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Non si è concluso nel migliore dei modi l’appuntamento catalano per Andrea Kimi Antonelli. Sicuramente non per quanto riguarda il passo dimostrato, perché a bordo della sua Mercedes W17 il bolognese ha dato l’ennesima prova di quanto il suo stile di guida si sposi a meraviglia con la monoposto. E il sorpasso ai danni di George Russell è la conferma tangibile di ciò. La sfortuna, però, questa volta ha colpito Antonelli sotto forma di un problema tecnico alla power unit che ha sbriciolato le sue possibilità di podio e di lottare con il vincitore del Gran Premio di Barcellona 2026, Lewis Hamilton.
Questo guasto non è il primo che azzoppa le power unit Mercedes. Era capitato già a George Russell in Canada, e anche ai team clienti, McLaren in primis. È chiaro che un campanello d’allarme stia suonando a tutto spiano a Brixworth. “Non possiamo ritirare le vetture in modo così regolare e continuo, perdendo 25 punti nel Campionato Costruttori a Montreal e perdendone altri oggi. Per finire primi, prima devi finire, e l'affidabilità è l'aspetto su cui dobbiamo avere la meglio. Questa è la priorità numero uno. Nessuno è felice di questo, e non lasceremo nulla di intentato per capire”, sono state le parole a caldo di Toto Wolff a margine della gara catalana. Anche in questo caso, potrebbero essere le batterie il problema principale. “Non sappiamo ancora quale sia stata la causa del guasto. La maggior parte degli altri problemi era legata alla batteria, ma si è trattato di guasti diversi, non sempre dello stesso tipo. Il sintomo però era molto simile, come quando a Montreal la macchina di George si è spenta. Scaveremo a fondo per assicurarci che non accada di nuovo”.
La preoccupazione chiara, ora, per la Mercedes è capire cosa stia causando questi ripetuti problemi di affidabilità. Perché, come ampiamente preannunciato, la lotta agli aggiornamenti sta spostando l’ago della bilancia a sfavore del team di Brackley. Gli sviluppi portati dalla Ferrari a Barcellona hanno dato un importante slancio sul fronte delle performance alla SF-26 che, nonostante il deficit al motore endotermico, è stata in grado – complice anche il tempismo perfetto della VSC causata da Alonso e la strategia a tre soste del #44 – di riportare Lewis Hamilton sul gradino più alto del podio. E in settimana è previsto l’annuncio ufficiale delle percentuali dell’ADUO che potrebbero consentire alla Ferrari di portare, già al prossimo appuntamento in Austria, un nuovo motore endotermico in grado di riaprire definitivamente i giochi in ottica mondiale.
Ma se a Maranello erano già consapevoli di poter accedere all’ADUO con almeno un gettone di sviluppo da spendere quest’anno, lo stesso non si può dire di Mercedes. Già a Monaco i team hanno avuto una prima visione, ancora non ufficiale, degli esiti dell’ADUO che vedrebbero il motore di Red Bull Ford Powertrains come punto di riferimento, e non quello di Brixworth come si pensava inizialmente. A confermare la sorpresa nel box delle Frecce d'Argento è lo stesso Kimi Antonelli: “Almeno da parte mia, sono rimasto sorpreso perché penso che la nostra PU sia molto forte, ma sicuramente c'erano delle ragioni dietro. E ovviamente, ora il team dovrà iniziare a lavorare per cercare di capire dove possiamo ottenere ancora più prestazioni. Quindi, è un processo che non sarà a breve termine, sarà un processo a lungo termine perché trovare ancora più prestazioni sul motore richiede tempo. Quindi sicuramente il team ha già fatto un lavoro incredibile con la PU, e sono sicuro che metteranno il massimo impegno per cercare di estrarre ancora più prestazioni ora che abbiamo questo vantaggio”, ha dichiarato giovedì pomeriggio.
Dunque, la Mercedes potrebbe ricevere l’ADUO, ma è in ritardo rispetto agli altri motoristi che già sapevano di poter intervenire sul motore endotermico. E qualsiasi sia la loro mossa a riguardo, ci vorrà tempo prima di poter vedere una nuova unità Mercedes. Prima, inoltre, dovranno affrontare il tema dell’affidabilità, che potrebbe essere il vero e proprio ago della bilancia in questo mondiale 2026. La Ferrari ha recuperato visibilmente in classifica Costruttori grazie alla vittoria di Hamilton, nonostante il ritiro di Charles Leclerc. E anche la Mercedes segna un DNF con Kimi, che mantiene comunque la leadership in campionato. Una classifica che Antonelli preferisce comunque non guardare. Così come non vuole guardare i continui confronti con Ayrton Senna, soprattutto dopo la vittoria di Monaco. “Non mi piace molto il paragone perché non credo di dover essere paragonato a qualcuno che ha fatto la storia di questo sport, mentre io non ho fatto nemmeno una minima parte di quello che lui è riuscito a realizzare. Quindi non mi sembra molto giusto. Sì, è il mio idolo, è una persona che mi ispira, ma non mi sembra giusto essere paragonato a lui, soprattutto in questa fase della mia carriera, perché è solo l'inizio e c'è ancora tanto da raggiungere, tanto da fare e tanto da migliorare, e sento di essere ancora molto lontano dal suo livello. Quindi questa è la mia risposta”, ha chiosato Antonelli.