha detto Max Verstappen, “è la prima di molte altre”.
Resta, dunque, un pizzico di rammarico per la Ferrari, che si è lasciata sfuggire il giovane talento bolognese. A sottolinearlo è stato anche Luca Cordero di Montezemolo: “Ho parlato l’altro giorno con Kimi – ha rivelato ai microfoni di Sky l’ex presidente della Ferrari, intervenuto nello studio di Federica Masolin dopo la giornata di Champions League –. Sono da un lato felice per lui, perché è un ragazzo serio, maturo, che mi piace molto, con i piedi per terra, e spero che rimanga così. Dall’altro sono molto, molto arrabbiato che non sia alla Ferrari. Devo dire la verità: sono molto dispiaciuto, perché so che Massimo Rivola – ai tempi team principal della Scuderia – voleva sceglierlo. Ma, detto questo, sono davvero felice di vedere un italiano, un ragazzo in gamba, un bolognese, perché questo ci vuole anche, e secondo me ha un grande futuro davanti”.