F1. "Se sente l'odore del sangue, non lo fermi più". Wolff incorona Hamilton e striglia la Mercedes: "Inaccettabile"

F1. "Se sente l'odore del sangue, non lo fermi più". Wolff incorona Hamilton e striglia la Mercedes: "Inaccettabile"
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Il team principal analizza il weekend di Montmelò tra la gioia per l'ex pilota, il talento di Bono e la furia per il ritiro di Antonelli: "Senza affidabilità non andiamo da nessuna parte"
14 giugno 2026

Il Gran Premio di Barcellona si chiude per la Mercedes con un sapore agrodolce, sospeso tra la competitività ritrovata di Russell e la frustrazione per una fragilità tecnica che rischia di compromettere la rincorsa nel Mondiale. Nel paddock di Montmelò, Toto Wolff si concede un’analisi a cuore aperto che mescola la gioia per il trionfo dell'ex Lewis Hamilton, all'allarme rosso scattato nel box di Brackley dopo il ritiro di Kimi Antonelli.

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Il successo di Hamilton, oggi alla guida della Ferrari dell'amico Fred Vasseur, non lascia indifferente il manager austriaco. "Prima di tutto, congratulazioni a Lewis", esordisce Wolff, senza nascondere l'emozione per un pilota che ha segnato la storia del suo team. "Ha lavorato così duramente e ha passato così tanti momenti difficili, in particolare l'anno scorso, che sono felice per lui con tutto il cuore. Dico sempre che se non spetta a noi vincere, dovrebbe essere Lewis. E oggi se lo è meritato. Sono felice anche per Fred, Abbiamo passato momenti difficili come amici, anche se a volte ci infastidiamo a vicenda. Ma la pressione nel gestire la Ferrari è enorme, e per questo sono felice e sollevato per lui, è una cosa che mi sta a cuore".

Vedere Hamilton sul gradino più alto del podio riaccende inevitabilmente i discorsi sulla lotta iridata e su quel magico ottavo titolo che l'inglese insegue da anni. Wolff è convinto che la rimonta sia assolutamente possibile: "È ancora l'inizio della stagione, quant'è il distacco, 40 punti? 41. Con un ritiro per un problema di affidabilità che ti toglie 25 punti, il campionato è completamente aperto. Per questo non possiamo permetterci di non finire le gare". Quando gli viene chiesto se teme di dover lottare contro il suo ex pupillo, il team principal risponde con assoluta certezza: "Non ho intenzione di combattere con lui per un titolo, perché so di cosa è capace. Se sente l'odore del sangue, va. Ho visto per molti anni che improvvisamente il treno di Lewis Hamilton partiva, e poi è molto difficile fermarlo".

Il segreto della rinascita di Hamilton, secondo Wolff, risiede in una ritrovata serenità e nella capacità di ricreare "il rapporto con il suo ingegnere di pista [Carlo Santi, ndr] che aveva con Bono". Proprio Peter Bonnington è l'uomo chiave, una figura che oggi in Mercedes sta guidando la crescita del giovanissimo Kimi Antonelli. "Bono è una superstar", spiega Wolff con orgoglio tecnico. "Ha lavorato con i più grandi, ha avuto la fortuna di lavorare con Schumacher, poi con Lewis e ora con Kimi. È l'ottimale combinazione di un ingegnere: nerd quando deve esserlo per guardare la scienza e i dati, ma super compassionevole quando il pilota ha bisogno di supporto. È paziente, una caratteristica necessaria quando si ha a che fare con una gamma complicata di piloti, ma è anche fermo. Lo è stato con Lewis e lo è con Kimi; i piloti hanno bisogno di vedere che c'è una certa linea che non possono superare con il loro ingegnere di pista. Per me è il migliore nel settore".

Accanto alle note liete, però, c'è il lato oscuro del weekend spagnolo. Se George Russell ha conquistato la seconda posizione, la gara di Antonelli si è interrotta bruscamente per un blackout tecnico che ha tolto la Mercedes dalla lotta per la doppietta. Un ko che a Wolff non è andato giù. "Per il resto, sono deluso. Non possiamo ritirare le vetture in modo così regolare e continuo, perdendo 25 punti nel Campionato Costruttori a Montreal e perdendone altri oggi. Per finire primi, prima devi finire, e l'affidabilità è l'aspetto su cui dobbiamo avere la meglio. Questa è la priorità numero uno. Nessuno è felice di questo, e non lasceremo nulla di intentato per capire". Il problema, che ha colpito anche altre vetture clienti, sembra legato alle batterie: "Non sappiamo ancora quale sia stata la causa del guasto. La maggior parte degli altri problemi era legata alla batteria, ma si è trattato di guasti diversi, non sempre dello stesso tipo. Il sintomo però era molto simile, come quando a Montreal la macchina di George si è spenta. Scaveremo a fondo per assicurarci che non accada e di nuovo".

L'analisi tecnica si sposta poi sulla gestione dei piloti in pista, dopo che Russell era scattato al comando con una partenza fulminea per poi subire il ritorno del compagno di squadra. "George ha avuto un inizio di gara incredibile, sembrava che tutti fossero fermi dietro di lui, ma poi il passo è calato. Verso la fine dello stint Kimi aveva il vantaggio. Non siamo intervenuti nella loro lotta, perché è così che abbiamo sempre corso, ma è una situazione che dobbiamo esaminare per il futuro". Con la Ferrari e altri rivali pronti a inserirsi nella lotta al vertice, la filosofia della libera concorrenza interna potrebbe aver bisogno di una revisione strategica per evitare di penalizzare il team: "C'è una terza parte coinvolta nella lotta per il campionato, sia nei Costruttori che nei Piloti. Abbiamo discusso internamente su come vogliamo gestire la situazione in cui rischiamo di ostacolarci a vicenda. Non credo che sarà un problema, forse dobbiamo solo ricalibrare". La Mercedes esce da Barcellona con la certezza di avere una base aerodinamica e dinamica finalmente convenzionale ed efficace, ma la corsa verso il titolo richiede una solidità tecnica che i campioni di Brackley devono ritrovare al più presto.

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