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Il weekend di Barcellona doveva essere quello del riscatto, della svolta definitiva. Partire dalla pole position con la Mercedes W17 accende sempre sogni di gloria, ma il verdetto della pista catalana ha un sapore dolceamaro per George Russell. Il secondo posto finale, artigliato alle spalle di un monumentale Lewis Hamilton al primo trionfo in Ferrari, è un risultato da tenersi stretto, ma che non nasconde le crepe di una domenica complessa, risolta a favore del britannico solo per la fatalità tecnica che ha colpito la vettura gemella di Kimi Antonelli.
Il sorpasso subìto dal giovane bolognese sembrava aver chiuso i giochi per la piazza d'onore, prima che il motore della Mercedes numero #12 andasse ko. Un campanello d'allarme pesante per l'affidabilità del team di Brackley, che George non nasconde. C'è la consapevolezza di aver raccolto tanto, forse più del dovuto, ma anche la lucidità di chi sa che il passo gara e la gestione degli pneumatici più duri hanno lasciato molto a desiderare rispetto alla concorrenza. "Innanzitutto, enormi congratulazioni a questo ragazzo", ha esordito Russell parlando della storica prima vittoria in rosso del suo ex compagno Lewis Hamilton. "So quanto lavora duramente e ovviamente abbiamo passato molti anni insieme in Mercedes. Sono davvero felice di rivederlo al livello del Lewis che ricordavo quando ero un ragazzino e guardavo la Formula 1. Vederlo vincere in rosso dopo una decisione così grande, un passo così audace che sta pagando, è qualcosa di molto speciale. Sarà una vera minaccia per il campionato. Ma essere qui su questo podio, tre britannici per la prima volta dopo 60 anni, è una sensazione speciale. Certo, sia io che Lando avremmo preferito sederci al centro, ma quindici anni fa non avremmo mai creduto di poter condividere un momento simile".
La gioia per il momento storico sfuma però rapidamente quando l'analisi si sposta sulla performance della sua W17, che ha mostrato preoccupanti segnali di cedimento strutturale e un passo non all'altezza delle aspettative della vigilia. "Il venerdì e il sabato sono stati solidi, ma in gara è stato più impegnativo. Il primo stint è andato abbastanza bene, poi gli ultimi due sono stati difficili, non avevo passo e non mi sentivo affatto a mio agio con la gomma Hard. Lewis ci ha scavalcati con la Virtual Safety Car e avrebbe vinto comunque, ma io sono stato fortunato con il ritiro di Kimi. È un peccato vedere come sia finita la corsa per lui e per noi come squadra. Come HPP abbiamo avuto diversi cedimenti di recente, e questa è una grande preoccupazione per noi. La verità è che il mio passo oggi non era abbastanza forte".
A incidere sul verdetto di Barcellona sono state anche le scelte strategiche, condizionate dal traffico e dalle mosse dei diretti avversari in una corsa stravolta dal degrado termico. "Se fossi stato da solo a fare una strategia a due soste, non mi sarei fermato al giro 13. Ma in gara non sei mai solo, reagisci ai rivali e loro ci hanno messo in una posizione molto difficile, costringendoci ad anticipare il pit stop. Avrei potuto copiare la strategia a tre soste di Lewis, ma questo mi avrebbe esposto a Kimi che era sulle due soste. La Ferrari è stata impressionante, il passo di Lewis era pazzesco. Stanno arrivando. Chi porta gli aggiornamenti prima fa il salto di qualità, lo abbiamo visto con McLaren a Miami e poi con noi e la Ferrari".
Una situazione tecnica fluida che costringe a resettare le ambizioni iridate, concentrandosi esclusivamente sulla crescita costante della vettura in vista dei prossimi appuntamenti europei. "È dura. Questo non è uno sport facile. Lavoriamo ogni singolo giorno della nostra vita per realizzare questo sogno e quando cose fuori dal tuo controllo ti vanno contro, è difficile da accettare. Così come è difficile accettare quando la prestazione non è dove speravi che fosse. Dobbiamo scavare a fondo ogni giorno e ricordarci perché lo facciamo. Onestamente, in questo momento non sto pensando al campionato. Penso solo a controllare ciò che è sotto il mio controllo. Oggi la prestazione non è stata sufficiente e devo migliorare. È stato il primo circuito dell'anno con un degrado importante, una partita totalmente diversa rispetto alle prime sei gare passate dove fare una sosta sola era facilissimo. Rivedremo tutto in Austria".