Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il Gran Premio di Spagna 2026 lascia a Charles Leclerc il sapore amaro delle occasioni perdute, una di quelle domeniche in cui la rimonta si trasforma in un esercizio di frustrazione. Partito dalla decima casella dello schieramento dopo l'incidente nel Q3, il monegasco ha visto i suoi sforzi vanificati da un finale tanto improvviso quanto spietato. Non si è trattato solo di un power steering che ha smesso di assisterlo nelle curve ad alta velocità del Montmelò; il cedimento tecnico della sua SF-26 è stato totale, impedendogli persino di pensare di trascinare la monoposto fino al traguardo per salvare il salvabile.
E quando gli si chiede se ci fosse anche una minima possibilità di completare gli ultimi passaggi senza l'ausilio del servosterzo, Charles ha risposto con una lucidità disarmante: "No, non avevo più il gas e non avevo i freni". Una resa totale e strutturale su un tracciato che, storicamente, non fa sconti a nessuno. "Vi dicevo che Barcellona è spesso uno scenario che non rappresenta una vettura in generale. Quindi penso che metta tutto alla prova, sfida ogni cosa".
La delusione per il guasto meccanico, tuttavia, non ha offuscato l'autocritica del pilota, che con la consueta onestà intellettuale ha voluto mettere sul tavolo anche le decisioni strategiche prese nelle prime fasi di gara, in particolare in corrispondenza della Virtual Safety Car. Se la sfortuna ha firmato la parola fine, la gestione dei pit stop ha complicato la sua risalita. "Sì, ho perso il power steering. Poi con la VSC non so se avrebbe cambiato in modo significativo la nostra gara. Forse sarebbe stato peggio sui kart, ma penso che le due soste siano state un po' un errore da parte mia. Credo che le tre soste fossero un po' meglio, anche se non sarebbe cambiato massicciamente. Penso che il problema più grande sia stato iniziare con la VSC, e quello è stato un mio errore. E poi, ovviamente, il problema tecnico alla fine". Un'analisi millimetrica che divide le colpe tra l'imprevisto della pista e le scelte fatte nell'abitacolo.
Il contrasto nel garage della Scuderia è netto, perché se la vettura numero #16 è ferma ai box, la numero #44 di Lewis Hamilton festeggia una vittoria pesante che certifica la bontà del percorso di sviluppo intrapreso a Maranello. Il pacchetto di aggiornamenti ha risposto presente, soprattutto in quella gestione degli pneumatici che in passato aveva tormentato le domeniche della Ferrari. Leclerc non ha esitato a isolare il lato positivo per il team, spendendo parole importanti per il compagno di squadra e per la gestione di Fred Vasseur. "Voglio dire, è fantastico per la squadra, è fantastico per Lewis. Il team ha spinto massicciamente per portare un aggiornamento e sembra funzionare bene. Quindi ora dovevo essere lassù con lui, il che è sempre stato il caso. Sì, penso che abbiamo fatto un grande passo avanti con la macchina questo fine settimana, in particolare sulla gestione degli pneumatici. Quindi in realtà è una buona cosa per il futuro. È anche vero che il dato viene esagerato in un fine settimana come questo, dove il degrado degli pneumatici è stato così elevato".
C'è spazio anche per una riflessione più profonda sul comportamento generale della monoposto, che a Barcellona ha mostrato segnali di crescita che vanno oltre il semplice bilanciamento in staccata, un tema caldissimo nelle ultime settimane. "C'era molta attenzione su questo, ma la Formula 1 non è fatta solo di freni. Va un po' meglio. No, voglio dire, va meglio. Questo fine settimana è andato meglio in generale. Ma ovviamente con quello che è successo ieri, ho solo bisogno di resettare e tornare in azione. Speriamo di poter mettere tutto insieme". Un miglioramento complessivo che dà ragione al lavoro di squadra, un merito che Charles riconosce interamente al muretto e al proprio Team Principal. "Essere sotto pressione ed essere sul passo non è questione di fortuna. Fred lo merita tanto quanto tutta la squadra, che ha lavorato in modo massiccio. Sono molto felice per loro".
La gioia per il successo di squadra, però, non può cancellare la realtà di una classifica personale che si fa pesante. Il mondiale non aspetta e i punti lasciati sull'asfalto di Barcellona rischiano di pesare come macigni nell'economia del campionato. Per Charles, il ritorno a casa sarà il momento del reset totale, ma anche della consapevolezza che da qui in avanti la quota d'errore consentita è pari a zero. "Ho perso punti significativi da parte mia, però. Quindi devo fare un lavoro davvero eccezionale dalla prossima gara fino alla fine, con gli aggiornamenti che arriveranno dal di fuori. Ma sicuramente la sensazione principale che avrò tornando a casa sarà la delusione, perché è stato un evento davvero molto difficile".