F1: “Ho altre 20 occasioni per vincere”: Kimi Antonelli si carica dopo il successo di Shanghai. E della lotta mondiale con George Russell dice…

F1: “Ho altre 20 occasioni per vincere”: Kimi Antonelli si carica dopo il successo di Shanghai. E della lotta mondiale con George Russell dice…
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Dopo la vittoria nel Gran Premio della Cina 2026 di Formula 1, Andrea Kimi Antonelli racconta le sensazioni degli ultimi giri, la gioia del podio e le brucianti ambizioni per il nuovo capitolo della sua carriera inaugurato oggi
15 marzo 2026

La prima vittoria in carriera, il pianto liberatorio sul podio, i festeggiamenti in pitlane. E poi il momento di prendere il fiato dopo un Gran Premio della Cina 2026 di Formula 1 da sogno. Ma è tutto vero. Accomodato nell’ufficio dell’uomo che gli ha dato l’occasione della vita, Toto Wolff, Andrea Kimi Antonelli riflette su una giornata indimenticabile, che non ha ancora metabolizzato. “Sto ancora realizzando, ci vorrà qualche giorno”, ci racconta in un intimo incontro con i pochi giornalisti italiani che hanno assistito dal vivo alla sua impresa.

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Non ha passato una notte insonne, Antonelli, prima della sua partenza dal palo a Shanghai. “Ho dormito bene. Ho sognato la gara di oggi”. Ma la meraviglia l’ha vissuta con gli occhi aperti sul podio. A parte un piccolo scivolone – “mi hanno chiamato Kimi Raikkonen”, dice ridendo – “sentire l’inno di Mameli è stato bello. Ricevere il trofeo più grande è fantastico, sarebbe meraviglioso se fosse così tutti i weekend. Essere sul gradino più alto del podio è una delle sensazioni più belle”.

Con lui sul podio anche l’uomo che ha sostituito in Mercedes, Hamilton, apparso genuinamente felice del risultato di Kimi. “Lewis è stato carinissimo nei miei confronti, era molto contento per me. È stato emozionante condividere il podio con George, ma soprattutto con Lewis, che ha fatto la storia del motorsport”. E anche Antonelli è entrato di diritto nella storia della F1, diventando il primo italiano a vincere in F1 dal 2006, succedendo a Giancarlo Fisichella.

Ma quando si è reso conto che avrebbe potuto vincere? “A dieci, quindici giri dalla fine. Speravo solo che non ci fosse una Safety Car, ma avevo un bel ritmo. Quando ho rivisto il video dell’incidente mi sono chiesto come fosse stato possibile che avessi fatto un errore del genere. Ho frenato un po’ più tardi, con maggiore pressione. La gomma era molto consumata, e c’era vento di coda. Per fortuna avevo tanto vantaggio, e negli ultimi giri ho potuto rallentare per portarla a casa”.

Un gap, quello costruito da Antonelli sul compagno di squadra George Russell, costruito con grande solidità. “Stavo gestendo quando mi hanno detto che avrei potuto spingere. Ho mantenuto un ritmo molto serrato. Mi stavo divertendo”. Poi il brivido dell’errore sul finale: “Nel giro in cui ho sbagliato stavo andando ancora più forte. Ero in quella fase in cui guidi senza pensare, metti proprio il pilota automatico. È qualcosa che non ripeterò”. E un ultimo giro all’insegna delle emozioni. “Quando sono uscito dalla curva 14 ho fatto un piccolo traverso, e poi mi sono lasciato andare nel giro di rientro”.

Antonelli era convinto di poter vincere in Cina, anche prima che questo successo andasse concretizzandosi? “Sì. Anche a Melbourne il passo era buono. Ma dopo l’incidente nelle FP3 non avevo più la sicurezza di prima. Non eravamo riusciti a preparare del tutto il set-up della macchina, ma andavamo comunque bene. Sapevo che sarebbe stata tosta, molto tosta. Ma sono contento di esserci riuscito”.

Il successo di Antonelli a Shanghai non farà altro che attirare l’attenzione del pubblico su di lui. E se il suo mentore Toto Wolff ha invitato noi giornalisti italiani a non esagerare coi sensazionalismi per proteggerlo, Kimi sembra intenzionato a mantenere un basso profilo. “Siamo solo alla seconda gara dell’anno, è ancora lunga. Mi godrò questa giornata, ma bisogna restare con i piedi per terra. C’è un’opportunità molto grande di poter lottare per il mondiale, ma battere George non è assolutamente facile. Bisogna continuare a martellare”.

Lo farà con la fida Mercedes W17, vettura eccellente. “Con questa monoposto mi trovo bene – confida Kimi -. C’è margine di miglioramento per padroneggiarla alla perfezione. Siamo solo all’inizio, anche con la gestione della batteria. George ci arriva prima. Io a volte agisco troppo di istinto, con queste power unit ci vuole la ragione”. Ma cosa gli manca ancora per essere un pilota ancora più completo? “L’esperienza. Con quella si riesce a tenere la situazione sotto controllo in tutte le circostanze, anche quando si è in difficoltà. Io cercherò di essere il più pronto possibile, sono occasioni che non capitano così spesso”.

Il successo di Kimi a Shanghai ha commosso tutti, dalla sua fidatissima addetta stampa, Rosa, al suo ingegnere di pista. “Bono era contento, molto emozionato. Anche io ho pianto, non ce l’ho fatta proprio a trattenermi. È un momento importante per me, la mia famiglia, il team che mi accolse quando avevo 11 anni e correvo nei kart. Essere arrivati a questo punto è un grande traguardo. Il prossimo è diventare campione del mondo con la Mercedes”.

A 11 anni Antonelli si vedeva vincente in F1? “Era il sogno. All’epoca ero appena entrato nel programma e la strada era ancora lunga. Sono contento di aver ottenuto la mia prima vittoria. Spero sia la prima di tante”. E oggi comincia un nuovo capitolo: “Sono riuscito a cogliere la mia prima pole dopo il primo podio dello scorso anno, e ora la vittoria. Il prossimo passo, enorme, è il mondiale”.

La vittoria di Shanghai è arrivata sotto l’occhio vigile di papà Marco – “condividere questo momento con lui è stato speciale” - ma non di mamma Veronica e della sorellina Maggie. Ma i festeggiamenti sono appena cominciati. “Mi farò una bella dormita in aereo, anche se non sarà facile, con l’adrenalina che ho ancora in corpo. Domani festeggerò con il resto della mia famiglia e poi anche con i miei amici. Niente di esagerato, sono un tipo tranquillo”.

Questa è una giornata che non scorderò mai. Sono i giorni come questi a renderti consapevole del tuo potenziale. Battere George è molto difficile. È nel pieno della forma, ed è completo. Ma vincere per la prima volta mi toglie pressione. Ci sono altre 20 occasioni per vincere. È una delle sensazioni più belle in assoluto. Più volte la si vive, meglio è”. L’appetito vien mangiando. E Kimi Antonelli, il secondo pilota più giovane di sempre a vincere in F1, di fame ne ha da vendere.

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