F1, “Sappiamo dove rischia di rompersi”: l'ammissione di Allison sui guasti Mercedes. E ora fa paura il caldo dell'Austria

F1, “Sappiamo dove rischia di rompersi”: l'ammissione di Allison sui guasti Mercedes. E ora fa paura il caldo dell'Austria
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James Allison fa chiarezza sui punti deboli della power unit dopo i ritiri di Russell e Antonelli. Dietro i blackout elettrici spunta l'ombra del surriscaldamento in scia: a Spielberg sarà già l'ora della verità
19 giugno 2026

Non possiamo ritirare le vetture in modo così regolare e continuo, perdendo 25 punti nel Campionato Costruttori a Montreal e perdendone altri oggi. Per finire primi, prima devi finire, e l'affidabilità è l'aspetto su cui dobbiamo avere la meglio. Questa è la priorità numero uno. Nessuno è felice di questo, e non lasceremo nulla di intentato per capire”, così Toto Wolff ha sintetizzato l’amarezza per il ritiro di Kimi Antonelli al Gran Premio di Barcellona. L’ennesimo problema alla power unit che ha ufficialmente fatto scattare l’allarme affidabilità, a sirene spiegate, a Brixworth, lì dove i motori Mercedes prendono vita.

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Il propulsore delle Frecce d'Argento, lo stesso fornito a McLaren, Alpine e Williams, si è dimostrato il più forte del lotto, con sei delle sette gare finora disputate vinte da una monoposto motorizzata Mercedes (con Barcellona come unica eccezione, firmata da Lewis Hamilton). Tuttavia, non è sicuramente il migliore in termini di pura potenza del motore endotermico, visto che l’ADUO – i cui dati ufficiali, nel momento in cui scriviamo, devono ancora essere pubblicati – ha individuato come punto di riferimento la power unit di Red Bull Ford Powertrains. Un verdetto che ha lasciato sbalorditi in molti, considerate le performance mostrate finora dalla Mercedes. Ma essere i più prestazionali della griglia – il che deriva da una sinergia di diversi fattori concorrenti – non significa automaticamente essere i più affidabili. E proprio su questo delicato equilibrio si giocherà la partita del Mondiale 2026 di Formula 1.

La Ferrari ha dimostrato di avere forse la base telaistica e aerodinamica migliore della griglia con una SF-26 che a Barcellona ha stupito per il passo gara mostrato da Lewis Hamilton. Una sofisticazione progettuale che ben mitiga il chiaro deficit di erogazione della potenza da parte del motore endotermico di Maranello, ora alla ricerca di cavalli extra grazie al primo gettone dell’ADUO, che potrebbe arrivare già la prossima settimana in Austria – sempre che i dati ufficiali vengano pubblicati in tempo. Dinanzi a questo scenario, la Mercedes potrebbe essere costretta ad alzare bandiera bianca se i problemi di affidabilità dovessero proseguire. Quando a soffrirne era stata la McLaren, il problema sembrava essere riconducibile puramente all’integrazione della power unit nel telaio, un aspetto che Andrea Stella ha a più riprese sottolineato.

Ma quando anche la Mercedes W17 ufficiale ha iniziato a singhiozzare – come accaduto in Canada con George Russell e ora con Kimi Antonelli in Spagna, in entrambi i casi al culmine di un’estenuante lotta per la posizione – le speranze nel box di Brackley hanno iniziato a vacillare. Esattamente come per Lando Norris e Oscar Piastri in Cina, la causa è da riscontrare in analoghi problemi elettrici. Il campione in carica ha persino sostituito il motore per il Gran Premio di Monaco, ma a poco è servito, dato che la sua gara è finita anzitempo, nuovamente per un guasto alla batteria. "Non sappiamo ancora quale sia stata la causa del guasto. La maggior parte degli altri problemi era legata alla batteria, ma si è trattato di cedimenti diversi, non sempre dello stesso tipo. Il sintomo però era molto simile, come quando a Montreal la macchina di George si è spenta. Scaveremo a fondo per assicurarci che non accada di nuovo”, ha aggiunto ancora Wolff a margine dell’appuntamento catalano.

