F1. “Andavano fuori tempo, ma è stato incredibile! La montagna è ripida ma non è finita”. Sulle orme di Michael Schumacher, Hamilton vince e rilancia la Ferrari

F1. “Andavano fuori tempo, ma è stato incredibile! La montagna è ripida ma non è finita”. Sulle orme di Michael Schumacher, Hamilton vince e rilancia la Ferrari
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Una domenica da libri di storia e ricca di significato quella di Barcellona, dove Lewis Hamilton ha finalmente centrato la sua prima vittoria in rosso
15 giugno 2026

Finalmente Lewis! A Barcellona Hamilton ha centrato la sua 106esima vittoria e la prima affermazione in rosso dopo una gara condotta magistralmente all’insegna di quell’Hammer Time che l’ha reso famoso, permettendo alla Ferrari di interrompere un digiuno che durava da quasi due anni e che apre ora a scenari esaltanti per il proseguimento di una stagione, nata sotto l’insegna del duro lavoro: "Per prima cosa, devo iniziare ringraziando di cuore tutti quanti, il mio team qui, tutti coloro che sono in fabbrica, Fred, per aver creduto in me e avermi portato in questa squadra e i miei fan che sono i migliori che uno sportivo possa desiderare".

"L’anno scorso ho intrapreso un sogno che sembrava quasi impossibile ma non abbiamo mai perso la speranza e il team ha continuato a sostenermi. Gli sarò per sempre grato e spero che questa sia solo la prima di tante. La macchina è stata fantastica, i pit e la strategia sono stati ottimi. Forza Ferrari!"

In quello che sembra un segno del destino, questa vittoria è arrivata a 30 anni dal primo successo di Michael Schumacher, che proprio a Barcellona inaugurò con la Ferrari un'epopea esaltante: i due piloti più vincenti di sempre legati da un filo sottile, di colore rosso, lungo 3 decenni: "Tutte le vittorie sono speciali a modo loro e ognuna ha un percorso diverso ma questa è qualcos'altro. Quella di Silverstone nel 2024 è stata a suo modo un momento monumentale per me perché pensavo che forse avrei mai più vinto. L’anno scorso sono arrivato a pensare di aver perso quel qualcosa, ma in realtà non lo perdi mai.

Ce l'hai sempre e ci vogliono solo lavoro, perseveranza e costante fiducia per mantenerlo vivo. Oltretutto mi sento benissimo fisicamente e non è facile gareggiare con tutti questi ragazzi che fanno cose straordinarie".

"Ho sempre guardato la Ferrari vincere in TV, e mentre ero in pista guardavo gli schermi e mi chiedevo come sarebbe stato vincere, e alla fine è arrivata. Penso che questo sia il primo passo della nostra storia. Mi hanno ricordato che sono passati 30 anni da quando Michael ha vinto. Probabilmente se non stavo correndo come molti di voi ero sul divano a guardare quella gara mangiando un panino pensando: "Chissà com'è stare seduto in quella macchina rossa?".

L'avrei voluta anche io. E oggi ero lì, in piedi davanti a quella squadra incredibile che cantava l’inno. Penso che fossero fuori tempo - scherza Lewis - ma è stato davvero incredibile vedere la gioia nei loro occhi e sentirla con loro. Sono quasi svenuto dopo averli abbracciati. Il mio cuore stava esplodendo di gioia. Tutti hanno lavorato duramente e se lo meritano davvero."

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Dopo tanto lavoro e sacrificio, i frutti cominciano a vedersi e il 7 volte Campione insiste nell'elogiare la compattezza della squadra nel perseguire il successo, anche a dispetto delle difficoltà incontrate lungo il percorso: "Mi ci vorranno sicuramente alcuni giorni, ci ripenserò di sicuro e dirò: "Cavolo, avrei voluto avere le parole giuste". Ma come si trovano le parole per esprimere un'emozione che va oltre i tuoi sogni più sfrenati? Ho creduto veramente in ciò che potevo ottenere insieme a questo team quando sono arrivato.

Prima c’è stata l’eccitazione, poi sono arrivati i dubbi e la negatività, ma sento davvero che i miei fan, la mia famiglia e gli amici mi hanno salvato. L'inizio di una nuova stagione, con tutti questi cambiamenti, mi hanno permesso di arrivare a questa posizione in cui mi trovo oggi. Sento solo molta gratitudine e sono molto orgoglioso delle persone con cui lavoro. Sono così appassionate e hanno così tanta umiltà e sono così gentili.

