Wolff esplode di gioia in Cina: "Kimi Antonelli è un talento puro, ma piedi per terra! Per me resta ancora il bambino di 11 anni. Presto per parlare di titolo"

Wolff esplode di gioia in Cina: "Kimi Antonelli è un talento puro, ma piedi per terra! Per me resta ancora il bambino di 11 anni. Presto per parlare di titolo"
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Un podio scritto da uno sceneggiatore a Shanghai: Antonelli vince per la prima volta in F1, Russell lo segue in seconda posizione e Hamilton, in rosso, completa la scena. Toto Wolff non nasconde l’emozione: “Kimi è un talento puro… ma piedi per terra!”. Un messaggio anche per l’Italia...
15 marzo 2026

La storia, a volte, ha un modo tutto suo di tornare a bussare alla porta. A Shanghai, nel Gran Premio della Cina 2026, quella porta si è aperta di nuovo per l’Italia. Sul gradino più alto del podio c’è salito Andrea Kimi Antonelli, un ragazzo che quando l’ultimo italiano vinceva in Formula 1 non era ancora nato. Vent’anni dopo il trionfo di Giancarlo Fisichella in Gran Premio della Malesia 2006, il tricolore torna a sventolare davanti a tutti.

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Per la Mercedes è stato un weekend perfetto: entrambe le pole position, la Sprint vinta da George Russell e la gara dominata dal giovane talento bolognese. Un fine settimana che ha il sapore della svolta e che ha regalato q Toto Wolff uno di quei momenti rari che restano impressi nella memoria di chi vive la Formula 1 dall’interno. Eppure, negli ultimi giri, mentre Antonelli martellava la pista con tempi sempre più veloci, Wolff non era esattamente tranquillo. Il motivo? L’istinto del suo pilota. “Onestamente non ero nervoso”, ha raccontato il team principal. “Quando vedi che tutto funziona e la macchina è nel ritmo giusto, sai che andrà bene. Il problema è che Kimi non riesce a trattenersi: un giro veloce dopo l’altro. È il suo modo di guidare. A un certo punto ho detto al muretto: ‘Facciamolo calmare un po’. Non vogliamo perdere questa gara’”.

È il paradosso dei grandi talenti: la velocità naturale che li rende speciali è anche ciò che, a volte, li spinge oltre il limite. Un equilibrio delicato tra rischio e controllo, quello su cui Wolff lavora da tempo con il suo pupillo. “Kimi stesso lo ha detto ieri: deve migliorare nella gestione tra rischio e ricompensa”, ha spiegato Wolff. “Gli ripeto spesso che non è sempre necessario spingere fino al limite assoluto. Per un pilota giovane la cosa più importante è trovare la calibrazione giusta, evitare errori inutili”. Eppure, rispetto a dodici mesi fa, qualcosa è cambiato profondamente. Non tanto nella velocità — quella, spiega Wolff, è un dono che non si insegna — ma nel modo in cui Antonelli affronta gli ostacoli.

È cresciuto tantissimo”, ha sottolineato il team principal. “La cosa che mi colpisce è come digerisce gli errori. Quando è uscito di pista sabato mattina, non è arrivato al briefing con il peso di quella situazione. Ha detto semplicemente: ‘Non è stato buono’. Ha analizzato i dati, ha trovato le risposte e poi ha messo tutto in una scatola. I grandi sportivi fanno così”. Il talento, d’altronde, era evidente fin dall’inizio. Wolff lo racconta quasi con orgoglio paterno. “La velocità pura non si impara”, ha spiegato. “Puoi fare migliaia di giri, ma quel tipo di velocità o ce l’hai o non ce l’hai. Kimi ce l’ha. Lo vedi subito, in ogni categoria. Però per diventare un grande campione non basta: servono maturità, personalità, umiltà, intelligenza. Sono venti fattori diversi”.

Guardandolo oggi sul podio, però, per Wolff resta difficile dimenticare il ragazzino incontrato tanti anni fa. “Per me è ancora il bambino di undici anni che ho conosciuto in garage”, ha sorriso. “Quella immagine non cambia. Ma la maturità con cui sta gestendo la pressione in questo ambiente spietato è davvero impressionante”. La scena del podio, del resto, sembrava quasi scritta da uno sceneggiatore. Antonelli vincitore della sua prima gara, Russell al suo fianco e alle loro spalle un altro protagonista della storia Mercedes: Lewis Hamilton, tornato sul podio dopo aver lottato con la Ferrari.“Ci sono momenti perfetti in Formula 1”, ha ammesso Wolff. “Ne ricordo uno nel 2014. Questo è stato forse il secondo. Vedere Kimi vincere il suo primo Gran Premio, con George secondo e Lewis terzo… e poi tutti a spruzzarsi champagne. È stato bellissimo”. 

ANSA

La vittoria di Antonelli, inevitabilmente, scatenerà entusiasmo. Soprattutto in Italia, dove il ritorno di un pilota vincente è una notizia che accende immediatamente sogni e aspettative. Ma proprio qui Wolff ha voluto lanciare un messaggio chiaro. “So già cosa succederà: i titoli parleranno di campione del mondo”, ha detto. “Ma non è una cosa buona. Gli errori arriveranno, perché è ancora un ragazzo. È troppo presto per parlare di titolo”. La Mercedes, intanto, sa di avere tra le mani una macchina capace di vincere. E due piloti che possono giocarsi le loro carte. “Entrambi hanno le stesse opportunità”, ha concluso Wolff. “Ma la stagione è lunghissima. Kimi deve semplicemente continuare a crescere”.

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