Ora, a distanza di qualche giorno, a Brixworth hanno finalmente individuato la causa di questi continui stop. “Credo che chiunque segua attentamente la F1 abbia notato che questo problema ha messo fuori gioco diverse vetture con motore Mercedes nel corso della stagione. Le cause non sono tutte identiche, ma in genere hanno origine nella stessa area della batteria”, ha rivelato James Allison, direttore tecnico della Mercedes, a Nu Silver Arrows, il programma radio del team di Brackley. “Penso che la maggior parte delle aree a rischio sia stata individuata. Con un po' di fortuna, quando inizieremo a introdurre gradualmente i nuovi moduli nel corso della stagione, la nostra flotta dovrebbe ottenere risultati migliori, visto che questi ritiri sono stati molto, molto dolorosi”. Per trovare una soluzione definitiva, però, ci vorrà tempo. Il lavoro è ovviamente già iniziato, tra simulazioni e prove al banco, per individuare chiaramente cosa provochi i danni alla power unit e, soprattutto, capire come prevenirli in attesa che i correttivi vengano adottati sul propulsore.

Da qui nasce l’ammissione che il problema potrebbe ripresentarsi nei prossimi appuntamenti. “Accettiamo il fatto che ci potranno essere ancora dei guasti, ma cerchiamo di fare in modo che si verifichino durante i test al banco e il meno possibile in pista. In prima istanza, quando c’è un cedimento, la tendenza del team – prima di comprenderne appieno la causa – è fare un piccolo passo indietro, spingendo l’equipaggiamento un po' meno al limite, giusto per garantire maggiore durata al kit che sta subendo i danni. Nel frattempo, un’altra parte della squadra lavora per capire qual è stata la causa principale della rottura, così da proporre una soluzione sufficientemente robusta”. È esattamente ciò che ha fatto la McLaren la scorsa settimana, infrangendo il coprifuoco per la seconda delle quattro volte consentite in un anno, pur di analizzare a fondo la MCL40 e irrigidire il telaio per migliorarne l’integrazione. Il fatto che lo stesso allarme sia scattato sulla W17, nata e sviluppata di pari passo a livello telaistico e motoristico, rappresenta un campanello d'allarme decisamente più preoccupante a Brixworth.

Una prima accortezza che i piloti della Stella potrebbero dover implementare nella loro guida è legata alla gestione della scia. Il fatto che i guasti ai rotori delle batterie di Russell prima e di Antonelli poi siano emersi dopo un’estenuante lotta corpo a corpo, rispettivamente in Canada e in Spagna, potrebbe indicare una chiara sofferenza del motore Mercedes alle alte temperature. A conferma di ciò ci sono anche i team radio con i piloti, ai quali è stato chiesto più volte – soprattutto a Kimi Antonelli – di non spingere eccessivamente. Indicazioni che inizialmente si pensava fossero impartite per evitare sbavature o rischi non necessari, ma che ora assumono un significato diverso e ben più profondo. A Barcellona le temperature erano altissime, con oltre 50°C sull'asfalto, e anche l’Austria storicamente è un appuntamento in cui il caldo e l'altitudine del Red Bull Ring a Spielberg mettono alla frusta i motori. Sarà proprio lì che capiremo se questo sospetto sia fondato o meno. Sicuramente la Mercedes si trova ora tra le mani una bella gatta da pelare, un problema di affidabilità che richiederà tempo per essere risolto. Il tutto mentre la Ferrari accorcia sempre più le distanze, pronta a riaprire le sorti di un Mondiale che, fino a qualche settimana fa, sembrava già scritto. Scritto con l’inchiostro d’argento.

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