Ho avuto un'ottima preparazione e mi sono allenato duramente per arrivare dove sono oggi. C'è così tanto lavoro dietro le quinte e come ho detto il team mi sta dando quella fiducia con le richieste che ho fatto, tutto sta lentamente iniziando a unirsi. L’anno scorso chiedevo innovazione, perché questa squadra deve essere leader in questo e ha dimostrato di poterlo fare. Abbiamo molto lavoro da fare perché la montagna è ripida per arrivare a fare quello che la Mercedes ha fatto quest’anno. Ora ho la macchina giusta e posso tornare a fare quello che so fare meglio. Sono semplicemente felice in questo momento. Adoro quello che faccio. Non c'è sensazione migliore che guidare un'auto di Formula 1".

Dal baratro e dal fondo toccato con le parole di Budapest nel 2025 sembra passata una vita, ma Lewis non dimentica quei momenti perché dalle difficoltà c'è sempre da imparare, e i risultati di questo inizio di stagione lo stanno dimostrando: "Sono solo umano. Ci sono dei momenti in cui vedi e senti quello che succede, e a volte gli permetti di scalfirti. Ma ho trovato il modo di scollegarmi da quello, passando del tempo con la famiglia e con gli amici, persone reali che mi conoscono, che non hanno mai dubitato di me e che mi hanno sostenuto per tutta la vita.

Poi dopo Natale mi sono rimesso in forma, mi sono allenato pensando sempre di non dubitare di me stesso. Ho riportato la mia mentalità a quella che avevo prima ed è una grande sensazione stare qui, sedersi qui in questo momento, salire su quel podio. Non sento di dover ricordare al team chi sono perché loro sono sempre stati gentili e di supporto. Torni al garage dopo una brutta giornata e ti dicono "Non preoccuparti, sarà per la prossima volta". Di sicuro, risultati come questo ti ridanno fiducia. Probabilmente dormirò con questa maglia rossa addosso stasera. È una bella sensazione avere il Cavallino lì in cima".

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Tra Fred Vasseur e l'ingegnere di pista Carlo Santi, presente sul podio a ricevere il trofeo per i costruttori, in questa esaltante vittoria ci sono tracce del lavoro di tutti i membri del team: "Non sarei in questo team senza Fred, è lui che l'ha reso possibile, e gliene sono incredibilmente grato. L'anno scorso è stato davvero difficile da gestire per lui. Il mio arrivo è stato un grande shock per il sistema perché sono molto schietto. Se vedo qualcosa che non penso sia giusto sono implacabile, e penso che non sia facile essere dalla parte del ricevente quando stai anche gestendo un'intera organizzazione che è impostata in un certo modo.

Per lui era molto, ma ha continuato a crederci, ha continuato a essere un buon amico, ha continuato a essere un grande compagno di squadra e un vero supporto. Ha sempre ascoltato quando chiedevo che cambiasse qualcosa e ha permesso che avvenisse. Gli sarò per sempre grato, perché questo non sarebbe successo senza quei cambiamenti.”

È stato fantastico averlo lassù (Carlo Santi, ndr). Non ci conoscevamo, non avevamo mai parlato e non sapevo nulla di lui. E ci siamo incontrati e penso che siamo andati d'accordo subito. Ma è fantastico potersi connettere con un ingegnere diverso da quello che avevo. Si capiva che era difficile per lui esprimere le sue emozioni. Era solo sorridente e io l’ho abbracciato e l’ho tirato dentro ringraziandolo. Mi piace pensare che questo abbia riacceso l'amore che ha per essere un ingegnere come ha fatto per me come pilota".

 

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Col ritiro di Kimi Antonelli il divario in classifica si è ridotto drasticamente e anche se la Mercedes sembra ancora superiore, questa vittoria ha riacceso le speranze per un ottavo titolo che avrebbe del leggendario, anche se è ancora presto per fare pronostici: "Accetto volentieri questi punti, anche se manca ancora molta strada e loro hanno ancora un ottimo passo. Onestamente all’inizio non pensavo al campionato, certo, ciò per cui abbiamo lavorato è stato poter vincere, ma sono sempre stato consapevole del fatto che ci vuole tempo. 

La Mercedes ha una macchina incredibile e sappiamo di avere questo deficit di potenza. Ci saranno piste in cui andremo in difficoltà ma abbiamo anche noi una grande macchina e se continuiamo a migliorare le curve potremo viaggiare più scarichi finché non colmeremo il divario di potenza. È molto difficile pensare a lungo termine in questo momento, la prenderemo una gara alla volta, una settimana alla volta.

Sarò in fabbrica la prossima settimana e parleremo con gli aerodinamici, guardando tutti gli aggiornamenti che abbiamo in cantiere, che effetto avranno quando arriveranno e se necessario virare nella direzione migliore per la macchina. Continuiamo a spingere e a goderci il momento. Continueremo a lavorare per ridurre quel divario. Non è finita, questo è certo".

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